Agevolazioni imprese sociali – le FAQ del MISE

 

Imprese sociali - Photo by Kaboompics.com from PexelIl Ministero di Sviluppo economico pubblica le risposte alle domande frequenti sulle agevolazioni alle imprese sociali. A disposizione dello strumento ci sono 223 milioni di euro, tra risorse FRI e del Fondo Crescita Sostenibile.

MISE – finanziamenti agevolati e contributi a imprese sociali

Online le FAQ del Ministero dello Sviluppo economico sul regime di aiuto per il rafforzamento dell'economia sociale attivo dal 7 novembre 2017. 

Le agevolazioni per l'economia sociale

Obiettivo dello strumento è promuovere la diffusione e il rafforzamento dell’economia sociale, sostenendo programmi di investimento proposti da imprese sociali, cooperative sociali e relativi consorzi e cooperative con la qualifica di ONLUS.

Le agevolazioni sono destinate a programmi di investimento per la creazione o per lo sviluppo di imprese sociali, da ultimare entro 36 mesi dalla stipula del contratto di finanziamento e con spese ammissibili comprese tra 200mila euro e 10 milioni di euro.

Le risorse a disposizione ammontano a 200 milioni di euro a valere sul Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca (FRI), di cui una quota del 60% è riservata alle PMI (all'interno di questa riserva una quota del 25% è destinata alle micro e piccole imprese). A questi si aggiungono 23 milioni di euro del Fondo crescita sostenibile (FCS) per la concessione dei contributi associati ai finanziamenti.

L'aiuto consiste infatti in un finanziamento a tasso agevolato, associato a un finanziamento bancario a tasso di mercato di pari durata, erogato da una banca finanziatrice scelta dall'impresa tra quelle aderenti alla Convenzione tra Ministero dello Sviluppo economico, ABI e CDP. Ai finanziamenti possono aggiungersi contributi non rimborsabili a copertura di una quota delle spese ammissibili.

I soggetti ammissibili

Le FAQ del MISE descrivono in dettaglio le caratteristiche dei soggetti ammissibili alle agevolazioni, chiarendo anzitutto la normativa di riferimento per le imprese sociali alla luce della riforma del Terzo Settore.

Dal momento che il decreto legislativo n. 112 del 2017, che ha abrogato la precedente disciplina per le imprese sociali (il decreto n. 155-2006), ha previsto un periodo di adeguamento di 12 mesi dalla sua entrata in vigore per le imprese sociali già costituite, i beneficiari sono ammessi alle agevolazioni purché rispettino il termine di adeguamento alle nuove disposizioni.

Riforma Terzo Settore – nuove regole e incentivi per imprese sociali

Quanto ai requisiti di ammissibilità, le FAQ ricordano che le imprese devono:

  • essere regolarmente costituite e iscritte nel registro delle imprese, e inserite nelle apposite sezioni, elenchi, albi e anagrafi in base alla normativa di riferimento;
  • essere in regime di contabilità ordinaria;
  • trovarsi nel pieno e libero esercizio dei propri diritti e non essere in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali;
  • avere sede legale e operativa in Italia;
  • trovarsi in regola con le disposizioni vigenti in materia di normativa edilizia ed urbanistica, del lavoro, della prevenzione degli infortuni e della salvaguardia dell’ambiente ed essere in regola con gli obblighi contributivi.

Ai finanziamenti sono ammesse anche le grandi imprese e le imprese di nuova costituzione, purché alla data di presentazione della domanda siano regolarmente iscritte nel registro delle imprese e inserite negli appositi elenchi, albi, anagrafi previsti dalla rispettiva normativa di riferimento.

Le spese ammesse

Con riferimento alle spese ammissibili alle agevolazioni le FAQ ricordano che devono essere necessarie alle finalità del programma di investimento e rientrare nelle categorie:

  • suolo aziendale e sue sistemazioni (ammesse nel limite del 10% dell’investimento complessivo agevolabile);
  • fabbricati, opere edili/murarie, comprese le ristrutturazioni (da sole non possono costituire un programma organico e funzionale agevolabile);
  • macchinari, impianti ed attrezzature varie nuovi di fabbrica;
  • programmi informatici commisurati alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa;
  • brevetti, licenze e marchi;
  • formazione specialistica dei soci e dei dipendenti dell’impresa beneficiaria, funzionali alla realizzazione del progetto;
  • consulenze specialistiche, quali studi di fattibilità economico-finanziaria, progettazione e direzione lavori, studi di valutazione di impatto ambientale;
  • oneri per le concessioni edilizie e collaudi di legge;
  • spese per l’ottenimento di certificazioni ambientali o di qualità;
  • spese generali inerenti allo svolgimento dell’attività d’impresa (dichiarate su base forfetaria e agevolate nella misura massima del 20% del totale dei costi ammessi).

Le spese ammissibili, chiariscono le FAQ, devono essere considerate al netto dell’IVA e di eventuali oneri previdenziali ed assistenziali.

La presentazione delle domande

Le FAQ illiustrano anche le modalità di presentazione delle domande che devono essere compilate secondo lo schema di cui all’allegato n. 1 al decreto direttoriale del 26 luglio 2017, sottoscritte dal legale rappresentante dell’impresa proponente o da un suo procuratore mediante firma digitale e presentate esclusivamente attraverso l’invio a mezzo posta elettronica certificata all'indirizzo:es.imprese@pec.mise.gov.it.

Il MISE riporta l'elenco della documentazione da allegare alla domanda e chiarisce che non è prevista una scadenza per la trasmissione delle istanze. Le agevolazioni sono infatti concesse sulla base di una procedura valutativa con procedimento a sportello, fino ad esaurimento dei fondi disponibili.

> FAQ Agevolazioni imprese sociali

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