Stato dell'Unione: cos'ha detto Ursula von der Leyen al Parlamento UE

 

Ursula von der Leyen - Copyright: European Union, 2020 Source: EC - Audiovisual ServiceLa presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen interviene al Parlamento Europeo con il suo discorso sullo Stato dell'Unione. Dall'Unione della sanità al salario minimo, dall'incremento dei fondi per il Green new deal alla digital tax, ecco le proposte dell'Esecutivo UE per la ripresa dalla crisi causata dal Covid-19, la lotta contro il cambiamento climatico e la situazione nei paesi terzi vicini all'Europa. 

Recovery Fund e QFP: al via i triloghi tra Parlamento UE e Consiglio

Il dibattito annuale sullo Stato dell'Unione consente ai deputati di esaminare il lavoro e i piani della Commissione europea e di contribuire a definire la direzione futura dell'UE.

Unione della sanità

"L'Europa deve continuare a proteggere vite e mezzi di sussistenza. Dobbiamo gestire la pandemia con prudenza, responsabilità e unità", ha dichiarato in apertura dello Stato dell'Unione la presidente della Commissione europea.

Il primo annuncio del numero uno dell'Esecutivo europeo è la costruzione di un’Unione della sanità più forte, attraverso un aumento dei finanziamenti per il programma EU4Health, nato nell'ambito del Recovery Plan e del Quadro finanziario pluriennale 2021-2027, con l'obiettivo di aumentare la resilienza dei sistemi sanitari, promuovendo l'innovazione nel settore sanitario. 

Allo stesso tempo, Bruxelles intende:

  • rafforzare l’agenzia europea per i medicinali e l'ECDC, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie;
  • costruire un’agenzia per la ricerca e lo sviluppo avanzato biomedico;
  • discutere la questione delle competenze in materia sanitaria nell'ambito della conferenza sul futuro dell’Europa.

"Con il presidente del consiglio Giuseppe Conte e la presidenza italiana del G20 organizzeremo un vertice globale sulla sanità, in Italia, per dimostrare che l'Europa c'è per proteggere", annuncia von der Leyen. 

Un framework europeo per i salari minimi

"Per troppe persone il lavoro non paga: il dumping salariale penalizza lavoratori e imprenditori. Per questo la Commissione europea avanzerà una proposta normativa per istituire un quadro per i salari minimi", prosegue la presidente della Commissione europea. 

Completare finalmente l'unione dei mercati di capitale e l'unione bancaria

"L’Europa ha introdotto strumenti comuni per integrare gli stabilizzatori fiscali nazionali. Ora dobbiamo mantenere la rotta: le nostre economie si riprenderanno dopo una caduta del 12% del Pil, ma hanno bisogno di un sostegno politico continuo", prosegue Ursula von der Leyen.

Nel lungo termine, aggiunge, "non c’è via migliore verso la stabilità che attraverso un'Unione economica e monetaria più forte". Occorre quindi completare finalmente l’Unione dei mercati di capitale e l’Unione bancaria.

Mercato unico: verso una strategia industriale aggiornata e un nuovo framework europeo per la concorrenza

Il mercato unico ha dimostrato, soprattutto nel corso della pandemia, di essere un'opportunità unica per consumatori, aziende e industria, o per citare le parole della presidente dell'Esecutivo UE, ha dimostrato di essere "un porto sicuro in tempi di difficoltà". Quindi Bruxelles intende rafforzarlo, tagliando la burocrazia e abbattendo le barriere che ne impediscono un corretto funaizonamento.

Il primo passo è un’area Schengen funzionale. Inoltre, nella prima metà del 2021, la Commissione aggiornerà la strategia industriale europea (presentata a marzo) e presenterà una proposta di adeguamento del quadro sulla concorrenza. 

