Coronavirus: EIC Accelerator, approvati 36 progetti ma l'Italia non c'e'

 

CoronavirusSono 36 i progetti selezionati dalla Commissione UE nell'ambito della call EIC Accelerator dedicata alla lotta contro il coronavirus. Tra i paesi che beneficeranno dei fondi UE l'Italia non è presente mentre si sono distinti Svizzera, Paesi Bassi, Germania e Francia.

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EIC Accelerator, fondi UE per progetti innovativi su coronavirus

A marzo la Commissione UE aveva invitato le aziende e le startup europee a presentare progetti per fronteggiare la pandemia - "Coronavirus relevant innovations" - allo scopo di sostenere interventi finalizzati a trattare, testare e monitorare qualsiasi aspetto legato al coronavirus, nell'ottica di supportare la critica fase di gestione dell'emergenza.

L’EIC Accelerator si rivolge alle aziende e startup a vocazione fortemente innovativa, con l’obiettivo di accelerare i loro processi di crescita sui mercati europei e globali (scaling up).

Questo nuovo strumento del Consiglio europeo per l'innovazione - che ritroveremo anche nel prossimo programma quadro per la ricerca e l’innovazione, Horizon Europe - ha rimpiazzato il precedente SME Instrument, cancellando la fase 1 (Studio di fattibilità) e integrando la fase 2 (Innovazione).

Le aziende che richiedono il supporto dell’EIC Accelerator, infatti, possono accedere sia a una sovvenzione (compresa tra 500mila e 2,5 milioni di euro) che ad un finanziamento misto che combina il contributo UE con una componente di equity (fino a 15 milioni di euro). Quest'ultima viene implementata attraverso un fondo di investimento (EIC Fund) il cui obiettivo è attrarre co-investitori e investimenti privati.

Nell'ambito della scadenza di marzo - che può contare su un finanziamento aggiuntivo di 150 milioni di euro - circa 4mila tra PMI e startup hanno presentato progetti a valere sull'EIC Accelerator, e ben mille proposte riguardano innovazioni rilevanti per fronteggiare l'emergenza Covid-19.

Al termine delle procedure di selezione la Commissione UE ha individuato 36 progetti riguardanti diversi interventi, tra cui l'incremento della produzione di salviette per la biodecontaminazione, lo sviluppo di sistemi per il monitoraggio della qualità della ventilazione che forniscono ai soccorritori informazioni in tempo reale, lo sviluppo di una piattaforma basata sugli anticorpi per il trattamento di casi gravi di infezione.

Le start-up e le PMI selezionate che riceveranno il sostegno dell'UE provengono da 16 paesi, tra cui 12 Stati membri (ma non l'Italia), il Regno Unito e 3 paesi associati.

Inoltre a 139 imprese che lottano contro il coronavirus, ma che non hanno potuto ricevere finanziamenti in questa tornata a causa di limitazioni di bilancio, è stato conferito il marchio di eccellenza Covid-19 come riconoscimento del valore della loro proposta al fine di aiutarle ad ottenere sostegno da altre fonti di finanziamento.

Mariya Gabriel, commissaria responsabile per l'Innovazione, la ricerca, la cultura, l'istruzione e i giovani, ha dichiarato: "L'enorme talento e le idee rivoluzionarie delle imprese innovative europee ci fanno ben sperare. Il nostro maggiore sostegno al Consiglio europeo per l'innovazione ne libererà il potenziale, permettendoci così di affrontare meglio il coronavirus e sostenere la ripresa. Il CEI ha risposto rapidamente alla crisi causata dal coronavirus e ha dimostrato l'agilità e l'efficacia dei finanziamenti dell'UE."

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