Bonus Investimenti Sud – Bruxelles autorizza maggior utilizzo fondi UE

 

Bonus InvestimentiVia libera della Commissione europea all'utilizzo dei fondi UE anche per il credito di imposta a favore di investimenti nel Mezzogiorno che non rientrano nella Strategia di specializzazione intelligente.

Mezzogiorno – restyling per Resto al Sud e credito imposta investimenti

Si allarga il raggio di azione del Bonus Investimenti Sud. Dopo mesi di interlocuzione tra Roma e Bruxelles, la Commissione europea ha accolto la richiesta di finanziare con i fondi europei del PON Imprese e Competitività 2014-2020 anche il credito di imposta per investimenti strumentali destinati a strutture produttive localizzate nelle Regioni del Mezzogiorno che non rientrano nella Strategia di specializzazione intelligente.

Il credito di imposta per investimenti nel Mezzogiorno

Istituito dalla legge di Stabilità 2016 e potenziato dal decreto Mezzogiorno, il credito d'imposta per gli investimenti in beni strumentali nuovi è riconosciuto ai titolari di reddito d’impresa, indipendentemente dalla natura giuridica, a condizione che siano destinati a strutture produttive situate in determinate aree delle Regioni Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Basilicata, Sardegna, Abruzzo e Molise.

L'intensità dell'agevolazione è pari al:

  • 45% dell'investimento ammissibile per le piccole imprese,
  • 35% dell'investimento ammissibile per le medie imprese
  • 25% dell'investimento ammissibile per le grandi imprese.

L'ammontare massimo di ciascun progetto di investimento è pari a 3 milioni di euro per le piccole imprese, a 10 milioni per le medie imprese e a 15 milioni per le grandi.

Le imprese che intendono fruire del credito d’imposta devono presentare una comunicazione in via telematica all’Agenzia delle Entrate che, previa verifica dei dati dichiarati nella comunicazione, trasmette alle imprese il provvedimento di autorizzazione alla fruizione dell'incentivo.

Bonus Sud anche per progetti esterni a Strategia specializzazione intelligente

Attualmente al finanziamento dello strumento contribuisce anche il Programma operativo nazionale “Imprese e competitività” 2014-2020, a favore di PMI che abbiano effettuato un investimento di almeno 500 mila euro e riconducibile agli ambiti applicativi della Strategia nazionale di specializzazione intelligente, con esclusione delle sole attività economiche del settore agricoltura, silvicoltura e pesca.

Nei mesi scorsi il Governo ha chiesto alla Commissione UE di eliminare questo vincolo per l'utilizzo dei fondi europei e quindi di poter sfruttare la dotazione del PON Imprese per agevolare tutte le tipologie di investimenti e non solo quelle che rientrano nella S3. E ora la commissaria per la Politica regionale Corina Cretu - ha fatto sapere la ministra per il Sud Barbara Lezzi - ha accolto la richiesta italiana.

“Si tratta di un risultato molto importante, dal momento che ora sarà possibile compiere investimenti in segmenti che hanno maggiori potenzialità di crescita rispetto al vincolo previsto sulla quota di fondi PON e ciò consentirà di aumentare il tiraggio”, ha commentato la ministra. In questo modo, infatti, sarà possibile ampliare la platea dei beneficiari dell'agevolazione, ma anche accelerare la spesa dei fondi europei, in vista del target intermedio del 31 dicembre 2018.

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