Piano per il clima 2030: ridurre le emissioni del 55%

Fare dell'UE il primo continente del mondo che conseguirà la neutralità climatica entro il 2050 è da tempo uno degli obiettivi indicati dalla Commissione guidata da Ursula von der Leyen. Un piano ambizioso ma raggiungibile secondo il numero uno di Palazzo Berlaymont, grazie alle tecnologie e agli investimenti a disposizione, cui la presidente aggiunge un altro obiettivo, intermedio, al 2030: ridurre le emissioni di almeno il 55% (contro il 40% previsto nelle precedenti proposte della Commissione).

Target che anche 150 amministratori delegati di aziende e investitori di scala globale (tra cui Ikea, Deutsche Bank, Unilever, H&M, Google, Edf, Enel, Danieli, Erg e Apple) hanno chiesto di centrare in una lettera inviata alla Commissione europea alla vigilia del discorso sullo Stato dell'Unione.

Per centrare l'obiettivo del -55% al 2030 von der Leyen annuncia la revisione dell'intera normativa climatica ed energetica entro la prossima estate: dalle rinnovabili all'efficienza energetica, passando per l'ETS, andrà tutto rivisto - presumibilmente al rialzo - alla luce di questo nuovo obiettivo.  

Il 37% delle risorse di Next Generation EU verrà speso appunto per centrare gli obiettivi del Green Deal europeo. 

"Garantirò che si portino i finanziamenti verdi al prossimo livello: siamo i maggiori emittenti al mondo di green bond". il nuovo obiettivo indicato da von der Leyen è far sì che il 30% dei 750 miliardi di Next Generation EU siano reperiti attraverso i Green Bond.

Dati, intelligenza artificiale, identità digitale europea, TLC. 8 miliardi per i supercomputer

L'altra politica cardine delle strategie europee riguarda il digitale, cui andranno circa il 20% delle risorse di Next Generation EU. Il focus della Commissione sarà su una serie di grandi temi e comparti: 

  • Dati: l’Europa è stata troppo lenta sul fronte dei dati business-to-consumer, ma lo stesso non può accadere per i dati industriali, che valgono oro e la cui quantità si moltiplicherà per quattro nei prossimi anni a livello globale. In tal senso, la Commissione punta sulla costruzione di una vera e propria economia dei dati, attraverso un rafforzamento dei cluster per l'innovazione e la creazione di un cloud europeo;
  • Intelligenza artificiale: nel 2021 la Commissione europea presenterà una normativa ad hoc per l'intelligenza artificiale;
  • Identità digitale europea: affinché i cittadini abbiano maggiore controllo dei dati personali, la Commissione proporrà un’identità digitale europea sicura, che si potrà utilizzare per effettuare ogni operazioni, dal pagamento delle tasse al noleggio una bicicletta;
  • 5G, 6G e fibra: Next Generation EU permetterà di potenziare le infrastrutture di telecomunicazioni, puntando principalmente su 5G, 6G e fibra
  • Supercomputer: la Commissione investirà 8 miliardi per la prossima generazione dei supercomputer.

Entrando poi nel merito della digital tax, la presidente della Commissione fa sapere che "non risparmieremo alcuno sforzo per raggiungere un accordo nel quadro dell'OCSE e del G20. Ma non ci sono dubbi: se un accordo non dovesse essere all'altezza di un sistema fiscale equo che fornisca entrate sostenibili a lungo termine, l'Europa presenterà una proposta all'inizio del prossimo anno".

Riforma OMC, relazioni con Cina e Stati Uniti, Brexit

"Solo con una forte organizzazione mondiale per il commercio possiamo garantire concorrenza equa per tutti. Il bisogno di riformare il sistema multilaterale non è mai stato così urgente", dichiara la presidente della Commissione europea. "Il cambiamento va progettato, non dobbiamo cambiare distruggendo il nostro sistema internazionale". Bruxelles intende quindi guidare le riforme dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) e della sanità (OMS)

Lo State of the Union cade a poche ore dal vertice UE-Cina. "Le relazioni tra Europa e Cina sono al contempo quelle strategicamente più importanti ma anche quelle più difficili" e "c’è ancora molto da fare per avere un accesso equo per le aziende europee", sottolinea von der Leyen.

