PNRR: sbloccati i 500 milioni per i laboratori degli ITS Academy

 

Foto di ThisIsEngineering da PexelsÈ stato stato firmato dal Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara il decreto di riparto dei 500 milioni destinati al potenziamento dei laboratori degli ITS. Ecco tutto quello che c’è da sapere sulla misura.

Cosa è previsto nel Recovery Plan per gli ITS

La riforma degli Istituti Tecnici Superiori - adottata con la legge 99-2022, in vigore dallo scorso luglio - rappresenta uno dei punti qualificanti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per l’Istruzione, un’azione strategica per rendere la formazione terziaria professionalizzante più attrattiva per i giovani e per arricchire l’offerta anche in risposta alle esigenze del mondo del lavoro. 

Il provvedimento, al quale il premier uscente Mario Draghi aveva dedicato ampio spazio fin dal suo discorso di insediamento alla Camera, ha come obiettivo quello di colmare un gap del nostro Paese, rispetto ai partner europei come Germania e Francia, rafforzando parallelamente la capacità di innovazione promossa dal Piano nazionale Industria 4.0.

Un primo passo verso l'operatività della riforma, approvata in Parlamento a metà luglio, si è compiuto lo scorso 26 agosto con la firma da parte dell'ex ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi del decreto di riparto di 48,3 milioni di euro riservati agli ITS per l’anno formativo 2022/2023. Nonostante questi progressi, al momento dell’insediamento del nuovo governo Meloni la riforma risultava inattuata a causa della mancanza di una serie di decreti attuativi.

Successivamente, il confronto dello scorso 17 novembre fra il Ministero e la Conferenza delle Regioni ha permesso lo sblocco di parte delle risorse a disposizione per gli ITS Academy. Questa prima accelerazione, quindi, si è concretizzata il 29 novembre con l'adozione dal parte del ministro Valditara del decreto di riparto di 500 milioni di euro destinati al potenziamento dei laboratori degli Istituti Tecnici Superiori. 

Nel dettaglio, verranno destinati 450 milioni agli Istituti esistenti, dei quali il 60% agli ITS del Centro-Nord e il 40% agli ITS del Sud. L’erogazione avverrà per il 60% dell’investimento avendo come criterio il numero di iscritti, mentre il 40% verrà assegnato in quota fissa. I rimanenti 50 milioni saranno accantonati per le nuove Fondazioni che a partire dal 2022 abbiano dato il via ad almeno un percorso formativo. Le eventuali risorse non utilizzate saranno redistribuite fra tutte le Fondazioni ITS Academy. 

Di seguito una panoramica completa sulla definizione di ITS, sui punti salienti della riforma e sulle risorse a disposizione degli Istituti.

La riforma ITS e gli ITS Academy

Cosa sono e come cambieranno gli ITS?

Nati nel 2010 come strategia di sintesi delle politiche d'istruzione, formazione e lavoro con quelle industriali, gli Istituti Tecnici Superiori (ITS) sono scuole di alta tecnologia, strettamente legate al sistema produttivo, per la preparazione di quadri intermedi specializzati necessari alle aziende per sfruttare il potenziale delle soluzioni di Impresa 4.0.

Nonostante il modello ITS sia vincente e registri dei dati positivi, nel complesso questo tipo di formazione post diploma sembra essere ancora poco attraente per i giovani. Per questo e per superare il mismatch fra domanda ed offerta di lavoro, il Recovery Plan gli riserva un finanziamento di 1,5 miliardi di euro dal 2022 al 2026.

In particolare, la prima componente della Missione 4 relativa al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), vede come obiettivo finale dell'investimento il conseguimento di un aumento degli attuali iscritti a percorsi ITS - 18.750 frequentanti e 5.250 diplomati all’anno - almeno del 100%.

È per raggiungere questa meta che nasce il provvedimento di riforma degli Istituti Tecnici Superiori. L’idea alla base del documento è quella di costituire un canale di formazione biennale post diploma, parallelo a quello universitario, che dovrebbe lavorare in sinergia con le imprese per sopperire alla mancanza di tecnici specializzati. 

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I punti salienti della riforma degli ITS

Con la legge 99-2022, gli ITS acquisiscono il nome di Istituti Tecnologici Superiori (ITS Academy) ed entrano a fare parte integrante del sistema terziario di Istruzione tecnologica superiore.

Ai nuovi ITS è affidato il compito di potenziare e ampliare la formazione professionalizzante di tecnici superiori con elevate competenze tecnologiche e tecnico-professionali, per sostenere, in modo sistematico, le misure per lo sviluppo economico e la competitività del sistema produttivo del Paese. Queste istituzioni avranno, inoltre, il compito di sostenere la diffusione della cultura scientifica e tecnologica. 

Chi può iscriversi  

Possono iscriversi a questi percorsi di formazione giovani e adulti in possesso di un diploma di scuola secondaria di secondo grado o di un diploma quadriennale di istruzione e formazione professionale, unitamente a un certificato di specializzazione dei corsi di istruzione e formazione tecnica superiore di almeno 800 ore.  

Come cambia l'offerta formativa

L’offerta didattica sarà finalizzata alla formazione di elevate competenze nei settori strategici per lo sviluppo del Paese, coerentemente con l’offerta lavorativa dei rispettivi territori.

Ogni ITS Academy farà riferimento a una delle specifiche aree tecnologiche che saranno definite per decreto, di natura non regolamentare, del ministro dell'Istruzione, di concerto con il ministro dello Sviluppo Economico, il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, il ministro dell'Economia e delle Finanze, da emanare - entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge - sentita la Conferenza Stato-Regioni.

