Verso la programmazione del Fondo sviluppo e coesione 2021-27

 

Mara Carfagna - Credit: Twitter @SudECoesioneVia libera della Conferenza Stato-Regioni alla relazione sugli obiettivi strategici del Fondo sviluppo e coesione 2021-27. Per la ministra Carfagna ci sono le condizioni per l'adozione dei nuovi Piani operativi FSC entro l'estate. Ecco dove andranno i 73,5 miliardi a disposizione.

FSC: ecco i nuovi Piani di sviluppo e coesione

Il via libera della Conferenza Stato-Regioni al documento che individua gli obiettivi strategici per le 12 aree tematiche del Fondo Sviluppo e Coesione 2021-2027 è arrivato il 28 aprile. A questo punto partirà il confronto con le amministrazioni titolari degli interventi da finanziare, per arrivare alla definizione dei nuovi Piani operativi nazionali e regionali FSC che il CIPESS dovrebbe approvare entro l'estate.

Entro giugno, invece, l'orizzonte temporale per la conclusione del negoziato con Bruxelles sull'Accordo di partenariato sui fondi europei 2021-2027, la cui programmazione è complementare a quella del Fondo sviluppo e coesione.

Quanto vale il Fondo sviluppo e coesione 2021-2027?

Il DEF 2020 ha fissato a 73,5 miliardi di euro l'ammontare di risorse per la programmazione del Fondo sviluppo e coesione 2021-2027, in aumento dallo 0,5% del PIL del ciclo 2014-2020 (41 miliardi) allo 0,6%. I primi 50 miliardi provengono dalla legge di Bilancio 2021, mentre ulteriori 23,5 miliardi di euro sono stati stanziati dalla legge di Bilancio 2022.

Considerando le disposizioni normative nel frattempo intervenute e gli impieghi disposti finora, secondo la relazione sulle aree tematiche e gli obiettivi strategici FSC, le risorse effettivamente disponibili alla data del 28 febbraio 2022 ammontano a circa 58,6 miliardi di euro.

Fondo sviluppo e coesione 2021-2027 - Fonte: Dipartimento Politiche Coesione

L'obiettivo del Ministero è garantire l’aggiuntività rispetto alle spese ordinarie dello Stato e la strategicità dei progetti finanziati: il Fondo sviluppo e coesione non dovrebbe quindi più andare a sostituire la spesa ordinaria, né essere utilizzato con finalità diverse e improprie, ma realizzare la sua vocazione di strumento deputato al superamento dei divari territoriali.

Come funziona la programmazione FSC 2021-2027?

Le regole per la programmazione del Fondo sviluppo e coesione sono state aggiornate in prima battuta dal decreto Crescita n. 34-2019 e dalla delibera CIPESS n. 2 del 29 aprile 2021. In base alle disposizioni quadro, già nell'attuale ciclo 2014-2020, al posto dell'attuale pluralità di documenti programmatori, per ciascuna Amministrazione centrale, Regione o Città metropolitana titolare di risorse FSC si prevede un unico Piano di sviluppo e coesione (PSC) che contiene il quadro di tutte le risorse del singolo ciclo di programmazione.

Anche per il settennato 2021-27 si seguirà questa impostazione, che prevede l'articolazione dei Piani operativi sulla base di 12 aree tematiche, in modo da concentrare le risorse su priorità strategiche condivise, evitando che vengano impegnate per esigenze di carattere estemporaneo. Le 12 aree sono:

  • ricerca e innovazione,
  • digitalizzazione,
  • competitività imprese,
  • energia,
  • ambiente e risorse naturali,
  • cultura,
  • trasporti e mobilità,
  • riqualificazione urbana,
  • lavoro e occupabilità,
  • sociale e salute,
  • istruzione e formazione.
  • capacità amministrativa.

Queste aree tematiche possono essere raggruppate in quattro grandi macroambiti, che sono:

  • Adeguamento, semplificazione e potenziamento della capacità amministrativa (area 12 e tutte le altre aree tematiche);
  • Attività Produttive, Innovazione, Lavoro e Competitività (1, 3, 4, 9);
  • Cultura, formazione, salute e società (6, 10, 11);
  • Logistica, digitalizzazione, ambiente e rigenerazione urbana (2, 5, 7, 8).

Successivamente la legge di Bilancio 2021 ha stabilito che il Ministro per il Sud e la coesione territoriale può sottoporre all'approvazione del CIPESS l'assegnazione di risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione per la realizzazione di interventi di immediato avvio dei lavori, nel limite degli stanziamenti iscritti in bilancio. Disposizione che il decreto PNRR ha integrato, stabilendo che la procedura è valida anche per il completamento di interventi in corso, purchè nel rispetto dei requisiti di addizionalità e di ammissibilità della spesa.