Accordo sugli investimenti UE-Cina, Michel: UE è un player, non un campo di gioco

Parallelamente, la Commissione vuole rilanciare una partnership più durevole e solida con gli Stati Uniti, rafforzando il partenariato transatlantico sotto il profilo fiscale, commerciale e digitale.

"Abbiamo bisogno di un nuovo inizio con vecchi amici da entrambi i lati dell’Atlantico e della Manica", aggiunge von der Leyen introducendo il tema caldo della Brexit: "Ogni giorno che passa le possibilità di un accordo si allontanano. C’è poco tempo. Ci sono voluti tre anni per negoziare l'accordo di recesso, non può essere ignorato o cambiato unilateralmente. E’ una questione diritto, di fiducia e buona fede". 

E sempre restando in tema di relazioni internazionali, Ursula von der Leyen punta il radar della Commissione sui Balcani occidentali, annunciando la presentazione di un pacchetto di ripresa economica per l'area incentrato su una serie di iniziative di investimento regionale.

Nuovo patto sulle migrazioni

"Voglio proporre un nuovo patto per le migrazioni e asilo, abbiamo bisogno di una nuova soluzione", ha detto la presidente eletta della Commissione Europea. "Vogliamo che le nostre procedure siano efficaci, efficienti ma anche umane. Non è un compito facile, ma abbiamo capito tutti che non esistono soluzioni facili. E' necessario rivedere il concetto di ripartizione degli oneri: è fondamentale poter garantire la solidarietà, ma ciò non è mai un processo unilaterale". 

Status familiare in tutta UE e diritti Lgbtq

"Proporremo di allungare la lista dei crimini di incitamento all'odio, sia che si tratti di matrice razziale, di genere o di orientamento sessuale, l'odio non va tollerato" ha concluso. Dopo aver citato casi di cronaca legati alle discriminazioni degli afroamericani negli USA e degli ebrei in Europa, von der Leyen ha dichiarato: "Essere se stessi non è la vostra ideologia è la vostra identità e nessuno potrà mai rubarvela".

"Le zone LGBTQ-free non trovano spazio nell'Unione", ha aggiunto  riferendosi alle amministrazioni polacche che si sono dichiarare 'libere' dall'omosessualità. Infine, ha annunciato: "Chiederò il mutuo riconoscimento dello status familiare, perchè se si è genitore in un Paese, si è genitore in ogni Paese" dell'Unione europea.   

Le reazioni degli eurodeputati

La maggior parte dei deputati ha sostenuto molte delle nuove iniziative annunciate, ma alcuni hanno anche voluto mettere in evidenza i settori su cui la Commissione europea dovrebbe concentrarsi. 

Per Manfred Weber (PPE) la creazione di posti di lavoro deve essere la priorità: “Prendete ad esempio l’Italia, il 40% dei giovani sono disoccupati. Non possiamo accettare di perdere un’altra generazione”, aggiungendo che “i soldi del Fondo per la ripresa (Recovery fund) si possono spendere solo una volta e la nostra priorità è il futuro delle giovani generazioni europee”. Ha poi sottolineato che è importante che l’UE parli con una voce sola in materia di politica estera. A proposito delle proteste in Bielorussia ha dichiarato: “Se vogliamo essere credibili, facciamo vedere alla gente che manifesta per le strade di Minsk che l’Europa è dalla loro parte!”

