Fondo 394 SIMEST: via al pre-caricamento della domanda

 

Fondo 394/81 - Foto di Artem Beliaikin da PexelsDa oggi 21 ottobre, le imprese interessate ai finanziamenti SIMEST per l’internazionalizzazione possono pre-caricare il modulo di domanda del contributo. L’invio vero e proprio sarà invece possibile dal 28 ottobre. 

Cosa prevede il Piano nazionale ripresa e resilienza per l’internazionalizzazione

Motori accesi per la riapertura del Fondo 394, grazie alle risorse del PNRR che ha stanziato ben 1,2 miliardi di euro per i finanziamenti per l’internazionalizzazione delle imprese.

Rispetto alle precedenti aperture, però, il Fondo SIMEST in procinto di partire ha subito rilevanti modifiche, a cominciare dalle linee di finanziamento che sono solo tre: una per la doppia transizione green e digital delle imprese, una per l’e-commerce e una per le fiere.

Ad essere cambiate sono poi le percentuali di contributo a fondo perduto che diventano più basse, oltre alla presenza di una quota dei fondi destinata esclusivamente alle imprese del Sud (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna).

Come nelle precedenti edizioni, invece, il Fondo SIMEST continua ad avere una data di apertura (il 28 ottobre) e una di chiusura (il 3 dicembre 2021) a meno che le risorse non finiscano prima, come capitato le ultime volte.

Tutte le novità sono contenute nelle circolari del Comitato agevolazioni di SIMEST, pubblicate a inizio ottobre.

Consulta i bandi SIMEST 2021 per l'internazionalizzazione

Fondo 394 e PNRR: Il finanziamento per la “Transizione Digitale ed Ecologica delle PMI con vocazione internazionale”

La prima linea di finanziamento che diventerà attiva dal 28 ottobre è rappresentata dalla “Transizione digitale ed ecologica delle PMI con vocazione internazionale”, che si rivolge alle sole PMI italiane, costituite in forma di società di capitali, con un fatturato export di almeno il 10% nell’ultimo anno o del 20% nell’ultimo biennio.

Si tratta di un finanziamento a tasso agevolato in regime “de minimis”, con co-finanziamento a fondo perduto in regime di “Temporary Framework”, nato con l'obiettivo di sostenere gli investimenti volti a favorire la transizione Digitale (almeno il 50% del totale del finanziamento) ed ecologica delle PMI e promuoverne la competitività sui mercati esteri.

Tra le altre caratteristiche da sapere vi sono:

  • La durata, che è pari a 6 anni, con 2 di pre-ammortamento;
  • L’importo massimo finanziabile pari a 300mila euro e che comunque non può superare il 25% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due bilanci approvati e depositati.

Fondo 394 e PNRR: il finanziamento per la partecipazione delle PMI alle fiere

ll secondo finanziamento al quale si potrà fare domanda riguarda, invece, la “partecipazione delle PMI a fiere e mostre internazionali, anche in Italia, e missioni di sistema”. 

Anche in questo caso si tratta di un finanziamento agevolato in regime “de minimis”, con un co-finanziamento a fondo perduto in regime di “Temporary Framework", il cui obiettivo è sostenere la partecipazione della PMI ad un singolo evento di carattere internazionale (anche virtuale) tra: fiera, mostra, missione imprenditoriale e missione di sistema, per promuovere l’attività d’impresa sui mercati esteri o in Italia.

Tra le altre caratteristiche:

  • Il vincolo che almeno il 30% del finanziamento sia destinato a spese digitali connesse all’evento (a meno che l’evento stesso non sia a tema digital o ecologico);
  • L’importo massimo del finanziamento che deve essere pari a 150mila euro e che non può comunque superare il 15% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due bilanci approvati e depositati;
  • Il periodo di rimborso pari a 4 anni, con 1 anno di pre-ammortamento.

Per approfondire: i bandi per le fiere

Fondo 394 e PNRR: il finanziamento per l’ecommerce in paesi esteri

Infine il terzo finanziamento è quello per lo “Sviluppo del commercio elettronico delle PMI in Paesi esteri (E-commerce)”.

In questo caso il finanziamento (sempre a tasso agevolato in regime “de minimis” e sempre con un co-finanziamento a fondo perduto in regime di Temporary Framework) è destinato alla realizzazione di un progetto di investimento digitale per la creazione o il miglioramento di una piattaforma e-commerce di proprietà (dedicata) o l'accesso ad una piattaforma di terzi (market place) per la commercializzazione di beni o servizi prodotti in Italia o con marchio italiano.

Tra le caratteristiche da sapere, l’importo massimo finanziabile che: 

  • Per una piattaforma propria arriva fino a 300mila euro (e comunque non può superare il 15% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due bilanci approvati e depositati dall’impresa);
  • Per una piattaforma di terzi, invece, è fino a 200mila euro e comunque non può essere superiore al 15% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due bilanci approvati e depositati dall’impresa.

Anche in questo caso la durata del finanziamento è pari 4 anni (di cui 1 di pre-ammortamento), mentre l’importo minimo è pari a 10mila euro.

Fondo 394: contributo a fondo perduto del 25%

Rispetto alle altre edizioni del Fondo SIMEST svoltesi durante la pandemia, l’altra differenza degna di nota è la riduzione della quota di finanziamento a fondo perduto che scende al 25% per tutte e tre le linee.

Resta ancora valida, invece, l’eliminazione dell'obbligo di presentare garanzie.

Le risorse del Fondo 394 destinate al Sud

Tra le altre novità più rilevanti, figura infine il regime di favore previsto per le imprese delle regioni meridionali (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia).

Da un lato infatti SIMEST ha deciso di riservare il 40% della dotazione complessiva del Fondo 394 alle aziende del Sud. Tradotto in numeri, parliamo di 480 milioni di euro. 

Dall'altro lato, invece, il Fondo 394 sarà più generoso con le imprese meridionali per quanto riguarda il tetto di cofinanziamento a fondo perduto. Rispetto al 25% stabilito dal decreto Sostegni bis, infatti, per le PMI del Sud la quota di contributo che non andrà restituita sale al 40%.

La maggiore attenzione al Sud non è del resto una novità inaspettata. A parlarne nei mesi scorsi era stato lo stesso ministro degli esteri, Luigi Di Maio, che a maggio aveva firmato un protocollo con la titolare del Sud e la Coesione, Mara Carfagna, che prevede appunto prorprio un’attenzione particolare del Fondo 394 per l’export Made in Sud.

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