Dal codice appalti alle gare per gas e idroelettrico: cosa c’è nella legge per la concorrenza

 

Legge annuale per la concorrenza - Foto di Jimmy Chan da PexelsPrevista nell’ordinamento nazionale dal 2009 ma realizzata solo una volta nel 2017, la Legge annuale per la concorrenza è tra le riforme abilitanti del Recovery Plan e contiene una serie di misure destinate a far discutere.

Il calendario delle riforme previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza

Dal 2009, la relazione annuale e le segnalazioni dell’Antitrust rappresentano la base per la predisposizione, da parte del Governo, del disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza. Quest’anno il tema riveste fondamentale importanza nell’ambito degli scenari definiti dal PNRR e non a caso la legge è stata inserita fra le riforme abilitanti del Piano insieme al decreto Semplificazioni. 

Cosa prevede la legge annuale della concorrenza 2021

In base a quanto previsto dal Recovery Plan, la legge annuale della concorrenza 2021 agirà in primis sulle infrastrutture digitali e dovrà introdurre norme finalizzate a:

  • garantire il più rapido e capillare sviluppo delle reti di telecomunicazione nelle aree ancora prive di copertura, attraverso la riduzione degli oneri amministrativi per la loro installazione e stimolando la domanda di connessione alla banda ultralarga;
  • prevedere in generale un percorso di semplificazione dei processi autorizzativi che riconosce le infrastrutture per la cablatura in fibra ottica e per la copertura 5G come strategiche, velocizzandone così la diffusione sul territorio.

In materia di servizi pubblici locali, in base a quanto indicato nel PNRR la legge dovrà promuovere un intervento di razionalizzazione normativa, anche con l’approvazione di un testo unico, che in primo luogo chiarisca il concetto di servizio pubblico e assicuri un ricorso più responsabile da parte delle amministrazioni al meccanismo dell’in house providing. In questa prospettiva, pur preservandosi la libertà sancita dal diritto europeo di ricorrere a tale strumento di auto-produzione, andranno introdotte specifiche norme finalizzate a imporre all’amministrazione una motivazione anticipata e rafforzata che dia conto delle ragioni del mancato ricorso al mercato. Sarà inoltre previsto un principio generale di proporzionalità della durata dei contratti di servizio pubblico, compresi quelli affidati con la modalità dell’in house.

Il focus sarà anche sulle gare per il gas naturale e per le grandi derivazioni idroelettriche, ma il tema su cui maggiormente sarà concentrata l’attenzione politica e delle imprese riguarda gli appalti pubblici.

La proposta dell’Antitrust

Il 23 marzo il presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato Roberto Rustichelli ha inviato al premier la segnalazione contenente le proprie proposte per il disegno di Legge per la concorrenza. 

Nella propria proposta, l’AGCM evidenzia la necessità di una modernizzazione e di una semplificazione della Pubblica Amministrazione, in quanto una PA efficiente e una regolazione semplice e trasparente costituiscono una pre-condizione essenziale per lo sviluppo competitivo dell’economia italiana in termini di innovazione e di crescita.

La proposta dell’Antitrust ha puntato i riflettori in particolare sugli appalti pubblici, chiedendo di sospendere, nell'immediato, l’applicazione del Codice appalti per tutte le opere del PNRR, e di procedere nel medio periodo ad una revisione del Codice improntata su una maggiore discrezionalità alle stazioni appaltanti (che dovrebbero però essere prima riqualificate). 

Una proposta molto criticata da ANAC, imprese, sindacati e rappresentanti delle Regioni. 

Le proposte della Conferenza delle Regioni

Nella seduta del 3 giugno la Conferenza delle Regioni ha approvato un documento con proposte e contributi per la redazione della Legge annuale per il mercato e la concorrenza, inviato al Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Mariastella Gelmini.

Il contributo della Conferenza delle Regioni tocca i seguenti temi: 

  • infrastrutture per la crescita e la competitività; 
  • appalti pubblici; 
  • efficienza e qualità dei servizi pubblici locali a beneficio di cittadini e imprese; 
  • rimozione delle barriere all'entrata, nuovi ingressi per stimolare la produttività; 
  • obblighi dei concessionari di esternalizzare parte dei contratti affidati senza gara;
  • accelerazione delle gare per le concessioni di distribuzione del gas naturale.
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