Bonus, ristori e garanzie: tutte le misure del decreto Aiuti

 

Cingolani, Franco e Draghi in conferenza stampa - Photo credit: Palazzo ChigiArriva in Gazzetta ufficiale il decreto-legge n. 50-2022, cioè il dl Aiuti approvato dal Consiglio dei Ministri il 2 maggio (e poi modificato il 5 maggio) per far fronte all'aumento dei prezzi dell'energia, al caro materiali e all'impatto della guerra in Ucraina su famiglie e imprese. Saranno 30 mila i beneficiari del bonus da 200 euro, che andrà anche ai titolari di reddito di cittadinanza.

Via libera del Parlamento al DEF 2022

Il bonus anti-inflazione da 200 euro per lavoratori dipendenti, pensionati e autonomi è tra le misure che hanno determinato maggiormente il secondo passaggio del decreto Aiuti in Consiglio dei Ministri e la ricerca di nuove coperture finanziarie, rimandando l'approdo in Gazzetta ufficiale.

Il testo definitivo del dl 50-2022 in materia di politiche energetiche nazionali, produttività delle imprese e attrazione degli investimenti, nonché in materia di politiche sociali e di crisi ucraina, tara in tutto 16,7 miliardi di euro, contro i 14 miliardi iniziali. Di questi, circa 9 miliardi derivano dai margini fiscali individuati nel DEF 2022 (e dati dalla differenza tra il deficit tendenziale e quello programmatico) e 6,5 miliardi da un nuovo intervento sugli extra profitti delle società energetiche, con l'aliquota innalzata al 25%. Ulteriori risorse provengono dalla rimodulazione del Fondo sviluppo e coesione 2014-2020 (e dovranno essere reintregrate quando i progetti FSC arriveranno a compimento) e dalla cancellazione del Fondo autotrasporto da 500 milioni che il decreto Aiuti sostituisce con un nuovo credito d'imposta per il settore.

Ecco una panoramica di tax credit, bonus, contributi e garanzie previsti dal decreto 50-2022.

Energia, caro materiali, cantieri e Superbonus

Un primo blocco di misure va finanziare gli interventi nel campo dell'energia, con l'obiettivo sia di contenere l'aumento dei prezzi che di facilitare la realizzazione di nuovi impianti e quindi aumentare la produzione energetica nazionale.

Vi rientrano la proroga al terzo trimestre 2022 del bonus sociale energia elettrica e gas, il rafforzamento dei crediti d’imposta in favore delle imprese per l'acquisto di energia elettrica e gas, con l'innalzamento delle rispettive aliquote, e l'estensione al primo trimestre dell’anno 2022 del contributo straordinario, sotto forma di credito d’imposta, in favore delle imprese a forte consumo di gas naturale. A questi si aggiunge il credito d’imposta pari al 28% delle spese sostenute dagli autotrasportatori nel primo trimestre di quest'anno.

Nuove semplificazioni per velocizzare le autorizzazioni relative alla realizzazione di impianti per la produzione di energia rinnovabile sono state introdotte nella seconda versione del testo, che autorizza anche la concessione di aiuti per la produzione da fonti rinnovabili nel settore agricolo oltre l'autoconsumo. Ulteriori disposizioni puntano invece a facilitare la realizzazione di opere che possano incrementare la capacità di rigassificazione nazionale.

Tax credit e rateizzazione bollette: le misure per le imprese contro il caro energia

Il decreto stanzia ingenti risorse per assicurare l'avanzamento delle opere pubbliche avviate nonostante il caro materiali e l’aumento dei prezzi dei carburanti e dell’energia e prevede semplificazioni per accelerare i cantieri per la banda ultralarga e una norma volta a introdurre poteri sostitutivi della Presidenza del Consiglio dei Ministri, anche su richiesta del MISE, per sbloccare le autorizzazioni che frenano gli investimenti produttivi di importo superiore a 50 milioni di euro.

Novità anche in materia di Superbonus, con la possibilità di ottenere la detrazione del 110%, in relazione agli interventi su unità immobiliari effettuati da persone fisiche (edifici unifamiliari) realizzati entro il 31 dicembre 2022, a condizione che al 30 settembre 2022 siano stati effettuati lavori per almeno il 30% dell’intervento complessivo. Previsti ritocchi anche sul meccanismo di cessione del credito, per consentire alle banche di cedere i crediti a non retail, quindi a clienti professionali privati che abbiano un conto corrente con la stessa o con la banca capogruppo, senza vincoli numerici.

Garanzie, ristori e crediti d'imposta per le imprese

Il decreto Aiuti interviene poi per sostenere la liquidità delle imprese. Previo via libera della Commissione europea, sono previste garanzie SACE a condizioni di mercato in favore di banche e altri soggetti abilitati all’esercizio del credito che concedano finanziamenti alle imprese danneggiate dalla crisi ucraina. Una misura lungamente attesa perchè permetterebbe di garantire finanziamenti di lunga durata (20 anni, contro i 6-8 anni di quelle previste dal Quadro temporaneo sugli aiuti di Stato), facilitando la rinegoziazione dei crediti esistenti.

Parallelamente, il provvedimento proroga fino a fine anno le garanzie SACE ai sensi del Temporary Framework e autorizza l'intervento del Fondo centrale di garanzia nella misura massima del 90% in relazione a finanziamenti che realizzino obiettivi di efficientamento o diversificazione della produzione o del consumo energetici.