L'aggiornamento delle aree tecnologiche verrà condotto in base alle indicazioni strategiche dei finanziamenti nazionali ed europei che prevedono la destinazione di apposite quote alla formazione professionalizzante e alla creazione di competenze per le aree legate alla sostenibilità ambientale e alla digitalizzazione. Particolare attenzione verrà data quindi a quelle riguardanti: 

  • la transizione ecologica, compresi i trasporti, la mobilità e la logistica;
  • la transizione digitale;
  • le nuove tecnologie per il made in Italy, compreso l'alto artigianato artistico;
  • le nuove tecnologie della vita;
  • i servizi alle imprese e al no profit;
  • le tecnologie per i beni e le attività artistiche e culturali e per il turismo;
  • le tecnologie dell'informazione, della comunicazione e dei dati;
  • l'edilizia.

Gli ITS Academy potranno fare riferimento anche a più di un'area tecnologica tra quelle individuate con il decreto interministeriale, d'intesa con le regioni, a condizione che nelle stesse aree non operino altri Istituti situati nella medesima regione.

L’attività formativa sarà svolta per almeno il 60% del monte orario complessivo da docenti provenienti dal mondo del lavoro. Gli stage aziendali e i tirocini formativi, obbligatori almeno per il 35% del monte orario, potranno essere svolti anche all’estero e saranno adeguatamente sostenuti da borse di studio.

percorsi formativi degli ITS Academy saranno strutturati in due livelli, a seconda del quadro europeo delle qualifiche (European Qualification Framework - EQF):

  • percorsi di quinto livello EQF, con durata di 4 semestri e almeno 1.800/2.000 ore di formazione, corrispondenti al quinto livello del Quadro europeo delle qualifiche per l'apprendimento permanente;
  • percorsi di sesto livello EQF, con durata di 6 semestri e almeno 3.000 ore di formazione, corrispondenti al sesto livello del Quadro europeo delle qualifiche per l'apprendimento permanente.

A conclusione dei percorsi, si consegue, previa verifica e valutazione finale, rispettivamente il diploma di tecnico superiore di primo e di secondo livello. Queste certificazioni costituiranno il titolo per la partecipazione ai concorsi pubblici.

Una nuova governance  

Per dare vita a un nuovo ITS in una provincia sono necessari:

  • almeno una scuola secondaria di secondo grado della stessa provincia con un’offerta formativa attinente;
  • una struttura formativa accreditata dalla Regione, situata anche in una provincia diversa da quella sede della fondazione;
  • una o più imprese legate all’uso delle tecnologie di cui si occuperà l’ITS Academy;
  • un ateneo o un’istituzione dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM) o un istituto di ricovero e cura a carattere scientifico o un Ente di ricerca. 

Inoltre, le istituzioni AFAM vengono equiparate alle università e non sarà più obbligatoria la presenza degli Enti locali. 

A proposito di nuovi Istituti, tra i principali interventi che modificano la vecchia disciplina relativa agli ITS c'è anche l'introduzione di un sistema di accreditamento iniziale e periodico degli ITS Academy, quale condizione per l'accesso al finanziamento pubblico e per l'abilitazione al rilascio dei diplomi.

L'accreditamento - per ottenere il quale saranno indicati gli standard e i requisiti minimi da rispettare con un decreto ad hoc del Ministero dell'Istruzione - avrà una durata quinquennale. Se, per tre anni consecutivi una fondazione riceve, nell'ambito del sistema di monitoraggio e valutazione, un giudizio negativo riferito ad almeno il 50% dei corsi valutati in ciascuno degli anni del triennio precedente, l'accreditamento sarà revocato.

L'orientamento

La riforma definisce anche misure per fare conoscere queste realtà formative ai giovani e alle famiglie e per promuovere scambi di buone pratiche tra ITS Academy.

Sono previste campagne informative, attività di orientamento a partire dalla scuola secondaria di primo grado, anche con l’obiettivo di favorire l’equilibrio di genere nelle iscrizioni a questi percorsi. Vengono, inoltre, costituite "reti di coordinamento di settore e territoriali", per condividere laboratori e favorire gemellaggi tra fondazioni di Regioni diverse. 

Fondo per l'istruzione e la formazione tecnica superiore

A proposito delle modalità di finanziamento del sistema terziario di istruzione tecnologica superiore, è stato istituito nello stato di previsione del Ministero dell'Istruzione il nuovo Fondo per l’istruzione tecnologica superiore con una dotazione di 48.355.436 euro annui a decorrere dal 2022.

I finanziamenti provenienti dal Fondo verranno assegnati alle Regioni, che li ripartiranno tra i singoli istituti. Una quota del 5% sarà destinata alla realizzazione delle misure nazionali di sistema, tra le quali il monitoraggio e la valutazione. 

Gli ITS utilizzeranno le risorse per potenziare la propria offerta di competenze tecnologiche e tecnico-professionali, per consolidare il proprio contributo di sistema allo sviluppo economico e produttivo e per offrire agli studenti una preparazione in linea con le richieste del mondo del lavoro e utile in particolare nei campi della transizione ecologica e digitale. Verrà data ampia visibilità, su tutto il territorio nazionale, all’altissimo indice di occupabilità dei diplomati ITS, attraverso attività di orientamento e un maggiore coinvolgimento delle imprese e dei territori.

Il testo della legge 99 -2022 nella Gazzetta Ufficiale n. 173 del del 26 luglio 2022

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