Cosa finanzia il fondo del MISE per blockchain, intelligenza artificiale e Internet of things

 

Fondo blockchainIn base al decreto attuativo appena pubblicato dal Ministero per lo Sviluppo economico, il nuovo strumento finanzierà progetti di ricerca, sviluppo e innovazione presentati da soggetti pubblici e privati, con l'obiettivo di accrescere la competitività e la produttività del sistema economico italiano.

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Istituito nello stato di previsione del Ministero dello Sviluppo economico con la Manovra 2019, il Fondo per intelligenza artificiale, blockchain e internet of things ha subito modifiche - per quanto riguarda le modalità di emanazione della disciplina - con la legge di conversione del decreto Semplificazioni (legge n. 120-2020).

Cosa finanzia il fondo blockchain, intelligenza artificiale e Internet of Things

In base alla legge di Bilancio 2019, il fondo per favorire lo sviluppo delle tecnologie e delle applicazioni di intelligenza artificiale (IA), blockchain e internet of things (IoT) può contare su una dotazione complessiva di 45 milioni di euro (15 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021).

Lo strumento è destinato a finanziare:

  • a) progetti di ricerca e innovazione da realizzare in Italia ad opera di soggetti pubblici e privati, anche esteri, nelle aree strategiche per lo sviluppo dell’IA, della blockchain e dell’IoT, funzionali alla competitività del paese;
  • b) sfide competitive per il raggiungimento di specifici obiettivi tecnologici e applicativi;
  • c) il supporto operativo ed amministrativo alla realizzazione di quanto previsto ai punti precedenti, al fine di valorizzarne i risultati e favorire il loro trasferimento verso il sistema economico produttivo, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese.

Il fondo ha lo scopo di perseguire obiettivi di politica economica ed industriale, connessi anche al Piano Transizione 4.0, nonché di accrescere la competitività e la produttività del sistema economico.

Le novità introdotte dal dl Semplificazioni

La legge di conversione del decreto Semplificazioni ha modificato la procedura di emanazione della disciplina attuativa del fondo blockchain, la cui definizione - in base alla Legge di Bilancio 2019 - è rimessa a un regolamento di attuazione da adottare su proposta del ministro dello Sviluppo economico, di concerto con il ministro dell'Economia e delle finanze.

La nuova disciplina prevede invece l'emanazione di un decreto del ministro dello Sviluppo economico di concerto con il ministro dell'Economia e delle finanze, per la definizione dei criteri e delle modalità di utilizzo delle risorse del fondo al fine di favorire il collegamento tra i diversi settori di ricerca interessati dagli obiettivi di politica economica e industriale, la collaborazione con gli organismi di ricerca internazionale, l’integrazione con i finanziamenti della ricerca europei e nazionali, le relazioni con il sistema del capitale di rischio (venture capital) italiano ed estero. 

Per l’attuazione dell’intervento il MISE si avvale della società Infratel Italia S.p.a. mediante apposita convenzione. Ai relativi oneri si provvede, nel limite massimo dell'1% delle risorse del fondo.

Legge n. 120-2020 conversione del decreto Semplificazioni

Testo del decreto Semplificazioni coordinato con la legge di conversione

Pubblicato il decreto attuativo per l'avvio del Fondo

Il MISE ha pubblicato il decreto attuativo relativo al fondo per lo sviluppo di progetti di blockchain, intelligenza artificiale e internet delle cose (IoT).

Una volta aperto lo sportello per accedere allo strumento, le proposte progettuali potranno essere presentate da soggetti pubblici o privati, anche in forma congiunta.

Le agevolazioni saranno concesse in forma di finanziamento agevolato, contributo in conto impianti, contributo in conto capitale, contributo diretto alla spesa, contributo in conto interessi e partecipazione al capitale di rischio (venture capital). In alternativa, è prevista la possibilità di ricorrere ad appalti pre-commerciali e appalti pubblici di soluzioni innovative.

Una quota delle risorse a disposizione sarà riservata alle imprese localizzate nelle Regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna.

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