Assegno unico 2021, le novità sul sussidio ponte

 

Manovra 2021: Assegno unico, via libera da luglio 2021 - Foto di Singkham da PexelsSono state definite le istruzioni relative all'assegno ponte: il sussidio transitorio per sostenere i genitori con figli minorenni che non beneficiano degli assegni al nucleo familiare, in attesa della misura universale al via dal 2022.

Assegno unico figli e ANF maggiorati: come ottenere i sussidi per le famiglie

Il nuovo assegno temporaneo per i figli, noto anche come assegno 'ponte', è stato introdotto dal decreto-legge 79-2021, convertito dalla legge n. 112/2021. La misura si propone di raggiungere sino a fine anno le famiglie rimaste escluse finora dagli aiuti familiari: lavoratori autonomi, professionisti, partite Iva, disoccupati senza indennità e tutti coloro che non hanno un reddito familiare prevalente da lavoro dipendente o assimilati.

L'assegno unico per i figli a carico, nella sua forma strutturale ed universale, invece, concentrerà in un’unica soluzione i vari aiuti e sarà esteso a tutti i lavoratori. La norma che entrerà in vigore dal prossimo anno, inserita tra le riforme di accompagnamento al Recovery plan del Governo Draghi, vale oltre 20 miliardi di euro grazie alle risorse aggiuntive stanziate con le ultime leggi di Bilancio. Risorse che, si legge sempre nel Piano nazionale ripresa e resilienza, "saranno gradualmente potenziate e concentrate su un’unica misura nazionale di sostegno, che assegna ai nuclei familiari un beneficio economico omogeneo, secondo criteri di universalità e progressività".

Il dl 79-2021, che definisce i confini dell'assegno ponte, garantisce anche alle famiglie che ricevono già oggi gli assegni familiari - quindi quelle dei lavoratori dipendenti - un extra. La maggiorazione degli assegni familiari va dai 37,5 euro al mese per figlio nel caso di famiglie con uno o due figli, ai 55 euro in più per figlio per quelle con tre o più figli. Per queste maggiorazioni sono stanziati un miliardo e 390 milioni per il 2021.

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Assegno unico per i figli

La mappa delle domande presentate a luglio

Sono oltre 240mila le domande già raccolte dall'Inps a luglio per l'assegno ponte. Guardando la panoramica delle istanze presentate a luglio, circa la metà di queste arriva da famiglie con un solo figlio minore, il 47,3%, il 39% da nuclei con due figli, l'11% con tre figli e il restante 2,5% con quattro o più figli, per un totale di oltre 422mila minori coinvolti. 

Il 16,2% delle domande presentate dal 1° luglio finora arriva dalla Lombardia, seguita dalla Campania (14,1%) e dalla Sicilia (11,7%). Trentino-Alto Adige, Valle d'Aosta e Lombardia registrano sia il numero medio più alto di minori per famiglia richiedente che la quota più elevata di nuclei richiedenti con almeno tre figli.

A proposito della situazione economica, sono circa il 62,6% le famiglie che hanno presentato domanda e dichiarano un Isee sotto 10mila euro. Il 22,5%, invece, si colloca tra 10mila e 20mila euro, il 9,1% tra 20mila e 30mila euro e il 4% fra 30mila e 40mila euro. Solo l'1,5% sale sopra 40mila euro di Isee.

Le cifre registrate dall'Inps in questa fase iniziale sono determinanti in prospettiva futura: da questi numeri, infatti, dipenderà l'attuazione della legge delega 46-2021 sull'assegno unico e universale promesso dal 1° gennaio 2022.  Entro la fine del 2021 dovranno essere definiti i decreti legislativi e, in base alle statistiche sulla platea di beneficiari, saranno stabiliti in modo definitivo gli importi ed eventuali stanziamenti aggiuntivi.

A chi spetta l'assegno unico famiglie 2021?

