Dal 2022 scattano i nuovi aiuti di stato per clima, energia e ambiente

 

Aiuti di stato energia - Foto di Marshall Reyher da PexelsDa gennaio sarà adottata la nuova disciplina in materia di aiuti di Stato a favore dell'ambiente e dell'energia. Le norme - oltre a cambiare nome per includere il clima - riguardano settori faro come le infrastrutture per la mobilità, la biodiversità e l'economia circolare.

Proroga del quadro temporaneo per gli aiuti di Stato fino a giugno 2022

Disciplina CEEAG, è questa la sigla delle nuove regole per gli aiuti di Stato a favore del clima, dell'ambiente e dell'energia, acronimo di climate, environmental protection and energy state aid. Disciplina che si basa su una valutazione e su varie fonti di elementi di prova e di dati, tra cui la prassi consolidata, uno studio esterno e i contributi delle parti interessate.

Le nuove regole vanno ad aggiornare le precedenti disposizioni che, benché funzionassero bene, richiedevano comunque alcuni adeguamenti. Adeguamenti volti soprattutto a semplificare le regole ed estendere l'ambito di applicazione della disciplina a nuovi settori, quali la mobilità pulita. Ma anche necessari per far sì che gli aiuti di Stato siano allineati alle priorità europee indicate nel Green Deal e nel pacchetto Fit for 55.

"L'Europa avrà bisogno di una quantità considerevole di investimenti sostenibili per sostenere la transizione verde. Sebbene una quota significativa verrà dal settore privato, il sostegno pubblico contribuirà a garantire che la transizione verde avvenga in tempi rapidi. La nuova disciplina potenzierà quanto stiamo facendo per decarbonizzare la nostra società", dichiara Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutiva responsabile della politica di concorrenza

Gli aiuti di stato per clima, energia e ambiente dal 2022

La disciplina CEEAG agisce su più fronti e riguarda un ampio ventaglio di settori economici.

Innanzitutto, estende le categorie di investimenti e tecnologie che gli Stati possono sostenere a tutte le tecnologie in grado di raggiungere gli obiettivi del Green Deal europeo. Una nuova sezione unica è dedicata alla riduzione e alla prevenzione delle emissioni di gas serra per agevolare la valutazione delle misure che sostengono la decarbonizzazione di diversi settori dell'economia, anche attraverso investimenti nelle energie rinnovabili, nell'efficienza energetica dei processi di produzione e nella decarbonizzazione industriale.

Con le nuove regole è possibile coprire fino al 100% del deficit di finanziamento, in particolare quando gli aiuti sono concessi a seguito di una procedura di gara competitiva, e si introducono nuovi strumenti di aiuto, come i contratti per differenza carbonio, per sostenere gli Stati membri negli sforzi per ridurre le emissioni inquinanti dell'industria.

Arrivano anche sezioni nuove o aggiornate sugli aiuti per la prevenzione o la riduzione dell'inquinamento non dovuto ai gas serra, compreso l'inquinamento acustico, sugli aiuti per l'efficienza delle risorse e l'economia circolare, sugli aiuti per la biodiversità e la riparazione di danni ambientali.

Inoltre, la disciplina CEEAG contiene sezioni dedicate agli aiuti che incentivano gli investimenti in settori prioritari quali la prestazione energetica nell'edilizia e la mobilità pulita per tutti i modi di trasporto.

Le nuove regole sugli aiuti di Stato introducono modifiche alle attuali norme su determinati sgravi da prelievi sull'energia elettrica per gli utenti a forte consumo di energia. L'obiettivo finale è sostanzialmente evitare delocalizzazioni verso luoghi del mondo in cui le discipline ambientali sono assenti o meno ambiziose rispetto a quanto previsto dall'Unione europea.

Dal momento che ciò richiede maggiori sforzi di decarbonizzazione, soprattutto per alcuni settori industriali, la disciplina CEEAG include sgravi per tutti i prelievi che finanziano la decarbonizzazione e le politiche sociali. Inoltre, per permettere agli Stati membri di mantenere condizioni di parità, sulla base di indicatori oggettivi a livello settoriale, la disciplina CEEAG ha razionalizzato il numero di settori ammissibili. Le norme sono state inoltre riviste per sostenere meglio la decarbonizzazione progressiva di tali imprese, collegando, tra l'altro, gli sgravi dei prelievi agli impegni assunti dai beneficiari per ridurre la loro impronta di carbonio.

Arrivano anche salvaguardie che garantiscono che gli aiuti siano effettivamente indirizzati solo a migliorare la tutela del clima e dell'ambiente, limitandosi a quanto necessario per conseguire gli obiettivi ambientali, senza falsare la concorrenza o l'integrità del mercato unico. La disciplina CEEAG rafforza, ad esempio, la partecipazione dei portatori di interessi all'ideazione di ampie misure di aiuto, imponendo agli Stati membri di consultarli in merito alle caratteristiche principali delle misure.

Saltano le sovvenzioni per i combustibili fossili più inquinanti, per le quali è improbabile che la Commissione emetta una valutazione positiva alla luce delle norme sugli aiuti di Stato, a causa dei loro effetti deleteri sull'ambiente. È improbabile che le misure che comportano nuovi investimenti nel settore del gas naturale siano approvate, a meno che si dimostri che tali investimenti siano compatibili con gli obiettivi climatici dell'Unione per il 2030 e il 2050, agevolando la transizione da combustibili più inquinanti senza dipendere da tecnologie che potrebbero ostacolare un più ampio sviluppo di soluzioni maggiormente ecologiche. La disciplina CEEAG include anche una nuova sezione sugli aiuti per la chiusura degli impianti a carbone, torba e scisto bituminoso.

Prevista infine più flessibilità e una maggiore razionalizzazione delle norme, anche eliminando l'obbligo di notifica individuale di progetti verdi di ampia portata nell'ambito di regimi di aiuto precedentemente approvati dalla Commissione.

Disciplina in materia di aiuti di Stato per il clima, l'ambiente e l'energia

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