Una misura specifica, sempre sottoposta ad autorizzazione UE, è dedicata alle PMI agricole e della pesca e acquacoltura che abbiano registrato, nel 2022, un incremento dei costi per l’energia, i carburanti o per le materie prime. In questo caso la garanzia, concessa da ISMEA, potrà coprire fino al 100% dell’importo del finanziamento.

A sostegno delle imprese che abbiano perduto fatturato a causa della guerra in Ucraina ci sono anche i contributi a fondo perduto sul modello dei ristori già sperimentati in relazione all'emergenza Covid. Un Fondo da 130 milioni sarà gestito dal MISE per i ristori alla generalità delle imprese, mentre 20 milioni saranno gestiti dal Mipaaf e andranno a rifinanziare il Fondo per lo sviluppo e il sostegno delle imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura istituito dalla legge di bilancio 2021.

Per approfondire: Le agevolazioni per l'agricoltura nel decreto Aiuti

Il decreto Aiuti mette anche mano alle regole del Piano Transizione 4.0 aumentando:

  • dal 20% al 50% il tax credit per investimenti in beni immateriali 4.0 realizzati entro il 31 dicembre 2022, o 30 giugno 2023 se è stato effettuato un pagamento in acconto pari almeno al 20% del valore dei beni,
  • dal 50% al 70% (per le piccole imprese) e dal 40% al 50% (per le medie imprese) il tax credit formazione 4.0.

Potenziato anche il tax credit sale cinematografiche: qui l'aliquota passa dal 20% degli introiti derivanti dalla programmazione di opere audiovisive al 40% dei costi di funzionamento delle sale nei Comuni con popolazione fino a 15mila abitanti.

Rifinanziato anche il Fondo IPCEI – Progetti di Comune Interesse Europeo, a supporto della realizzazione di iniziative industriali strategiche: lo stanziamento è pari a 150 milioni di euro per l’anno 2022, a 200 milioni per il 2023 e a 150 milioni di euro per il 2024.

Un apposito Fondo presso il Ministero dello sviluppo economico, con risorse pari a 5 milioni di euro annui a decorrere dal 2022, contribuirà al potenziamento dell’attività di attrazione degli investimenti esteriAttraverso i Patti territoriali dell’alta formazione per le imprese, infine, si punta a creare già nelle Università profili professionali innovativi e altamente specializzati che possano soddisfare i fabbisogni espressi dal mondo del lavoro e dalle filiere produttive nazionali, in particolare potenziando l'offerta formativa nelle materie STEM – Science, Technology, Engineering and Mathematics.

Bonus 200 euro a lavoratori e pensionati

Oltre 6 miliardi dovrebbero finanziare le indennità una tantum per lavoratori e pensionati, un bonus da 200 euro che dovrebbe essere destinato a 30 milioni di italiani, compresi - nell'ultima versione - i lavoratori stagionali, i collaboratori domestici e i titolari di reddito di cittadinanza.

Il contributo per lavoratori dipendenti e pensionati dovrebbe arrivare a coloro che hanno un reddito inferiore a 35mila euro e sbloccarsi a luglio. Regole ad hoc dovrebbero disciplinare il bonus per lavoratori autonomi e professionisti iscritti alle gestioni previdenziali dell’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) e ai professionisti iscritti agli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza, a valere su un Fondo da 500 milioni di euro per l’anno 2022 istituito presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

Un ulteriore sostegno alle famiglie verrà dall'incremento con 100 milioni di euro delle risorse del cosiddetto Fondo affitti, il Fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione, e dal bonus da 60 euro per l’acquisto di un abbonamento al trasporto pubblico, finanziato con 79 milioni di euro per il 2022.

Sostegno agli enti e accoglienza rifugiati

Iniezione di risorse in arrivo anche per Regioni, province, comuni e città metropolitane. Si va dall'incremento di 200 milioni del livello del finanziamento corrente del Servizio sanitario a cui concorre lo Stato fino agli 80 milioni per compensare la riduzione del gettito dell’Imposta provinciale di trascrizione (IPT) o RC auto.

Particolare attenzione alle grandi città con popolazione superiore a 600 mila abitanti interessate dagli interventi del PNRR: a loro vanno 325 milioni per l’anno 2023, 220 milioni per il 2023, 70 milioni di euro per il 2025 e 50 milioni di euro per l’anno 2026.

Altri fondi serviranno a gestire l'arrivo dei profughi in fuga dalla guerra in Ucraina, tra cui i 40 milioni destinati al Dipartimento della protezione civile per incrementare le disponibilità delle forme di accoglienza diffusa e i destinatari delle forme di sostegno economico.

Le Autorità di gestione dei Programmi operativi cofinanziati dai fondi strutturali europei 2014-2020 e dal Fondo europeo per gli aiuti agli indigenti possono inoltre richiedere il cofinanziamento UE del 100% per le spese dichiarate nelle domande di pagamento nel periodo contabile che decorre dal 1° luglio 2021 fino al 30 giugno 2022, comprese le spese emergenziali sostenute per far fronte alle sfide migratorie conseguenti alla crisi Ucraina.

Leggi il testo del Decreto Aiuti - DL n. 50-2022 nella Gazzetta ufficiale del 18 maggio 2022

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