Fondi europei 2021-27: intesa vicina sul nuovo Accordo di partenariato

 

Fondi europei - Photo credit: @mara_carfagna on TwitterPer la ministra per il Sud e la Coesione territoriale Mara Carfagna ci sono le condizioni per raggiungere rapidamente un'intesa con Bruxelles sull'utilizzo dei fondi strutturali europei 2021-2027.

I fondi europei a disposizione dell'Italia nel settennato 2021-27

Dopo il confronto con la responsabile per la Coesione Elisa Ferreira a fine giugno, il 7 settembre la ministra per il Sud Mara Carfagna ha discusso in videoconferenza con il commissario al Lavoro e ai diritti sociali Nicolas Schmit gli ultimi nodi del negoziato sulla programmazione dei fondi europei assegnati all'Italia. “Il commissario ha confermato l'apprezzamento per il nostro lavoro, centrato in particolare sulla priorità della coesione sociale e territoriale, sull'attenzione rivolta ai giovani, su un migliore utilizzo delle risorse europee grazie al potenziamento delle amministrazioni locali", ha spiegato Carfagna.

Da parte dei tecnici della Commissione, ha continuato, c'è disponibilità a proseguire il confronto “per chiarire gli ultimi dettagli rimasti e giungere così a un'intesa definitiva sul testo dell'Accordo di Partenariato”. Intesa che permetterà di utilizzare gli oltre 83 miliardi di euro tra fondi europei e nazionali a disposizione per il settennato 2021-27 e destinati in gran parte al Sud.

Quanto vale l'Accordo di partenariato 2021-27

Le risorse programmate dall'Accordo di partenariato 2021-27 ammontano complessivamente a oltre 83 miliardi di euro di cui 82,2 miliardi facenti capo al Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), al Fondo sociale europeo Plus (FSE+), al Just Transition Fund (JTF) e al relativo cofinanziamento nazionale e 987,2 milioni a titolo del Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l'acquacoltura (FEAMPA) e del cofinanziamento nazionale.

Nello specifico, le risorse FESR, FSE+, JTF ammontano a 42.179.533.819 euro, cui si aggiunge un cofinanziamento nazionale pari a 40.020.685.395 euro, mentre la quota FEAMPA vale 518.216.830 euro, integrata da 469.073.973 euro di cofinanziamento nazionale.

Nel pacchetto sono compresi anche i fondi per la cooperazione territoriale europea - CTE, 830 milioni di euro a prezzi 2018 (935 milioni a prezzi correnti) che serviranno a cofinanziare la nuova generazione di Programmi Interreg.

I fondi 2021-27 andranno per due terzi ai Programmi operativi regionali (POR), mentre il resto andrà ai Programmi operativi nazionali (PON). Al Mezzogiorno andranno in tutto 54 miliardi di euro.

Per approfondire: Il pacchetto legislativo della Politica di Coesione 2021-2027

Il negoziato sui fondi europei 2021-27

La scelta di gestire a livello centrale i fondi di REACT-EU, assegnandoli a misure e progetti di dimensione nazionale, dalla decontribuzione Sud al Fondo nuove competenze, e l'incertezza sull'effettivo riparto tra i territori delle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza, hanno complicato il negoziato sull'Accordo di partenariato 2021-27. Le regioni hanno chiesto infatti di poter gestire direttamente una quota significativa della nuova programmazione dei fondi strutturali europei e di far corrispondere al taglio del numero dei PON anche una riduzione dell'incidenza della programmazione nazionale sul budget totale.

Rispetto alla proposta dell'ex ministro Provenzano, che prevedeva una riduzione da 13 a 8 dei Programmi operativi nazionali, l'impianto progettato dalla ministra Carfagna individua dieci PON:

  • PON Metro Plus, successore del PON Città Metropolitane, con una dotazione di circa 2,9 miliardi di euro
  • PON Capacità per la coesione (ex PON Governance), con una dotazione di circa 1,3 miliardi di euro
  • PON Scuola e competenze, che potrà contare su oltre 3,8 miliardi di euro
  • PON Giovani, donne e lavoro, con un budget di circa 1,3 miliardi di euro
  • PON Inclusione e povertà, dotato di oltre 4,1 miliardi di euro 
  • PON Cultura, con una dotazione di circa 650 milioni di euro
  • PON Innovazione, ricerca e competitività per la transizione verde e digitale, che potrà contare su oltre 5,6 miliardi di euro
  • PON Sicurezza e Legalità, dotato di circa 580 milioni di euro
  • PON Salute, un nuovo Programma nazionale con un budget di 625 milioni di euro
  • Un Programma per la transizione giusta, finanziato dal Just Transition Fund, a gestione nazionale, ma a vocazione territoriale, rivolto alla decarbonizzazione delle aree di Taranto e del Sulcis Iglesiente, che avrà a disposizione circa 1,2 miliardi di euro.

I rilievi di Bruxelles si sono concentrati soprattutto su due Programmi, affidati alla gestione del Ministero dell'Interno e del Ministero della Salute: il PON Legalità, che ha sempre fatto registrare prestazioni insoddisfacenti in termini di avanzamento della spesa e in passato ha concentrato buona parte delle risorse sulla valorizzazione dei beni confiscati, obiettivo cui vanno già 300 milioni nell'ambito della Missione 5 (M5C3) del Recovery Plan; il PON Salute, anch'esso per il rischio di sovrapposizioni con gli interventi finanziati dagli oltre 20 miliardi di euro previsti tra PNRR, Fondo complementare e REACT-EU.

La linea tenuta dal Ministero con Bruxelles è però quella di confermare i due Programmi, evitando le sovrapposizioni attraverso una forte concentrazione dei fondi strutturali - nel primo caso sulle misure risultate più efficaci nel ciclo 2014-2020 e nel secondo caso sugli investimenti in innovazione tecnologica - e assicurando un attento monitoraggio.

Un deciso rafforzamento è previsto per il PON Metro che, in linea con le richieste venute dall'ANCI, vede raddoppiare la propria dotazione e allargare il raggio d'azione alle città di medie dimensioni del Mezzogiorno.

Per approfondire: Politica di Coesione: come sarà il PON Metro 2021-2027

Tra gli aspetti discussi nell'ambito del negoziato anche i nuovi poteri ispettivi e di monitoraggio riconosciuti all'Agenzia per la Coesione territoriale dal decreto Semplificazioni, insieme alla facoltà di intervenire in sostituzione degli enti in caso di ritardi o inadempimenti o di assumere, attraverso una centrale di committenza, le funzioni di soggetto attuatore degli interventi.

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