Inoltre, sempre il decreto Recovery ha stabilito che una parte delle risorse FSC destinate ai Piani di sviluppo e coesione delle Regioni possono essere utilizzate per ridurre dal 30 al 15% la quota di cofinanziamento dei POR FESR e dei POR FSE+, previa delibera del Cipess, e che agli interventi finanziati dal Fondo sviluppo e coesione (sia per quanto non ancora realizzato del ciclo 2014-2020, sia con riferimento alla programmazione 2021-2027) si applicano le semplificazioni in materia di appalti già previste dal decreto Governance per gli interventi del Piano nazionale di ripresa e resilienza e per quelli cofinanziati con i fondi strutturali europei.

Per approfondire: Il decreto Recovery accelera l'utilizzo del Fondo sviluppo e coesione

Vi sono poi alcune scelte di metodo del Ministero. Ad esempio, ha spiegato Carfagna in audizione al Senato, quella di prevedere, come per il PNRR, “un cronoprogramma definito e dettagliato, obiettivi specifici e incentivi e disincentivi per un corretto utilizzo delle risorse da parte di tutti i soggetti attuatori degli interventi”. Vi è poi l'impegno a un maggior dialogo con i soggetti istituzionali coinvolti a livello nazionale, regionale e locale, i cui pareri sono stati raccolti a seguito della due giorni di confronto con le amministrazioni organizzata a dicembre e analizzati con il supporto di una commissione di esperti appositamente istituita.

Gli esiti di questo confronto sono confluiti nel documento con gli obiettivi strategici della nuova programmazione FSC, previsto dalla legge di Bilancio 2021 e approvato il 28 aprile dalla Conferenza Stato-Regioni.

Gli obiettivi strategici del Fondo sviluppo e coesione 2021-2027

La relazione sul FSC riporta, anche sulla base delle proposte pervenute dalle amministrazioni interessate, gli obiettivi strategici e le priorità di intervento per ciascuna delle 12 aree tematiche.

A livello generale, in aggiunta al rispetto dell’obbligo di concentrazione territoriale delle risorse del Fondo per l’80% nelle regioni del Mezzogiorno e ai principi di unitarietà, addizionalità e complementarietà (in particolare tra FSC 2021-2027, PNRR e Accordo di Partenariato), i criteri guida sono:

  • assicurare che la maggiore flessibilità delle regole di utilizzo del FSC, che consente di considerare iniziative progettuali non necessariamente già “mature”, sia accompagnata da attenzione a qualità dei progetti, tempestività della spesa ed efficacia ed efficienza delle realizzazioni, per non riprodurre errori e ritardi delle precedenti programmazioni;
  • finanziare anche investimenti in settori non ricompresi nelle missioni PNRR, non ammissibili a finanziamento o non finanziati in misura sufficiente dagli altri strumenti di programmazione europea disponibili per il ciclo 21-27;
  • privilegiare le aree e i settori in cui è più ampia l’entità dei fabbisogni da soddisfare, o in cui siano più acuti i divari territoriali da colmare nel livello e nella qualità dei servizi offerti e delle strutture, delle produzioni e dell’occupazione;
  • fare in modo che le amministrazioni a cui verranno assegnate le risorse del FSC rispettino i criteri di rapidità e certezza nei tempi e comunichino con congruo anticipo le opportunità di finanziamento ai soggetti potenzialmente interessati, attraverso la pubblicazione di calendari annuali delle procedure attuative e dei bandi.

Passando agli obiettivi strategici, questi sono in tutto 86 e fanno riferimento alle 12 aree tematiche.

In particolare:

Ricerca e innovazione

  1. intensificare e qualificare la componente pubblica della spesa in ricerca
  2. promuovere grandi investimenti pubblico-privati di ricerca collaborativa
  3. sostenere gli investimenti privati in Ricerca e Sviluppo (R&S)
  4. favorire l’interazione tra sistema della ricerca e imprese

Digitalizzazione

  1. Sviluppare soluzioni appropriate per le aree marginali, agricole e rurali, capaci di garantire prestazioni di connettività a banda ultralarga
  2. sostenere lo sviluppo di nuovi servizi e applicazioni mobili
  3. accompagnare la completa digitalizzazione del cartaceo esistente a completamento degli interventi sui servizi
  4. ampliare e potenziare, a complemento della prevalente vocazione infrastrutturale e produttiva del Fondo, il sostegno all’abilitazione delle competenze digitali di famiglie, cittadini, imprese

