Recovery and resilience facility: PE approva la governance dello strumento UE per la ripresa dal Covid

Recovery and resilience facility - Commissione UESemaforo verde dal Parlamento europeo al regolamento sulla governance del Recovery and resilience facility: lo strumento cardine del pacchetto Next Generation EU che mira a mitigare l’impatto economico e sociale della crisi legata al Covid-19 e, contemporaneamente, ad affrontare le sfide a lungo termine dell'Unione.

Accordo su Bilancio UE 2021-27 e Next Generation EU: ok del Consiglio, tocca alla plenaria del PE

Primo ok di Strasburgo al regolamento sulla governance del Recovery e Resilience Facility (RRF), in italiano Strumento per il recupero e la resilienza, il più importante tassello del Next Generation EU

L'annuncio arriva dalla commissione Bilancio del PE, che con 78 voti a favore, 5 contrari e 13 astensioni ha votato, insieme alla commissione Problemi economici e montari, sul programma che disporrà di una dotazione complessiva pari a 672,5 miliardi di euro, di cui 360 miliardi in forma di prestiti e 312,5 miliardi in forma di sovvenzioni.

"Lo Strumento per la ripresa e la resilienza apre la strada non solo alla ricostruzione dell'economia dell'UE dopo la pandemia, ma anche alla sua trasformazione. Per sfruttare questa opportunità, la Commissione e le autorità nazionali devono collaborare per approvare rapidamente ed attuare efficacemente una serie di Piani nazionali ambiziosi e credibili", ha affermato il commissario europeo all'Economia, Paolo Gentiloni.

 Dopo questo primo step, si attende il voto della plenaria del Parlamento e l'approvazione finale dei testi giuridici anche da parte del Consiglio.

Recovery and resilience facility 

Recovery and resilience facility: come accedere?

L’obiettivo del Recovery and resilience facility è fornire un sostegno finanziario su larga scala a riforme e investimenti intrapresi dagli Stati membri, con la duplice finalità di attenuare gli effetti della pandemia sul contesto sociale ed economico e di rendere le economie dell'UE più sostenibili, resilienti e preparate per le sfide poste dalle transizioni verde e digitale.

Per accedere allo strumento, i Paesi membri devono elaborare dei piani per la ripresa e la resilienza che definiscano i rispettivi programmi di riforma e investimento per i prossimi quattro anni, e che dovrebbero essere attuati entro il 2026. 

I piani delineano un pacchetto coerente di riforme e investimenti volti ad affrontare le sfide individuate nel contesto del semestre europeo e in particolare quelle relative alle transizioni verde e digitale. 

Nello specifico, la Commissione valuterà i piani nazionali rispetto ai seguenti obiettivi: 

  • minimo del 37% della spesa legata al clima; 
  • minimo del 20% della spesa legata alla digitalizzazione.

Questi piani, inoltre, devono esplicitare in che modo contribuiscono a rafforzare il potenziale di crescita, la resilienza e la coesione dello Stato membro interessato. Le sovvenzioni e i prestiti saranno erogati a rate, subordinatamente al raggiungimento dei target intermedi e finali definiti dagli Stati membri nei rispettivi piani per la ripresa e la resilienza. 

A proposito di governance e trasparenza, ogni due mesi le commissioni del PE potranno aprire un dialogo con Bruxelles - responsabile del monitoraggio dell'attuazione dell'RRF - per discutere lo stato della ripresa dell'Unione e in che modo gli obiettivi e le tappe fondamentali siano stati attuati dagli Stati membri.

 La Commissione terrà conto dei pareri e delle risoluzioni di Strasburgo e trasmetterà i Recovery Plan degli Stati membri contemporaneamente al Parlamento e al Consiglio.

Le risorse a disposizione dello strumento 

La maggior parte dei finanziamenti sarà erogata tramite sovvenzioni, con possibili integrazioni mediante prestiti. La dotazione complessiva sulla quale può contare il Recovery and resilience facility prevede: sovvenzioni disponibili per 312,5 miliardi di euro, mentre 360 miliardi di euro supplementari saranno disponibili sotto forma di prestiti.

Per quanto riguarda le sovvenzioni, sarà determinato un importo massimo per ogni Paese UE basato su un criterio di ripartizione predefinito, che tiene conto di popolazione, PIL pro capite e disoccupazione. Questo principio darà particolare vantaggio ai paesi più colpiti dalla crisi, nello specifico a quelli con un basso reddito pro capite e un tasso di disoccupazione elevato.

In aggiunta alle sovvenzioni, gli Stati membri possono richiedere un prestito per l'attuazione delle riforme e degli investimenti pubblici. L'importo massimo del prestito per ogni Paese non supererà il 4,7% del suo reddito nazionale lordo. Un incremento di tale importo massimo sarà tuttavia possibile in circostanze eccezionali, compatibilmente con le risorse disponibili.

Il 13% dell'importo totale assegnato agli Stati membri sarà messo a disposizione in prefinanziamento, previa approvazione dei piani di ripresa e resilienza, per garantire una certa liquidità il prima possibile e sostenere una più rapida crescita economica. 

photo credit: European Commission

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Come il Recovery and resilience facility si collega a REACT-EU e SURE

Il dispositivo per la ripresa e la resilienza, secondo le indicazioni della Commissione europea, è complementare a due importanti programmi europei attivati per far fronte all'emergenza coronavirus: REACT-EU e SURE.

Acronimo di Recovery Assistance for Cohesion and the Territories of Europe, l'iniziativa REACT-EU intende dare seguito alle prime misure europee contro la crisi generata dal Covid adottate tramite la Coronavirus Response Investment Initiative Plus. Ragion d'essere dello strumento è facilitare l'uscita dall'emergenza, ma anche rendere le economie degli Stati membri più resilienti e sostenibili, colmando il gap tra la risposta immediata alla pandemia e il piano di ripresa di più lungo termine con risorse da mobilitare da qui al 2022.

Coronavirus: da REACT-EU 55 miliardi per la Politica di Coesione

Il Recovery and resilience facility è anche complementare ad altre misure elaborate in risposta alla pandemia in corso, quali la modifica del regolamento sulla politica di coesione, le iniziative di investimento in risposta al coronavirus e SURE. Quest'ultimo è un nuovo strumento che erogherà fino a 100 miliardi di euro sotto forma di prestiti a condizioni di favore ai Paesi che ne hanno bisogno, per far sì che i lavoratori non perdano il proprio reddito e aiutare le imprese affinché mantengano il proprio personale.

Via libera a SURE, il piano UE da 100 miliardi contro la disoccupazione

Altri strumenti accessori

Il dispositivo per la ripresa e la resilienza è frutto dei progressi compiuti nell'ambito dello strumento per la realizzazione delle riforme presentato nel 2018 dalla Commissione europea. Resilience and resistence facility, quindi, non è altro che l'adeguamento del precedente strumento alla mutata situazione economica e alle nuove modalità di finanziamento.

Il precedente programma di sostegno alle riforme è stato quindi ritirato e il suo contenuto è stato sostituito dal dispositivo per la ripresa e la resilienza e da uno strumento di assistenza tecnica. Quest'ultimo servrà ad assistere le autorità degli Stati membri negli sforzi profusi per progettare riforme in base alle rispettive priorità e rafforzare la loro capacità di elaborare e attuare politiche e strategie di riforma, come pure di trarre vantaggio dalle buone pratiche e dall'esempio dei propri pari. 

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