Con REPowerEU l'Europa prova a rendersi indipendente dal gas russo

 

REPowerEU - Foto di Foto di Laurin Berli da PexelsREPowerEU, il piano di Bruxelles per non essere più sotto scacco di Mosca sul piano energetico, vale 300 miliardi e prevede modifiche mirate ai PNRR per sostenere il finanziamento di interventi nel settore energia. Tra gli assi portanti idrogeno, energia rinnovabile e alleanze industriali.

Idrogeno: regole più semplici, aiuti di Stato e finanziamenti europei per gli elettrolizzatori

Il piano, come illustrato dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, opera su tre livelli: “Dal lato della domanda, con il risparmio energetico. Dal lato dell'offerta, diversificando le nostre importazioni di energia dai combustibili fossili e accelerando la transizione verso l'energia pulita".

Efficienza e risparmio energetico: il primo asse di REPowerEU

Trattandosi del modo più rapido ed economico per affrontare l'attuale crisi energetica e ridurre il prezzo delle bollette, la Commissione punta su un rafforzamento delle misure per l'efficienza energetica a lungo termine, prevedendo un aumento dal 9% al 13% dell'obiettivo vincolante di efficienza fissato nel pacchetto "Fit for 55".

Per dare corpo a tale obiettivo la Commissione ha pubblicato oggi una "Comunicazione sul risparmio energetico" che, oltre descrivere i cambiamenti comportamentali a breve termine che potrebbero ridurre la domanda di gas e petrolio del 5%, incoraggia gli Stati membri ad avviare campagne di comunicazione specifiche rivolte alle famiglie e all'industria.

Inoltre i Paesi UE sono incoraggiati a utilizzare misure fiscali per favorire il risparmio energetico, come aliquote IVA ridotte su sistemi di riscaldamento efficienti, isolamento degli edifici, elettrodomestici e prodotti.

Diversificazione delle forniture energetiche

La dipendenza dalla Russia sotto il profilo energetico, soprattutto per il gas, spinge l'UE a fare un passo avanti nella diversificazione delle forniture, attraverso nuove partnership internazionali.

La nuova Piattaforma dell'UE per l'energia, di recente creazione e sostenuta dalle task force regionali, consentirà acquisti comuni volontari di gas, GNL e idrogeno aggregando la domanda, ottimizzando l'uso delle infrastrutture e coordinando i contatti con i fornitori. 

Il passo successivo sarà replicare quanto fatto per i vaccini anti-Covid: la Commissione valuterà lo sviluppo di un "meccanismo di acquisto congiunto" per negoziare gli acquisti di gas per conto degli Stati membri partecipanti, oltre a misure legislative per richiedere la diversificazione dell'approvvigionamento di gas da parte degli Stati membri nel lungo termine. La piattaforma consentirà inoltre l'acquisto congiunto di idrogeno rinnovabile.

Strategia esterna dell'UE per l'energia

Il ruolo centrale dell'idrogeno in REPowerEU

Per diversificare le forniture e rendersi indipendenti sotto il profilo energetico una delle pedine decisive è l'idrogeno, vettore energetico su cui Bruxelles punta da tempo e che in REPowerEU si ritaglia un ruolo chiave.

L'obiettivo indicato in REPowerEU è di 10 milioni di tonnellate di produzione interna di idrogeno rinnovabile e 10 milioni di tonnellate di importazioni entro il 2030, per sostituire gas naturale, carbone e petrolio nelle industrie e nei trasporti, vale a dire nei settori più difficili da decarbonizzare.

La Commissione sta inoltre pubblicando due atti delegati per la produzione di idrogeno rinnovabile.

Sul piano dei fondi, è in arrivo un'iniezione di 200 milioni di euro per attività di ricerca sull'idrogeno e la Commissione si impegna a completare la valutazione dei primi importanti progetti di comune interesse europeo entro l'estate.