Competitività imprese (articolata in tre settori di intervento)

Industria e servizi

  1. attenuare le difficoltà nell’accesso al credito
  2. sostenere le transizioni verde e digitale delle imprese
  3. attrarre e sostenere nelle regioni del Mezzogiorno investimenti complessi e qualificanti
  4. favorire la realizzazione, riqualificazione e adeguamento a più elevati standard di efficienza energetica e ambientale di infrastrutture per le attività produttive in ambito industriale
  5. Promuovere l’internazionalizzazione delle PMI ed il rafforzamento del loro posizionamento nelle catene internazionali del valore

Turismo e ospitalità

  1. sostenere il sistema dell’offerta e della promozione turistica verso obiettivi di sostenibilità e di transizione verde,
  2. promuovere la nascita e consolidare la diffusione di un turismo responsabile, consapevole e inclusivo,
  3. consolidare la capacità competitiva delle imprese turistiche
  4. promuovere il miglioramento degli standard qualitativi dei beni e servizi erogati per l’accoglienza e l’ospitalità,
  5. favorire la valorizzazione del patrimonio pubblico

Agricoltura e agroalimentare

  1. promuovere la gestione sostenibile dell’acqua e l’efficienza dei sistemi irrigui
  2. migliorare i sistemi logistici di gestione dei settori agro-alimentare, farmaceutico e biochimico migliorare la capacità di stoccaggio delle materie prime e dei prodotti agricoli
  3. valorizzare l’agricoltura di precisione, posizionando questo settore nel contesto della transizione 4.0
  4. valorizzare l’agricoltura rigenerativa e la promozione di bioprodotti innovativi e sostenibili
  5. migliorare la gestione della risorsa forestale

Energia (articolata in tre ambiti settoriali)

Efficienza energetica

  1. migliorare le prestazioni delle strutture produttive meno efficienti e del patrimonio pubblico

Energia rinnovabile

  1. promuovere progetti innovativi di generazione eolica offshore;
  2. sostenere tecnologie pulite e con elevato potenziale di sviluppo, come l’idrogeno “verde” e gli elettrolizzatori necessari a ottenerlo

Reti e accumuli

  1. modernizzazione delle reti, sia distributive (cd. “smart grids”), sia trasmissive
  2. sviluppo di capacità di accumulo di elettricità generata con fonti rinnovabili

Ambiente e risorse naturali (articolata in cinque ambiti tematici)

Rischi e adattamento climatico

  1. azioni per dissesto idrogeologico (ripristinare la piena funzionalità del territorio e la messa in sicurezza delle comunità; rafforzare l’infrastrutturazione verde; consolidare l’adattamento ai cambiamenti climatici)
  2. azioni per rischio sismico e vulcanico (messa in sicurezza di edifici e di infrastrutture pubbliche di rilevanza strategica; adeguamento sismico; consolidamento strutturale della rete viaria)
  3. sviluppo di sistemi di allerta e monitoraggio a scala nazionale e locale,
  4. rafforzamento del sistema di protezione civile

Risorse idriche

  1. completamento e ammodernamento della rete di distribuzione idrica
  2. miglioramento della qualità dei corpi idrici
  3. miglioramento della resilienza delle infrastrutture di rete a eventi catastrofali, miglioramento della capacità di captazione delle acque piovane

Rifiuti

  1. completare il sistema impiantistico
  2. ammodernare e riconvertire gli impianti esistenti
  3. sostenere lo sviluppo di interventi di simbiosi industriale e la creazione di poli industriali destinati all’intera gestione delle filiere di riciclo

Bonifiche

  1. interventi su siti contaminati di interesse regionale e nazionale
  2. interventi su aree industriali dismesse di proprietà pubblica o di preminente interesse pubblico

Natura e biodiversità

  1. conservazione e ripristino dello stato qualitativo degli ecosistemi
  2. potenziamento della “connettività ecologica”
  3. realizzazione di infrastrutture verdi e blu e azioni di forestazione urbana

Cultura

  1. rafforzamento delle attività di ricognizione, conservazione, manutenzione, potenziamento e valorizzazione delle risorse del patrimonio culturale materiale e immateriale
  2. innalzamento dei livelli di raccolta, sistemazione e digitalizzazione della cultura e delle sue fonti
  3. sostegno e rafforzamento delle infrastrutture, dei servizi, delle istituzioni e delle organizzazioni
  4. ampliamento e consolidamento di esperienze di uso e gestione sostenibile del patrimonio culturale diffuso sul territorio
  5. promozione della memoria dei luoghi e delle attività, delle bellezze naturali e paesaggistiche
  6. sostegno specifico e mirato a incrementare la competitività delle imprese dell’ampia filiera culturale e creativa, soprattutto nel Mezzogiorno

