Si riapre la partita sulla tassonomia per la finanza sostenibile: 10 Paesi UE a favore del nucleare

 

Investimenti sostenibili - Photo by Min An from PexelsPer evitare uno scontro frontale con i Paesi membri, dai primi atti delegati sulla tassonomia per la finanza sostenibile erano rimasti fuori gas, nucleare e agricoltura. Mentre la partita gas risulta ancora aperta, anche alla luce del caro energia, 10 Stati chiedono di includere anche il nucleare tra gli investimenti sostenibili.

Per il Parlamento europeo il gas dev'essere un ponte verso l'idrogeno rinnovabile

Definire con precisione quali progetti si possano considerare sostenibili può rivelarsi decisivo per gli obiettivi ambientali e climatici dell'UE. La bussola sarà la cosiddetta tassonomia degli investimenti green, un sistema di classificazione comune per incoraggiare gli investimenti privati nella crescita sostenibile su cui Parlamento e Stati membri hanno raggiunto l’accordo a giugno.  

Tassonomia per la finanza sostenibile: a che punto siamo?

Il regolamento sulla tassonomia dell'UE, entrato in vigore il 12 luglio 2020, ha un obiettivo chiaro: creare la prima "lista di investimenti sostenibili" al mondo, un sistema di classificazione che creerà un linguaggio comune che gli investitori e le imprese possono utilizzare quando investono in progetti e attività economiche che hanno un sostanziale impatto positivo sul clima e sull'ambiente. 

Nell'ambito del regolamento sulla tassonomia, la Commissione è stata incaricata di presentare criteri di screening tecnico tramite "atti delegati" per sviluppare ulteriormente la tassonomia. 

Le prime due serie di criteri sono state pubblicate il 20 novembre in un progetto di atto delegato su cui Bruxelles ha aperto una consultazione pubblica, che nel giro di 4 settimane ha visto arrivare più di 46mila risposte. 

Di conseguenza, la proposta finale, che inizialmente doveva essere pubblicata entro il 1° gennaio 2021, è stata ritardata e Bruxelles non ha fornito una chiara indicazione sui tempi.

La causa del ritardo è sostanzialmente politica: i contenuti della proposta di tassonomia, infatti, hanno suscitato scalpore tra gli Stati membri dell'Europa orientale e meridionale, che lamentano che al gas naturale sia stato negato lo status di combustibile di "transizione" nella bozza delle linee guida, anche laddove sostituisce il carbone nella produzione di energia.

La Polonia, in particolare, si sarebbe espressa in modo critico sul progetto di atto delegato. Il 18 dicembre, giorno in cui si è conclusa la consultazione pubblica, un gruppo di 10 paesi (Bulgaria, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Grecia, Ungheria, Malta, Polonia, Romania e Slovacchia) ha presentato alla Commissione europea un "documento di lavoro" esprimendo le proprie preoccupazioni.

La Commissione europea ha quindi chiesto ai suoi consulenti di rielaborare le regole sulla tassonomia. Input che dovrebbero arrivare prossimamente e che sono stati anticipati dal sito web Contexte, che ha pubblicato la bozza della nuova proposta sulla Sustainable Finance Taxonomy elaborata da Palazzo Berlaymont. 

Prima l'apertura al gas e nucleare, poi il passo indietro della Commissione. Cosa c'è negli atti delegati

La proposta circolata nei primi giorni di aprile di fatto apriva al gas, che entrava nella tassonomia come investimento sostenibile a condizione che le nuove centrali a gas rispettassero una serie di condizioni:

  • sostituire un vecchio impianto fossile a elevate emissioni di CO2 e tagliare almeno del 50% le emissioni di gas serra per ogni kWh di energia prodotta;
  • essere operativa entro il 2025, avere la possibilità di utilizzare combustibili low-carbon in futuro ed emettere non più di 270 grammi di CO2 equivalente per kWh;
  • produrre energia elettrica e fornire anche calore o energia frigorifera (sistemi di cogenerazione o trigenerazione).