Ma non solo. Uno degli strumenti su cui punterà la Commissione per attirare investimenti in progetti innovativi per l'idrogeno verde da parte dell'industria sarà l'Innovation Fund, il fondo per l'innovazione con cui Bruxelles sostiene investimenti clean tech. Come avevamo anticipato, le prossime call per progetti su larga scala prevederanno un'apertura all'idrogeno rinnovabile e, come indicato in REPowerEU, la Commissione raddoppierà i fondi a disposizione per i progetti su larga scala nel 2022 portandoli a circa 3 miliardi di euro.

Sotto il profilo strategico, nel Mediterraneo e nel Mare del Nord saranno sviluppati importanti corridoi dell'idrogeno.

Inoltre, l'UE sosterrà l'Ucraina, la Moldova, i Balcani occidentali e i paesi del partenariato orientale, nonché i nostri partner più vulnerabili. Con l'Ucraina sarà portato avanti una collaborazione per garantire la sicurezza dell'approvvigionamento, aprendo la strada al futuro commercio di elettricità e idrogeno rinnovabile. 

Accelerare l'introduzione delle rinnovabili per rendersi indipendenti dalla Russia

REPowerEU prevede poi un massiccio aumento delle energie rinnovabili nella produzione di energia, nell'industria, negli edifici e nei trasporti per accelerare l'indipendenza energetica europea e dare impulso alla transizione verde. Nel dettaglio, la Commissione propone di aumentare il target per le rinnovabili fissato dal pacchetto Fit for 55 al 2030 dal 40 al 45%.

Un obiettivo ambizioso cui si intende arrivare attraverso una serie di iniziative.

In REPowerEU una strategia per il solare fotovoltaico

All'interno del pacchetto trova spazio la strategia UE per l'energia solare che intende raddoppiare la capacità fotovoltaica entro il 2025 e installare 600 GW entro il 2030.

Strategia cui si accompagna un'iniziativa per i pannelli solari sui tetti con l'introduzione graduale di un obbligo giuridico di installare pannelli solari sui nuovi edifici pubblici, commerciali e residenziali.

Le altre azioni per l'energia rinnovabile

Alle misure strettamente dedicate all'energia solare e al fotovoltaico si accompagnano una serie di altri obiettivi chiave:

  • Raddoppiamento del tasso di diffusione delle pompe di calore e misure per integrare l'energia geotermica e termosolare nei sistemi di teleriscaldamento;
  • Una raccomandazione per contrastare l'eccessiva burocrazia che rende le autorizzazioni per i grandi progetti rinnovabili ancora troppo lente e farraginose;
  • Un emendamento alla direttiva Rinnovabili per riconoscere all'energia verde un interesse pubblico prevalente.

 Gli Stati membri dovrebbero poi istituire aree dedicate alle energie rinnovabili con procedure di autorizzazione abbreviate e semplificate in territori che prevedono rischi ambientali ridotti. 

Focus sul biometano

Un piano d'azione sul biometano er definire strumenti ad hoc per il settore, inclusa una nuova alleanza industriale per il biometano e incentivi finanziari pensati per aumentare la produzione e pertarla a 35 miliardi di metri cubi entro il 2030, anche attraverso la PAC, la politica agricola comune.

Come ridurre il consumo di combustibili fossili nell'industria e nei trasporti

Risparmio energetico, efficienza, elettrificazione e una maggiore diffusione di idrogeno, biogas e biometano rinnovabili da parte dell'industria sono le leve su cui punta Bruxelles per sostituire carbone, petrolio e gas naturale nei processi industriali. E secondo le stime tali azioni potrebbero far risparmiare fino a 35 miliardi di metri cubi di gas naturale entro il 2030.

La Commissione proporrà contratti per differenza sul carbonio per sostenere l'adozione dell'idrogeno verde da parte dell'industria e finanziamenti specifici per REPowerEU nell'ambito del Fondo per l'innovazione, utilizzando i proventi dello scambio di quote di emissioni per favorire ulteriormente la fine della dipendenza dai combustibili fossili russi. 