L'assegno ponte è rivolto ai nuclei familiari con Isee fino a 50mila euro annui. Il richiedente, inoltre, deve rispettare uno dei seguenti requisiti:

  • essere cittadino italiano o di uno Stato membro dell’Unione europea, o suo familiare titolare del diritto di soggiorno;
  • essere cittadino di uno Stato non appartenente all’Unione europea, in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o del permesso di soggiorno per motivi di lavoro o di ricerca di durata almeno semestrale;
  • essere soggetto al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia;
  • essere domiciliato o residente in Italia e avere i figli a carico sino al compimento del diciottesimo anno d’età;
  • essere residente in Italia da almeno 2 anni, anche non continuativi,  oppure essere titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno semestrale.

Quanto vale l'assegno ponte per i figli?

Il valore dell'assegno ponte oscilla in base al numero di figli minori e alla situazione economica della famiglia certificata con l’Isee, in particolare, gli importi risultano decrescenti al crescere del livello dell’Isee. L’importo dell’assegno temporaneo varia da un minimo di 30 euro ad un massimo di 217,8 euro per ciascun figlio. In allegato al decreto sono riportati in una tabella gli importi mensili per ciascun figlio e rapportati a ogni singolo indicatore economico della famiglia.

L’importo massimo mensile è di 167 euro per primo e secondo figlio, maggiorato del 30% dal terzo figlio in poi. Quindi la cifra tetto per famiglie con due figli raddoppia a 355 euro e sale a 653 euro con tre figli. L'importo si dimezza a 83,5 euro intorno ai 15 mila euro di Isee e cala ulteriormente a 30 euro al mese a figlio dai 40 mila euro di Isee fino a 50 mila euro. Sono previsti poi 50 euro in più per ciascun figlio disabile. Il beneficio medio riferibile alla misura per il periodo che va dal 1° luglio 2021 al 31 dicembre 2021 è pari a 1.056 euro per nucleo e 674 euro per figlio.

Assegno unico figli infografica

L'assegno unico potrà essere richiesto entro il 31 dicembre 2021 in via telematica all'Inps o presso Caf e Patronati. L’Istituto, con il messaggio n. 2371-2021 e con la circolare n. 93-2021, ha definito gli aspetti operativi relativi alla presentazione dell’istanza con decorrenza dal 1° luglio scorso.

L’erogazione dell’assegno decorre dallo stesso mese di presentazione della domanda e avviene mediante accredito sull'Iban del richiedente o mediante bonifico domiciliato, con l’eccezione delle famiglie beneficiarie di Reddito di cittadinanza. In caso di affido condiviso dei minori, l’assegno può essere accreditato in misura pari al 50% sull’Iban di ciascun genitore. In sede di prima applicazione, per le domande presentate entro il 30 settembre saranno corrisposte le mensilità a partire dal mese di luglio.

La misura, inoltre, risulta esentasse e compatibile con il Reddito di cittadinanza ed altre misure a favore dei figli a carico erogate dalle Regioni e dai Comuni. Nel primo caso l'assegno unico verrebbe corrisposto dall'’Inps congiuntamente allo stesso RdC, ma il beneficio complessivo dovrebbe essere determinato sottraendo dall’importo teorico spettante dell’assegno la quota di Rdc relativa ai figli minori che fanno parte del nucleo familiare, calcolata in base alla scala di equivalenza. Le somme erogate a titolo di assegno per i figli non sarebbero soggette ai vincoli di spesa e prelievo tipici del Rdc.

Consulta il testo del decreto-legge n. 79-2021, Gazzetta Ufficiale n. 135 dell'8 giugno 2021

Consulta il testo del dl n. 79-2021 coordinato con la legge di conversione n. 112-2021, GU Serie Generale n.188 del 7 agosto 2021

Consulta la legge di conversione n. 112-2021, GU Serie Generale n.188 del 7 agosto 2021

Assegno unico universale dal 2022: come funzionerà?

A regime l'assegno unico per i figli, che rappresenta il tassello più importante del Family Act, è concepito come 'universale' in quanto consiste in una quota mensile che verrà data a ciascun figlio, dal settimo mese di gravidanza fino ai 21 anni di età, con un valore maggiorato dal terzo figlio e nel caso di bambini disabili.

