I chiarimenti INPS sulla decontribuzione in alternativa alla CIG

Lavoro - Photo credit: Foto di ThisIsEngineering da PexelsI chiarimenti dell'INPS sull'esonero contributivo in alternativa alla Cassa integrazione previsto dal decreto Agosto per i datori di lavoro del settore privato che hanno fruito degli ammortizzatori sociali di cui al Cura Italia e non richiedano i nuovi interventi di integrazione salariale. La misura, confermata dal decreto Ristori, è rifinanziata per altre otto settimane dalla legge di Bilancio 2021. 

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Il decreto Agosto ha previsto l'esonero dal versamento dei contributi per i datori di lavoro del settore privato che abbiano già fruito, nei mesi di maggio e giugno 2020, dei trattamenti di Cassa integrazione ordinaria, Assegno ordinario e Cassa integrazione in deroga di cui al Cura Italia - anche se collocati parzialmente in periodi successivi al 12 luglio 2020 - e che non richiedano l'accesso ai nuovi interventi di integrazione salariale previsti dal dl Agosto

Dal momento che la decontribuzione deve essere fruita entro il 31 dicembre 2020, sulla scia del dl Agosto, il decreto Ristori ha previsto un ulteriore periodo di decontribuzione di massimo quattro settimanefruibili entro il 31 gennaio 2021, nei limiti delle ore di integrazione salariale già fruite nel mese di giugno 2020, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, riparametrato e applicato su base mensile.

In continuità con questi provvedimenti, la legge di bilancio 2021 rinnova l'esonero contributivo per un ulteriore periodo massimo di otto settimane, fruibili entro il 31 marzo 2021. 

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La circolare INPS n. 105-2020 sull'esonero contributivo alternativo alla CIG

Con la circolare n. 105-2020, l'INPS ha fornito i primi chiarimenti sulla decontribuzione introdotta dal dl Agosto.

La misura è aperta a tutti i datori di lavoro privati, anche non imprenditori, ad eccezione di quelli attivi nel settore agricolo, con riferimento alle medesime posizioni aziendali (matricole INPS) per le quali, nelle mensilità di maggio e giugno 2020, siano state fruite le specifiche tutele di integrazione salariale di cui al decreto Cura Italia (dl 18-2020) e che rinuncino a richiedere i nuovi interventi previsti dal decreto Agosto.

L'accesso all'esonero è subordinato al rispetto delle norme poste a tutela delle condizioni di lavoro e dell’assicurazione obbligatoria dei lavoratori e dei requisiti specifici fissati dal decreto Agosto. Da una parte, quindi:

  • il rispetto di quanto previsto dall’articolo 1, comma 1175, della legge n. 296 del 2006, ossia regolarità degli obblighi di contribuzione previdenziale, ai sensi della normativa in materia di documento unico di regolarità contributiva (DURC); assenza di violazioni delle norme fondamentali a tutela delle condizioni di lavoro e rispetto degli altri obblighi di legge; rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali, regionali, territoriali o aziendali;
  • dall'altra, il divieto di licenziamenti collettivi e individuali per giustificato motivo oggettivo di cui all’articolo 14 del decreto Agosto.

Alla base del riconoscimento dell’esonero, spiega l'INPS, c'è il regime di alternatività tra la decontribuzione e i nuovi trattamenti di integrazione salariale previsti dal decreto Agosto, in quanto la misura ha lo scopo di incentivare i datori di lavoro a non ricorrervi. La norma non preclude invece la possibilità di presentare domanda, in concomitanza o contestualmente alla richiesta di agevolazione contributiva, per ammortizzatori sociali ordinari diversi dalle causali Covid-19.

L’ammontare dell’esonero è pari - ferma restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche - alla contribuzione non versata per il doppio delle ore di integrazione salariale fruite nei due mesi di maggio e giugno 2020, con esclusione dei premi e contributi dovuti all'INAIL.