Per mantenere e riconquistare la leadership tecnologica e industriale in settori come il solare e l'idrogeno e per sostenere la forza lavoro, Bruxelles propone di istituire un'Alleanza dell'industria solare dell'UE e un partenariato per le competenze su larga scala.

Inoltre, per far fronte all'esigenza pressante di materie prime la Commissione intensificherà i lavori sull'approvvigionamento di materie prime critiche e preparerà una proposta legislativa al riguardo.

Per quanto riguarda il settore trasporti, tra quelli che maggiormente fatica a ridurre le emissioni inquinanti, l'obiettivo dichiarato dalla Commissione sia con il pacchetto Fit for 55 che con REPowerEU è migliorare il risparmio energetico e l'efficienza del comparto, accelerando la transizione verso veicoli a emissioni zero. Per centrarlo la Commissione presenterà un pacchetto di proposte per rendere green il trasporto merci, con l'obiettivo di aumentare significativamente l'efficienza energetica nel settore, e valuterà un'iniziativa legislativa per aumentare la quota di veicoli a zero emissioni nelle flotte di auto pubbliche e aziendali al di sopra di una certa dimensione.

Recovery Fund e non solo: da dove vengono i fondi per mettere in pratica gli obiettivi di REPowerEU

Secondo le analisi della Commissione, il piano REPowerEU richiederà un investimento aggiuntivo di 210 miliardi di euro da qui al 2027. In base a quanto dichiarato dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, i quasi 300 miliardi di euro messi sul piatto da Bruxelles consistono in circa 72 miliardi di euro di sovvenzioni e 225 miliardi di euro di prestiti.

Al centro c'è il Recovery and Resilience Facility – RRF, il dispositivo di ripresa e resilienza che plasma i PNRR.

Bruxelles ha adottato atti giuridici e orientamenti rivolti agli Stati membri riguardanti la modifica e l'integrazione dei Piani per la ripresa e la resilienza nel contesto di REPowerEU.

Sono già disponibili 225 miliardi di prestiti per finanziare REPowerEU e possono essere richiesti fino al 31 agosto 2023. Inoltre, la Commissione intende aumentare la dotazione finanziaria del Recovery di 20 miliardi sotto forma di sovvenzioni, provenienti dalla vendita di quote di emissioni del sistema ETS attualmente detenute nella riserva stabilizzatrice del mercato. L'asta dovrebbe svolgersi in modo da non perturbare il mercato.  

20 miliardi che saranno messi a disposizione degli Stati membri sotto forma di sostegno a fondo perduto in gestione diretta: grants che andranno impiegati esclusivamente per sostenere le riforme e gli investimenti inclusi nei nuovi capitoli REPowerEU dei PNRR.

L'attuale quadro finanziario pluriennale prevede già che la politica di coesione sostenga progetti di decarbonizzazione e transizione verde con investimenti fino a 100 miliardi di nelle energie rinnovabili, nell'idrogeno e nelle infrastrutture. Attraverso trasferimenti volontari all'RRF potrebbero essere messi a disposizione altri 26,9 miliardi dai fondi di coesione e 7,5 miliardi dalla politica agricola comune.  

Nel quadro di REPowerEU entra in gioco solo il Dispositivo di ripresa e resilienza ma anche altri programmi europei.  

Nell'ambito del Connecting Europe Facility per il settore energia – CEF Energy, il programma che sostiene gli investimenti nelle reti energetiche europee, la Commissione lancerà un nuovo invito a presentare proposte per progetti di interesse comune da 800 milioni circa.

I testi di riferimento

Comunicazione REPowerEU

Allegati alla comunicazione

Proposta di regolamento sui capitoli REPowerEU nei piani per la ripresa e la resilienza

Orientamenti sui piani per la ripresa e la resilienza nel contesto di REPowerEU

Per continuare a leggere gli articoli inserisci la tua...
o

Questo sito web utilizza i cookie! Acconsenti ai nostri cookie, se continui ad utilizzare questo sito web.