In base alla formulazione iniziale, restava il tetto di 100 grammi di CO2eq/kWh per le centrali a gas che producono solamente elettricità.

L'atto delegato pubblicato il 21 aprile mette in standby per il momento la questione gas,  esclusa per ora dalla prima sezione della tassonomia e rimandata a una decisione separata da prendere successivamente. La Commissione avrebbe intenzione di presentare una proposta legislativa separata entro fine anno.

Stessa sorte per il nucleare: in un primo momento gli esperti incaricati di valutare se l'Unione europea debba etichettare l'energia nucleare come un investimento verde avrebbero fornito una risposta positiva.

Lo scorso anno i consulenti si erano divisi sul fatto che l'energia nucleare meritasse un'etichetta green: mentre produce emissioni di CO2 molto basse per il riscaldamento del pianeta, sono necessarie ulteriori analisi sull'impatto ambientale dello smaltimento dei rifiuti radioattivi. La Commissione ha quindi chiesto al Joint Research Center, il suo team di esperti scientifici, di riferire sulla questione: nella bozza di rapporto messa a punto dal JRC, che dovrebbe essere pubblicata a breve, si sostiene che il nucleare meriti l'etichetta di investimento sostenibile. 

"Le analisi non hanno rivelato alcuna prova scientifica che l'energia nucleare arrechi più danni alla salute umana o all'ambiente rispetto ad altre tecnologie di produzione di elettricità", afferma il rapporto. Lo stoccaggio dei rifiuti nucleari in formazioni geologiche profonde è ritenuto "appropriato e sicuro", sebbene gli esperti del JRC ammettano che "non è attualmente disponibile alcuna esperienza operativa a lungo termine poiché le tecnologie e le soluzioni sono ancora in fase di dimostrazione e sperimentazione".

Ma come nel caso del gas, il dibattito acceso ha indotto la Commissione a premere il tasto 'pausa' e rimandare ad un secondo momento la proposta sul nucleare. 

Anche il capitolo agricoltura per ora è escluso dagli atti delegati sulla tassonomia. Al contrario, bioenergie e silvicoltura entrano nel documento del 21 aprile. 

Tassonomia UE - Informativa in materia di sostenibilità delle imprese, preferenze di sostenibilità e doveri fiduciari

Atto delegato relativo alla tassonomia UE

Domande e risposte - Atto delegato relativo agli aspetti climatici della tassonomia e modifiche degli atti delegati relativi ai doveri fiduciari e alla consulenza in materia di investimenti e assicurazioni

Si riapre la partita sul nucleare: 10 Paesi vogliono inserirlo nella tassonomia della finanza verde

Mentre resta ancora da vedere quale sarà la posizione della Commissione sul gas, al centro dell'attenzione politica e mediatica dopo l'estate a causa del rincaro dei prezzi energetici, un gruppo di Stati UE riapre il dossier nucleare.

“Il nucleare deve essere parte della soluzione” alla crisi climatica e all'aumento dei prezzi dell'energia, secondo un gruppo di 10 paesi dell'Unione, guidati da Francia e Polonia, che l'11 ottobre hanno affidato il loro messaggio a un articolo congiunto pubblicato sui principali quotidiani europei.

Decarbonizzare l'economia europea richiede una “transizione immediata e profonda” verso fonti energetiche a basse emissioni di carbonio, si legge nell'articolo firmato dai ministri dell'Economia e dell'Energia di Bulgaria, Croazia, Cechia, Finlandia, Francia, Ungheria, Polonia, Romania, Slovacchia e Slovenia.

“È quindi assolutamente necessario che il nucleare sia incluso nel quadro della tassonomia europea entro la fine del 2021”, scrivono i ministri.

Un ruolo decisivo per capire che direzione prenderà la Commissione europea sulla tassonomia sarà svolto dal nuovo governo tedesco, che potrebbe rappresentare l'ago della bilancia nel decidere se gas e nucleare saranno o meno considerati tra gli investimenti etichettati come sostenibili.

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