L’ammontare dell’esonero prescinde dal numero dei lavoratori per i quali si è fruito dei trattamenti di integrazione salariale, in quanto la contribuzione non versata nelle suddette mensilità costituisce esclusivamente il parametro di riferimento per l’individuazione del credito aziendale. L’importo così calcolato deve essere, poi, riparametrato e applicato su base mensile per un periodo massimo di quattro mesi e non può superare, per ogni singolo mese di fruizione dell’agevolazione, l’ammontare dei contributi dovuti.

L'esonero deve essere fruito entro il 31 dicembre 2020 e può essere cumulato con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla normativa vigente, nei limiti della contribuzione previdenziale dovuta. Trattandosi di una decontribuzione datoriale nei limiti del doppio delle ore di integrazione salariale fruite nei mesi di maggio e giugno 2020, la cumulabilità con altri regimi agevolati può trovare applicazione solo laddove sussista un residuo di contribuzione astrattamente sgravabile e nei limiti della medesima contribuzione dovuta.

Consulta la circolare INPS n. 105-2020

Le istruzioni operative INPS nel Messaggio n. 4254 del 13 novembre 2020

Con il Messaggio n. 4254 del 13 novembre 2020 l'INPS ha invece fornito le indicazioni operative per la richiesta di autorizzazione e per la corretta esposizione dei dati relativi all’esonero nel flusso Uniemens.

Le precisazioni del Messaggio n. 4781 del 21 dicembre 2020

Successivamente, con il Messaggio n. 4781 del 21 dicembre 2020 sono state fornite ulteriori precisazioni circa le modalità di richiesta e di fruizione dell'esonero contributivo e relativamente al calcolo dell'ammontare del beneficio.

Il Messaggio n. 30 del 5 gennaio 2021 sui dipendenti iscritti alla gestione pubblica

Con il Messaggio n. 30-2021 l'INPS ha fornito le istruzioni contabili relativamente alle aziende che accedono alla decontribuzione per lavoratori iscritti alla Gestione pubblica. L’esonero contributivo infatti non si applica nei confronti della Pubblica amministrazione, ma hanno diritto al riconoscimento del beneficio una serie di soggetti, quali: 

  • gli enti pubblici economici;
  • gli Istituti autonomi case popolari trasformati in base alle diverse leggi regionali in enti pubblici economici;
  • gli enti che per effetto dei processi di privatizzazione si sono trasformati in società di capitali, ancorché a capitale interamente pubblico;
  • le ex IPAB trasformate in associazioni o fondazioni di diritto privato, in quanto prive dei requisiti per trasformarsi in ASP, ed iscritte nel registro delle persone giuridiche;
  • le aziende speciali costituite anche in consorzio, ai sensi degli articoli 31 e 114 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267;
  • i consorzi di bonifica;
  • i consorzi industriali;
  • gli enti morali;
  • gli enti ecclesiastici.

I datori di lavoro individuati nel precedente paragrafo ai quali è stato assegnato il codice autorizzativo 2Q, spiega quindi l'INPS, dovranno esporre nel flusso Uniemens, sezione ListaPosPA, i lavoratori per i quali spetta l’esonero, valorizzando, secondo le consuete modalità, l’elemento <Imponibile> e l’elemento <Contributo> della Gestione pensionistica, indicando in quest’ultimo la contribuzione piena calcolata sull’imponibile pensionistico del mese.

L’esonero può essere fruito, per un massimo di quattro mesi, dal mese competenza settembre 2020 al mese competenza dicembre 2020. I datori di lavoro che hanno sospeso o cessato l’attività, per recuperare lo sgravio spettante, dovranno utilizzare l’elemento “V1 Causale 5” relativo all’ultimo periodo denunciato.

L’esonero contributivo per i datori di lavoro privati con lavoratori iscritti alle Gestioni dei dipendenti pubblici che per le denunce contributive si avvalgono del flusso Uniemens, sezione ListaPosPA, sarà rilevato nell’ambito della Gestione degli interventi assistenziali e di sostegno alle gestioni previdenziali – evidenza contabile GAW (Gestione sgravi degli oneri sociali ed altre agevolazioni contributive), al conto già in uso GAW37177, istituito con il messaggio n. 4254/2020.

Photo credit: Foto di ThisIsEngineering da Pexels

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