Iratxe García Pérez (S&D) ha parlato delle diverse sfide che l’Europa si trova di fronte e ha sostenuto l’introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie in quanto “è l’unico modo per poter investire nella transizione ecologica e nell’inclusione sociale senza che nessuno rimanga indietro”. Ha accolto con favore l’aumento dell’obiettivo di riduzione delle emissioni ma ha aggiunto che “le persone sono parte di questa transizione: abbiamo bisogno di una strategia per contrastare la povertà, inclusa la povertà infantile e che preveda il salario minimo”, misura menzionata da von der Leyen nel suo discorso. Ha poi chiesto un sostegno per il settore culturale europeo e la creazione di una piattaforma culturale europea che “permetta ai giovani di collaborare e rafforzare così il tessuto culturale europeo”.

Dacian Cioloş (Renew), ha ricordato i progressi considerevoli fatti dall’Europa nei mesi scorsi: “Non c’è dubbio che il piano per la ripresa è un passo in avanti storico e rappresenta il potere dell’UE e la nostra capacità di superare le crisi insieme”. Ha ribadito la necessità di ritenere il rispetto dello Stato di diritto come principio chiave quando si tratta di fondi, per mantenere la fiducia della gente. “Gli interessi finanziari dell’UE devono essere protetti dalla corruzione e dal conflitto di interessi”, ha aggiunto, apprezzando la reazione della Commissione alla richiesta del Parlamento europeo di una valutazione di impatto sulla legislazione sul clima, e i piani per il digitale. 

Nicolas Bay (ID) ha criticato la mancanza di misure di protezione del mercato in Europa durante la crisi sanitaria e le regole per l’ambiente a discapito della competitività delle aziende europee, affermando che ciò "non contribuisce a rendere il nostro futuro europeo indipendente e prospero, ma renderà l'Europa sempre più fragile sulla scena mondiale". 

Ska Keller (Verdi/ALE) ha criticato le condizioni di accoglienza dei migranti alle frontiere esterne dell’UE: “è una vergogna [...] ed è una nostra responsabilità collettiva come europei” ha detto, chiedendo alla Commissione di battersi con gli Stati membri per condizioni adeguate. “Dobbiamo rendere le persone in difficoltà la più grande priorità e non lasciarci andare allo stato disastroso in cui siamo”, ha aggiunto. Ha poi accolto positivamente l’obiettivo di riduzione delle emissioni di 55% entro il 2030, affermando che “il clima non negozia, quindi dobbiamo muoverci in fretta”.

Ryszard Antoni Legutko (ECR) ha detto che gli ultimi dieci anni sono stati turbolenti per l’UE e che l’Unione è in una forma peggiore rispetto ad allora: “Ogni anno dello scorso decennio abbiamo ascoltato ogni Presidente della Commissione dirci che un futuro radioso ci aspettava e che i giorni di gloria dell’UE erano giusto dietro l’angolo, atteso ovviamente che la Commissione europea e le istituzioni europee avessero ricevuto più competenze: sempre meno persone prendono questo messaggio seriamente”.

La co-presidente Manon Aubry (GUE/GNL) ha criticato il discorso di von der Leyen per non aver menzionato la crisi della solidarietà in Europa, rappresentata dai paradisi fiscali e dal mancato rispetto dello Stato di diritto in Polonia e Ungheria. Ha poi criticato l’obiettivo del 55% considerandolo insufficiente. “Per affrontare le sfide che ci troviamo davanti, dobbiamo cambiare tutto. Dovremmo concentrarci solo sugli aspetti ambientali e sociali,” ha detto, chiedendo infine maggior giustizia fiscale e la fine dei paradisi fiscali in Europa. 

In risposta ai deputati, Ursula von der Leyen ha chiesto “un approccio costruttivo per quanto riguarda l’immigrazione”. “Ogni anno arrivano in Europa due milioni di persone e 140.000 rifugiati: dovremmo essere in grado di gestire la situazione”. Ha poi aggiunto che la Commissione presenterà una proposta la settimana prossima. Sullo Stato di diritto, ha affermato che la Commissione “sta prendendo l’approccio più completo e sistematico della nostra storia”.

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