Agricoltura: guida agli strumenti finanziari nella nuova PAC

 

Politica agricola comune - Foto di Peter H da PixabayDopo l'accordo provvisorio sulla nuova Politica agricola comune raggiunto a fine giugno da Consiglio e Parlamento, la Commissione è a lavoro sulla legislazione secondaria che completerà i regolamenti PAC. Tra le nuove opportunità in arrivo anche regole più semplici per l'utilizzo degli strumenti finanziari.

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Entro fine anno gli Stati membri dovranno presentare a Bruxelles i Piani strategici nazionali (PSN), il nuovo documento previsto dalla riforma della Politica agricola comune che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2023 e che permetterà di programmare in una cornice unitaria le risorse del primo e del secondo pilastro della PAC.

Bruxelles sta portando avanti un dialogo strutturato informale con i 27 sui contenuti dei PSN e parallamente sta completando il lavoro sugli atti delegati e di esecuzione che completeranno i tre regolamenti del pacchetto PAC (quello sui Piani strategici nazionali, quello sull'organizzazione comune dei mercati (OCM) e il regolamento orizzontale sul finanziamento, la gestione e il monitoraggio della PAC), ha spiegato Silvia Michelini, direttore per lo sviluppo rurale all'interno della DG Agri della Commissione europea, aprendo un webinar sugli strumenti finanziari (financial instruments - FIs) organizzato insieme alla piattaforma di advisory fi-compass.

Gli strumenti finanziari possono rendere l'agricoltura più forte, ridurre il gap finanziario che limita le possibilità di investimento delle imprese agricole, soprattutto dei giovani agricoltori, contribuire alla diffusione delle tecnologie digitali nel settore e alle ambizioni e agli obiettivi fissati dalle strategie Farm to fork e Biodiversità al 2030 nel quadro del Green deal, ha detto Michelini. Le Autorità di gestione interessate possono prepararsi già oggi, ha sottolineato Michael Pielke, a capo della Unit F3 della DG AGRI, e approfondire la conoscenza del nuovo quadro regolatorio che ne semplifica la progettazione e implementazione e facilita la combinazione tra prodotti finanziari e tradizionali sovvenzioni a fondo perduto.

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Gli strumenti finanziari FEASR nella nuova PAC

I FIs, ha spiegato Nivelin Noev, Policy Coordinator presso la Unit F3 della DG AGRI, rappresentano un modo di trasferire risorse su uno strumento di mercato per offrire diversi tipi di prodotti finanziari: finanziamenti, garanzie, contro garanzie, equity, quasi equity.

Nell'ambito della PAC 2023-2027, una quota delle risorse dei Piani strategici nazionali potrà essere destinata agli strumenti finanziari - nuovi o già esistenti nella programmazione 2014-2020 o nel biennio di transizione 2021-22 - per sostenere investimenti, finanziare capitale circolante, concedere microcredito o per combinare sovvenzioni e abbuoni d'interessi.

Per facilitare l'impiego dei fondi FEASR attraverso gli strumenti finanziari, la valutazione ex ante è stata semplificata ed è stato reso possibile riutilizzare le Vexa esistenti, aggiornandole in parte o interamente, senza ricorrere a consulenti e altre fonti esterne. Le AdG possono anche utilizzare l'assistenza tecnica e ricorrere a un servizio di targeted coaching offerto da fi-compass.

Nei Piani strategici nazionali gli strumenti finanziari non rappresentano una misura autonoma, ma devono essere collegati a uno dei cinque interventi di sviluppo rurale previsti dal nuovo approccio di programmazione: investimenti, giovani agricoltori, gestione del rischio, cooperazione Leader e trasferimento di conoscenza, ha spiegato Benjamin Fairbrother, vice capo della Unit F3 presso la DG AGRI. Ad esempio i paesi UE possono sostenere il ricambio generazionale con strumenti finanziari che sostengono l'acquisto di terreni o di installazioni, ma è possibile anche il supporto per capitale circolante o stabilire condizioni preferenziali per l'accesso ai finanziamenti da parte dei giovani agricoltori.

I prodotti finanziari possono anche essere abbinati alle sovvenzioni, secondo le modalità di combinazione già note - cioè l'AdG che fornisce la sovvenzione e l'intermediario finanziario che fornisce l'intervento a valere sullo strumenti finanziari oppure l'integrazione dei due elementi – a condizione che la somma non superi l'ammontare totale della spesa del progetto e che le sovvenzioni non siano utilizzate per rimborsare l'intervento a titolo del FI.

La novità, ha ricordato Szilvia Bencze, Policy officer della Unit F3, è la combinazione di prodotto finanziario e di una sovvenzione in un'unica operazione gestita dall'intermediario finanziario e rivolta direttamente al beneficiario finale. Nel quadro delle nuove regole è possibile anche il finanziamento del capitale circolante e la sua combinazione con gli strumenti di gestione del rischio, sempre rispettando la soglia massima per l'agricoltura di 200mila euro e l'indennizzo massimo del 100%.

La pianificazione di questi strumenti, come degli interi Piani strategici nazionali, dovrà essere molto dettagliata identificando chiaramente gli output attesi e gli indicatori di risultato, con valori target annuali e una verifica dell'efficacia basata su un rapporto delle performance che viene pubblicato a febbraio di ogni anno per riferire sul precedente, ha spiegato Gaelle Marion, a capo della Unit F1 della DG AGRI. Obiettivo di questo processo è verificare che la spesa effettuata abbia prodotto un output corrispondente, quindi che l'importo unitario realizzato raggiunga quanto previsto e che, in caso di deviazioni - naturalmente frequenti soprattutto nel sostegno agli investimenti – gli Stati membri siano in grado di dimostrare che c'è stata comunque proporzionalità tra la spesa e i risultati perseguiti. Nel caso degli strumenti finanziari, ha aggiunto Szilvia Bencze, questa verifica dell'efficacia si basa sull'ammontare dell'unità media, che è il cuore del nuovo meccanismo e include anche le spese di gestione oltre al valore dell'intervento finanziario vero e proprio.

Discorso a parte per le risorse PAC trasferite al comparto degli Stati membri di InvestEU, la sezione che - con riferimento alle quattro finestre Infrastrutture sostenibili, Ricerca, innovazione e digitalizzazione, PMI e Investimenti sociali e competenze: 2,8 miliardi - i paesi europei possono alimentare con risorse nazionali, dei fondi strutturali e di investimento europei e del PNRR. In questo caso, ha precisato Peter Strohmeier, Policy officer della Unit F3, i 27 possono decidere di trasferire fino al 3% della dotazione FEASR a InvestEU per contribuire a strumenti finanziari già standardizzati che perseguono obiettivi in linea con quelli del PSN, giustificando la necessità di questo contributo e indicando l'obiettivo specifico per il cui fondo riceve le risorse FEASR. Un'opzione che può essere utilizzata già in sede di presentazione del PSN a Bruxelles, ma anche richiesta in un secondo momento attraverso una modifica del Piano strategico nazionale PAC.

Per approfondire: Agricoltura: verso il Piano strategico PAC dell'Italia

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