Il sostegno dovrebbe essere composto da una parte fissa e una variabile, legata al reddito complessivo della famiglia. Quindi le famiglie meno abbienti riceveranno di più, mentre le più ricche avranno solo una quota base, ed è per questo che è stato definito come strumento 'progressivo'.

L’importo, nella sua parte variabile, sarà modulato in base all'Isee e diviso in parti uguali tra i genitori. Inoltre, le famiglie in cui sono presenti figli disabili avranno diritto a una maggiorazione che va dal 30% al 50%  rispetto all’importo base e verrà riconosciuto un assegno maggiorato anche a favore delle madri under 21.

Le risorse a disposizione 

Con la legge di Bilancio 2020 sono stati stanziati 1.044 milioni per il 2021 e 1.244 a partire dal 2022 per il 'Fondo assegno universale e servizi alla famiglia', che il Governo ha rifinanziato con 3 miliardi di euro per l'anno 2021 con l'ultima manovra.

Le ulteriori risorse per garantire gli assegni mensili universali ammontano a circa 15 miliardi e saranno recuperate dalle sei misure di sostegno alla famiglia oggi in vigore (assegni al nucleo, bonus bebè, l'assegno dal terzo figlio in poi, il fondo natalità, ecc.). 

In totale, quindi, le risorse per l’assegno universale ammonterebbero per il 2021 a circa 19 miliardi e dal 2022 a circa 21,6 miliardi. L’aumento rispetto ai precedenti benefici per la famiglia ammonterebbe a circa il 40% nel 2022, quando la riforma dovrebbe entrare a pieno regime. 

Le sei misure sostituite dall'assegno unico

Se da un lato l'assegno ponte non cancella le agevolazioni fiscali per i figli a carico per tutto il 2021, dall'altro con l'introduzione del nuovo strumento di sostegno al reddito dei nuclei familiari si prevede il graduale superamento o soppressione degli altri provvedimenti a tutela delle famiglie, in particolare verranno eliminati: 

  • l’assegno ai nuclei con almeno tre figli minori, misura, introdotta nel 1999, che prevede l’assegnazione di un importo mensile alle famiglie con tre figli minori di 18 anni a carico. Nel 2020 la misura massima di tale assegno era di 145,14 euro mensili per 13 mensilità, spettante alle famiglie con ISEE inferiore a 8.788,99 euro (per 5 componenti);
  • l’assegno di natalità, introdotto dalla legge di Stabilità 2015, riconosciuto per ogni figlio adottato o nato entro l’anno considerato e corrisposto fino al primo anno di età o fino al primo anno di adozione. Il contributo previsto è scaglionato per fasce di reddito; nel 2020 era pari a 1.920 euro annui per famiglie con ISEE non superiore a 7mila euro, di importo pari a 1.440 euro per un valore dell’ISEE superiore a 7.000 euro ma inferiore a 40mila euro, pari a 960 euro per le famiglie con ISEE superiore a 40mila euro. A partire dal 2019, inoltre, per i figli successivi al primo l’importo viene aumentato del 20%;
  •  il premio alla nascita o all’adozione, introdotto con legge di Stabilità 2017, che consiste in un contributo una tantum per un importo pari a 800 euro, erogato in unica soluzione e spettante al compimento del settimo mese di gravidanza o all’atto dell’adozione;
  • il fondo di sostegno alla natalità, istituito con legge di Bilancio 2017 e con una dotazione di 13 milioni di euro per il 2020 e 6 milioni di euro a decorrere dal 2021. Il fondo è diretto a favorire l’accesso al credito alle famiglie con uno o più figli fino a tre anni (o fino a tre anni di adozione) tramite il rilascio di garanzie a banche e intermediari.

Nel quadro di una più ampia riforma del sistema fiscale, inoltre, le seguenti misure verranno gradualmente superate o soppresse:

  • le detrazioni IRPEF per figli a carico, che spettano in misura inversamente proporzionale al proprio reddito e si annullano per redditi pari o superiori a 95.000 euro;
  • l’assegno per il nucleo familiare, introdotto nel 1988 e spettante per un importo che dipende dal reddito e dal numero dei componenti del nucleo.

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