Recovery plan e Transizione 4.0: Parlamento, più attenzione a imprese agricole e PMI

Transizione 4.0 Recovery planNelle relazioni sul Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) - approvate da Camera e Senato - i parlamentari chiedono misure specifiche per le imprese agricole e le PMI nell'ambito del nuovo Piano Transizione 4.0.

Cosa prevede il Recovery plan italiano

Le indicazioni fornite da Camera e Senato nelle due relazioni sul Recovery plan saranno valutate dal Governo Draghi per ultimare il testo del PNRR, che dovrà essere inviato a Bruxelles entro la fine di aprile.

In vista dell'approvazione definitiva del PNRR, ricordiamo che una serie di dettagli sul nuovo Piano Transizione 4.0 sono contenuti nelle schede tecniche del Recovery plan - redatte dal precedente Governo Conte - che a marzo sono state inviate al Parlamento.

Cosa prevede il nuovo Piano Transizione 4.0

Il nuovo Piano Transizione 4.0 - che vale circa 19 miliardi di euro - è uno degli interventi previsti dalla missione 2 - Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura, componente 'Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo' del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR).

I fondi saranno utilizzati per dare continuità al Piano Transizione 4.0, attraverso una programmazione pluriennale che garantirà maggiore stabilità alle imprese nel percorso di trasformazione digitale.

Gli obiettivi prioritari del nuovo Piano Transizione 4.0 sono due: accrescere gli investimenti delle aziende in strumenti tecnologicamente avanzati e aumentare la spesa privata in attività di ricerca, sviluppo e innovazione.

Tali finalità saranno perseguite attraverso un sistema di incentivi fiscali 4.0 - che punta soprattutto sul credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali e sul bonus ricerca e sviluppo - con aliquote e massimali maggiorati per il biennio 2021-2022, come previsto dalla Legge di Bilancio 2021.

Le principali novità riguardano:

il credito d'imposta per beni strumentali materiali 4.0 che è riconosciuto:

  • per investimenti fino a 2,5 milioni di euro: nella misura del 50% del costo nel 2021 e nella misura del 40% nel 2022
  • per investimenti superiori a 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro: nella misura del 30% del costo nel 2021 e nella misura del 20% nel 2022
  • per gli investimenti superiori a 10 milioni e fino a 20 milioni di euro (nuova soglia): nella misura del 10% del costo nel 2021 e 2022

il credito d'imposta per beni strumentali immateriali 4.0:

  • l'aliquota sale dal 15% al 20%
  • la soglia degli investimenti ammissibili aumenta da 700mila euro a un milione di euro

il credito d’imposta ricerca, sviluppo, innovazione e design, con aliquote e massimali che salgono:

  • per ricerca e sviluppo, nella misura del 20% (prima era il 12%) della relativa base di calcolo, nel limite massimo di 4 milioni di euro, non più 3 milioni
  • per l'innovazione tecnologica, nella misura del 10% (prima era il 6%) della relativa base di calcolo, nel limite massimo di 2 milioni di euro, non più 1,5 milioni
  • per design e ideazione estetica, nella misura del 10% (prima era il 6%) della relativa base di calcolo, nel limite massimo di 2 milioni di euro, non più 1,5 milioni
  • per l'innovazione tecnologica finalizzata alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati per il raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0, nella misura del 15% (prima era il 10%) della relativa base di calcolo, nel limite massimo di 2 milioni di euro, non più 1,5 milioni.

Ricordiamo che la Manovra nel 2021 ha aumentato anche l'aliquota del credito d’imposta per beni strumentali materiali e immateriali non 4.0, dal 6% al 10%, nel limite massimo di costi ammissibili pari a 2 milioni di euro per i beni materiali e di un milione per i beni immateriali. Per i beni funzionali allo smart working, invece, l'aliquota aumenta fino al 15%.

Per sostenere la transizione digitale delle aziende italiane il Recovery plan dovrebbe anche a rifinanziare - con 800 milioni di euro a valere su React-EU - il Fondo di garanzia.

Consulta le schede tecniche

Le richieste del Parlamento: misure ad hoc per imprese agricole e PMI

Nelle relazioni sul PNRR il Parlamento chiede di introdurre - nell'ambito della linea progettuale Transizione 4.0 - misure specifiche per le imprese del comparto agricolo, della pesca e dell’acquacoltura. L'obiettivo è promuovere e favorire l’innovazione tecnologica, il trasferimento di know how dai centri di ricerca alle aziende, l’ammodernamento di macchinari e impianti, anche sviluppando piattaforme articolate idonee a mettere in relazione produttori e consumatori.

Un richiesta in linea con l'interesse crescente delle imprese agricole alle misure 4.0, come ha spiegato Marco Calabrò, dirigente del MISE, nella nostra intervista.

Nella sua relazione il Senato pone l'accento anche sulle imprese più piccole, proponendo il potenziamento del Piano Transizione 4.0 sulla base del principio 'Think Small First' con misure specifiche per le PMI. L'obiettivo è rendere più fruibile le misure 4.0 alle aziende di piccole dimensioni, valorizzando le loro capacità creative ed adattive, in particolare "premiando la propensione agli investimenti attraverso l’aumento della percentuale del credito d’imposta riconosciuto per investimenti in beni strumentali nuovi, compresi quelli connessi, quale presupposto e pre-condizione per il rilancio di investimenti in tempi di incertezza".

Il testo della relazione della commissione Bilancio della Camera e i pareri delle altre commissioni parlamentari

Il testo della relazione delle commissioni Bilancio e Politiche europee del Senato e i pareri delle altre commissioni parlamentari

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