I chiarimenti dell’Agenzia delle entrate sulle ZES

 

Foto di Tom Fisk da PexelsCumulabilità con il bonus Mezzogiorno e via libera all'acquisto di terreni. Sono questi alcuni degli ultimi chiarimenti sulle Zone economiche speciali pubblicati dall’Agenzia delle entrate, all’indomani di alcuni aggiornamenti della normativa che favorisce gli investimenti nelle ZES.

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Come per altri crediti d’imposta, infatti, anche per il tax credit ZES le Entrate pubblicano periodicamente dei chiarimenti, in risposta ai quesiti presentati dai contribuenti. Gli ultimi, in ordine di tempo, sono quelli contenuti nella risposta n. 332 del 21 giugno 2022 che chiarisce ben tre aspetti dell’agevolazione.

Come funziona il credito d’imposta ZES?

Nate nel 2017 con il decreto Mezzogiorno (DL 91-2017) e modificate a più riprese negli anni successivi, le Zone economiche speciali sono state varate con l'obiettivo di farsi volano di sviluppo per il Sud d’Italia.

Attraverso la messa in campo di agevolazioni economiche e semplificazioni a favore degli investimenti infrastrutturali, infatti, le ZES sostengono le imprese che decidono di andare ad operare in quelle aree. 

Lo strumento principale per far ciò è rappresentato dal credito d’imposta sugli investimenti realizzati dalle imprese localizzate nelle ZES.

Come accennato, le ZES si trovano solo nelle otto regioni del Sud: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. In tutti i casi si tratta di aree geograficamente delimitate che comprendono almeno un'area portuale, ma che possono essere costituite anche da territori non adiacenti (purchè però in presenza di un nesso economico funzionale).

I chiarimenti ZES dell’Agenzia delle entrate

Visto che l’agevolazione principe delle ZES è rappresentata dal credito d’imposta, il Fisco risponde periodicamente alle richieste di chiarimenti arrivati dalle imprese.

L’ultimo chiarimento è quello contenuto nella risposta n. 332 del 21 giugno 2022. Rispondendo a tre quesiti di un'azienda, infatti, il Fisco ha illustrato vari aspetti dell’agevolazione. 

Il primo conferma l’applicabilità del credito d’imposta per i soli investimenti in beni strumentali laddove effettuati entro il 30 aprile, mentre il tax credit si applica sia all'acquisto di terreni che all'acquisizione, realizzazione e ampliamento di immobili strumentali in caso di investimenti effettuati a partire dal 1° maggio 2022.

Il secondo quesito si interroga, invece, sulla possibilità o meno “per un’azienda di beneficiare del credito d’imposta ZES quando l’immobile è ceduto da un’azienda a un'altra impresa nella quale partecipano gli stessi soci persone fisiche”. In questo caso il Fisco ha chiarito che la tassazione agevolata è “preclusa nel caso in cui l’immobile sia acquistato da una società appartenente allo stesso gruppo”.

Infine, il terzo chiarimento interviene in materia di cumulabilità del tax credit ZES con il bonus Mezzogiorno per l’acquisto di beni strumentali e, nel caso specifico, di celle frigorifere. Su questo fronte, l’Agenzia ha confermato che i due bonus (ZES e Sud) possono essere riconosciuti entrambi sullo stesso investimento, “a patto che il cumulo non porti al superamento del costo sostenuto per l'investimento”.

Consulta la risposta n. 332 del 21 giugno 2022

Foto di Tom Fisk da Pexels

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