Trasporti e mobilità (articolata in cinque ambiti settoriali)

Trasporto stradale

  1. intensificazione della manutenzione programmata del reticolo stradale
  2. ammodernamento, adeguamento e messa in sicurezza delle strade di I° e II° livello del Sistema Nazionale Integrato dei Trasporti (SNIT)

Trasporto ferroviario

  1. potenziamento della magliatura territoriale della rete ferroviaria
  2. potenziamento strutturale e fluidificazione dei servizi lungo la dorsale ferroviaria adriatica
  3. miglioramento della qualità e della sicurezza della circolazione ferroviaria,
  4. rinnovo del parco rotabile circolante

Trasporto marittimo e logistica portuale

  1. rafforzamento della vocazione di sviluppo economico sostenibile dei porti maggiori (anche attraverso interventi localizzati nelle ZES e di connessione con gli hub logistici, gli aeroporti e le aree industriali)
  2. sostegno alla portualità di rango regionale
  3. sostegno all’intermodalità terra-mare

Mobilità urbana sostenibile

  1. investimenti strutturali di connettività fisica e di abilitazione dei servizi digitali che innervano il paradigma emergente della cd. Mobility as a Service, MaaS
  2. riqualificazione delle flotte pubbliche in senso ambientalmente compatibile
  3. potenziamento dell’intermodalità per fluidificare gli spostamenti abituali alla scala extra-urbana e regionale

Trasporto aereo e velivoli spaziali

  1. potenziamento e riqualificazione dal lato land-side dei nodi aeroportuali del Mezzogiorno

Riqualificazione urbana

  1. aumentare la dotazione, in termini di qualità e quantità, di parchi e infrastrutture verdi, spazi per lo sport, piazze per lo spettacolo
  2. supportare le politiche di Mobilità Urbana Sostenibile in sinergia con gli interventi di riqualificazione degli spazi pubblici aperti, nell’ambito dei Piani Urbani per la Mobilità Sostenibile (PUMS)
  3. aumentare la dotazione di edifici residenziali per le fasce deboli e ad alta fragilità
  4. favorire l’ammodernamento, la messa in sicurezza antisismica e la riqualificazione energetica e impiantistica degli edifici
  5. contrastare i fenomeni di dismissione e degrado di complessi urbani di valenza dimensionale significativa
  6. valorizzare e riqualificare i centri minori per contrastarne lo spopolamento

Lavoro e occupabilità

  1. sostegno alle iniziative di creazione di impresa e promozione di lavoro autonomo
  2. sostegno alla riqualificazione e all’incremento di dotazioni infrastrutturali dei servizi pubblici per l’impiego del Mezzogiorno
  3. sostegno a interventi strutturali di contrasto al lavoro nero e grigio, al caporalato e all’illegalità
  4. sostegno ai percorsi di rigenerazione di attività produttive nelle economie locali e di reinserimento dei lavoratori privi di occupazione o espulsi dai processi produttivi

Sociale e salute

  1. promuovere la continuità e la qualità di vita a domicilio e nel contesto sociale di appartenenza delle persone anziane non autosufficienti
  2. favorire lo sviluppo di soluzioni abitative innovative per anziani non autosufficienti, persone con disagio psichico e altre categorie fragili
  3. sostenere progetti di inserimento lavorativo per persone disabili
  4. potenziare il parco tecnologico degli ospedali e dei presidi territoriali per garantire una più alta qualità di assistenza sanitaria
  5. potenziare la promozione e la tutela della salute attraverso le scuole

Istruzione e formazione

  1. completamento del programma di investimenti in palestre e mense degli istituti scolastici già previsto dal PNRR
  2. sostegno ad altri interventi di riqualificazione delle strutture scolastiche
  3. ridurre i divari nell’offerta di servizi educativi per la prima infanzia, con particolare riferimento agli asili nido
  4. migliorare la qualità del sistema di educazione terziaria
  5. rafforzare e accrescere il sistema per l’istruzione degli adulti

Capacità amministrativa

  1. rafforzamento delle Amministrazioni titolari dei Piani di sviluppo e coesione nella fase di inquadramento strategico e programmatico del PSC
  2. rafforzamento della capacità delle amministrazioni, particolarmente quelle di ridotte dimensioni, di programmare e progettare gli investimenti
  3. upgrading strutturale delle amministrazioni del Mezzogiorno

Consulta il documento Fondo di Sviluppo e Coesione 2021–2027 Aree Tematiche e Obiettivi Strategici

Primi finanziamenti a Infrastrutture e CIS

E' partita intanto l'assegnazione delle prime risorse FSC.

