Intesa su FESR e Fondo di Coesione. Priorità a crescita intelligente e green economy

FESR - Photo credit: Foto di Nattanan Kanchanaprat da Pixabay La presidenza tedesca del Consiglio e il Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo sul Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e sul Fondo di Coesione 2021-2027. I due fondi strutturali europei disporranno complessivamente di oltre 240 miliardi di euro.

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Il regolamento sul Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e sul Fondo di Coesione (FC) potrà essere approvato definitivamente solo una volta confermato l'accordo sul bilancio UE 2021-27, il prossimo Quadro finanziario pluriennale, ancora ostaggio del veto di Ungheria e Polonia. La finalizzazione del testo avverrà quindi nei primi mesi del 2021 sotto la presidenza portoghese.

Con un budget di 242,9 miliardi a prezzi correnti (quasi 234 miliardi di euro a prezzi 2018), FESR e FC sosterranno gli investimenti per un'Europa più intelligente, più verde, più connessa e più sociale e più vicina ai suoi cittadini, in linea con i nuovi obiettivi strategici della Politica di Coesione dell'UE. Per il relatore Andrea Cozzolino (S&D), si tratta di un "accordo eccellente" che permetterà di sostenere in tutta l'UE gli investimenti per l'occupazione, il welfare, la crescita economica e lo sviluppo sostenibile nella prossima programmazione dei fondi strutturali europei.

Come nel settennato in corso, il FESR continuerà a supportare tutte le regioni d'Europa, mentre il Fondo di Coesione si limiterà a intervenire negli Stati membri il cui reddito nazionale lordo pro capite risulti inferiore al 90% della media dell'UE.

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Il 30% dei fondi FESR per un'Europa più verde

Sia il Fondo europeo di sviluppo regionale che il Fondo di Coesione contribuiranno a ridurre le emissioni di gas a effetto serra in linea con l'obiettivo dell'UE di raggiungere neutralità climatica entro il 2050. Il Fondo di Coesione continuerà a concentrarsi soprattutto sugli investimenti ambientali e le infrastrutture di trasporto, mentre almeno il 30% delle risorse del Fondo europeo di sviluppo regionale dovrà contribuire alla transizione verde dell'UE, sostenendo l'efficienza energetica, le energie rinnovabili, l'economia circolare e la biodiversità.

Lo smantellamento o la costruzione di centrali nucleari, le attività legate ai prodotti del tabacco, le infrastrutture aeroportuali (ad eccezione di quelle nelle regioni ultraperiferiche) e gli investimenti nei combustibili fossili saranno esclusi dal sostegno dei fondi regionali dell'UE. Fanno eccezione i progetti per il gas naturale che sostituiscono sistemi di riscaldamento a carbone, l'adeguamento delle infrastrutture del gas per consentire l'uso di gas rinnovabili e a basse emissioni di carbonio, nonché gli appalti pubblici di veicoli puliti.

Investimenti per un'Europa smart modulati sulla prosperità degli Stati membri

Gli Stati membri e le regioni con un RNL pro capite più elevato dovranno dedicare una quota più elevata delle loro dotazioni nazionali alla trasformazione economica intelligente e agli investimenti verdi, mentre quelli meno prosperi potranno investire maggioramente nel sostegno all'occupazione, all'istruzione e all'inclusione sociale dei gruppi svantaggiati e limitarsi a riservare il 20% delle proprie dotazioni all'obiettivo Smarter Europe.

FESR - Credit: European Parliament 2020

Alla luce della pandemia, l'accordo include anche nuove disposizioni per rafforzare la resilienza alle catastrofi, in particolare per rafforzare le dotazioni di attrezzature e dispositivi medici delle strutture sanitarie, oltre che per costruire nuovi ospedali. 

Gli Stati membri potranno anche aumentare il sostegno a favore dei settori del turismo e della cultura, particolarmente colpiti dalle conseguenze del Covid, e finanziare l'acquisizione di apparecchiature e connessioni Internet per la didattica online.

Cresce l'attenzione per lo sviluppo urbano sostenibile, con l'obiettivo di rendere le città più verdi, rispettose del clima e inclusive. A questo target dovrà andare almeno l'8% delle risorse FESR, con un nuovo strumento, la European Urban Initiative, che razionalizzerà le linee di intervento esistenti a sostegno delle città.

Prevista anche una nuova iniziativa, denominata Interregional Innovative Investment, per facilitare la collaborazione tra le regioni in materia di ricerca e innovazione.

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Photo credit: Foto di Nattanan Kanchanaprat da Pixabay 

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