SURE: all’Italia altri 1,8 miliardi per la cassa integrazione

SUREPer Roma si tratta della quinta tranche di aiuti dallo strumento UE dedicato al sostegno all'occupazione negli Stati membri. L’Italia è il primo beneficiario di SURE, con prestiti per un totale di 27,4 miliardi.

Cos'è e come funziona SURE, il fondo UE contro la disoccupazione

SURE è uno degli strumenti adottati da Bruxelles nel corso della crisi Covid-19 e consente agli Stati membri di chiedere il sostegno finanziario dell'UE per contribuire al finanziamento degli aumenti repentini e severi della spesa pubblica nazionale - a partire dal 1º febbraio 2020 - connessi a regimi di riduzione dell'orario lavorativo e misure analoghe, anche per i lavoratori autonomi, o a determinate misure di carattere sanitario, in particolare sul posto di lavoro, in risposta alla crisi.

"Di fronte a una pandemia i cui effetti continuano a gravare sulle nostre economie, la Commissione eroga oggi un ulteriore notevole sostegno finanziario a favore di 6 paesi, tra cui l'Irlanda, che ne beneficia per la prima volta. Si tratta di un contributo fondamentale agli sforzi nazionali per sostenere i lavoratori in questi tempi difficili”, ha dichiarato il commissario per l'Economia, Paolo Gentiloni, commentando la nuova erogazione di prestiti SURE, la terza del 2021.

Un terzo delle risorse SURE all’Italia

Finora la Commissione ha proposto la concessione di prestiti per un totale di 94,3 miliardi a favore di 19 Stati membri, di cui 90,3 miliardi già autorizzati a beneficio di 18 paesi UE. Di questi, l'Italia è di gran lunga il maggiore beneficiario del programma, con prestiti autorizzati e in via di erogazione per un totale di 27,4 miliardi di euro.

SURE - Credit: European Commission

I finanziamenti richiesti dal nostro paese nell’ambito del programma SURE contribuiscono a coprire le spese di una serie di misure anticrisi adottate dal Governo, tra cui la cassa integrazione per tutti i lavoratori dipendenti, le indennità per lavoratori autonomi di vario tipo, collaboratori sportivi, lavoratori domestici e intermittenti, i contributi a fondo perduto per autonomi e imprese individuali, il congedo parentale, il voucher baby sitter. 

Il ricorso al finanziamento UE, realizzato attraverso l’emissione di titoli comuni europei, dovrebbe portare a un risparmio per le casse dello Stato nell’arco dei 15 anni di maturità stimato in oltre 5 miliardi e mezzo di euro. 

Decreti SURE in Gazzetta ufficiale: le condizioni dei prestiti UE all'Italia

In arrivo un nuovo prestito SURE da 1,8 miliardi

Dopo le prime due erogazioni a favore dell'Italia, una da 10 miliardi di euro ad ottobre e una da 6,5 miliardi a novembre 2020, il 2 febbraio la Commissione europea ha annunciato lo sblocco di un terzo prestito da 4,5 miliardi di euro. L'operazione rientrava nella prima erogazione del 2021 della Commissione europea, che ha autorizzato il riconoscimento di 14 miliardi di euro a favore di nove Stati membri.

Il 16 marzo l'Esecutivo UE ha annunciato la quarta erogazione a favore dell'Italia, per un importo di 3,8 miliardi di euro, nell'ambito di una tranche di pagamenti da 9 miliardi di euro destinata a sette Stati membri. Oltre all'Italia a beneficiarne sono stati Repubblica Ceca (1 miliardo), Spagna (2,87 miliardi), Croazia (510 milioni), Lituania (302 milioni), Malta (123 milioni) e Slovacchia (330 milioni). 

SURE - Credit: European Commission

La quinta tornata di pagamenti è stata annunciata il 30 marzo: in tutto 13 miliardi di euro a favore di sei Stati membri, di cui 1 miliardo alla Repubblica Ceca, 2,2 miliardi al Belgio, 4,06 miliardi alla Spagna, 2,47 miliardi all'Irlanda, 1,4 miliardi alla Polonia e 1,87 miliardi all'Italia.

L'erogazione fa seguito al successo della sesta emissione di obbligazioni a titolo di SURE, che comprendeva due obbligazioni, una da 8 miliardi con scadenza a marzo 2026 e una da 5 miliardi con scadenza a maggio 2046. 

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