Il 15 febbraio il CIPESS ha autorizzato l'assegnazione di quasi 6,3 miliardi di euro per la realizzazione di 273 interventi infrastrutturali, mentre 2,6 miliardi sono andati alle Regioni per interventi di immediata attuazione o in via di completamento, in particolare:

  • Abruzzo 91.864.454,62 euro per 188 interventi;
  • Basilicata 83.435.625,49 euro per 44 interventi (tra questi, 30 milioni destinati alla tutela del patrimonio forestale);
  • Calabria 237.567.753,57 euro per 240 interventi (tra questi, 20 milioni per il porto turistico di Paola e 19 milioni per la realizzazione di un capannone in area logistica ZES);
  • Campania 582.186.243,46 euro per 128 interventi (tra questi, 82,4 milioni per la manutenzione straordinaria di strade regionali, 76,4 milioni per la tratta campana della Lioni-Grottaminarda e 42,4 milioni per il potenziamento della rete di distribuzione idrica degli Ambiti Napoli-Caserta-Alto Calore Irpino);
  • Emilia-Romagna 107.700.000,00 euro per 61 interventi;
  • Friuli-Venezia Giulia 15.746.630,97 euro per 6 interventi;
  • Lazio 192.241.643,59 euro per 76 interventi (tra questi, 26,5 milioni per il rinnovo della flotta Cotral e 27,5 milioni per l'ibridizzazione parziale della rimessa di Portonaccio);
  • Liguria 35.391.334,83 euro per 32 interventi;
  • Lombardia 185.200.000,00 euro concentrati su un unico intervento (l'acquisto di 26 treni per il servizio ferroviario regionale);
  • Marche 40.200.000,00 per 3 interventi (tra questi, 28,2 milioni per un nuovo ospedale a Fermo);
  • Molise 37.484.372,06 per 56 interventi;
  • Provincia Autonoma di Trento 17.800.000,00 euro per un intervento (impianto di depurazione biologico);
  • Provincia Autonoma di Bolzano 11.300.000,00 euro per un intervento (SS 12 variante Bronzolo-Bolzano);
  • Piemonte 132.013.666,35 euro per 31 interventi (tra questi, alcuni riservati alla specializzazione del capitale umano, per complessivi 81,5 milioni di euro);
  • Puglia 230.102.586,00 euro per 35 interventi (tra questi, 122 milioni per la strada litoranea Talsano-Avetrana);
  • Sardegna 156.787.857,74 per 55 interventi (tra questi, 41,2 milioni per l'acquisto di 8 treni e 39,2 milioni per l'acquisto di 100 autobus elettrici);
  • Sicilia 237.729.347,13 euro per 76 interventi (tra questi, 40 milioni per i nuovi uffici giudiziari a Catania);
  • Toscana 110.896.843,25 euro per 119 interventi;
  • Umbria 27.700.000,00 euro per 13 interventi;
  • Valle d'Aosta 4.260.162,94 euro per 3 interventi;
  • Veneto 69.200.000 euro per 12 interventi.

Consulta il quadro delle assegnazioni per Regione

Ulteriori risorse sono state destinate ai Contratti istituzionali di sviluppo (CIS), accordi tra Ministeri, Regioni e soggetti attuatori diretti a favorire la realizzazione di grandi progetti infrastrutturali di rilevanza strategica a livello nazionale. In particolare gli stanziamenti previsti, tra FSC e risorse regionali/comunali, ammontano a:

  • 200 milioni per il CIS Terra dei Fuochi,
  • 200 milioni per il CIS Calabria,
  • 200 milioni per il CIS Vesuvio-Pompei-Napoli Est,
  • un miliardo per il CIS Taranto,
  • 200 milioni per il CIS Molise,
  • 500 milioni per il CIS Roma
  • 160 milioni per il CIS Sisma, di cui 100 di quota FSC e 60 messi a disposizione dal Commissario straordinario per la ricostruzione.

Il 14 aprile, inoltre, il CIPESS ha approvato l'anticipazione di due miliardi a valere sul FSC 2021-27 per finanziare con le agevolazioni del contratto di sviluppo 636 progetti presentati al Ministero dello Sviluppo economico e rimasti in sospeso per esaurimento del budget.

Per approfondire: Dal CIPESS risorse FSC 2021-27 per i Contratti di sviluppo

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