Il Recovery Plan proroga il Superbonus al 2022 senza piu’ condizioni

Superbonus - Foto di Ian Panelo da PexelsGrazie ai fondi del Recovery Plan, la proroga del Superbonus 110% prevista dalla legge di Bilancio 2021 non sarà più soggetta ai SAL per condomini e IACP. Si è conclusa così la partita sul bonus più atteso per ristrutturare casa, che incassa anche 8,26 miliardi di risorse aggiuntive.

Superbonus: i chiarimenti del Fisco

Con il voto del 12 gennaio, il Consiglio dei Ministri ha chiuso i giochi sul Piano nazionale per la ripresa e la resilienza (PNRR), facendo anche chiarezza una volta per tutte sulla proroga e sulle risorse destinate al Superbonus, la detrazione del 110% sulle opere edilizie di riqualificazione energetica e sismica degli edifici.

La maxi agevolazione fiscale per ristrutturare casa, infatti, era stata in qualche modo sacrificata nel confronto-scontro in seno alla maggioranza sul Recovery Plan, in quel marcato spostamento di risorse dai bonus agli investimenti.

Alla fine il compromesso raggiunto è stato quello di un aumento dei fondi destinati al Superbonus 110% e una proroga dell’agevolazione, senza più i paletti rappresentati dai SAL, previsti dalla legge di Bilancio 2021.

Proroga Superbonus 110%: cosa prevede il Recovery plan?

Nel testo approvato dal CdM, infatti, si legge che “al fine di dare maggiore tempo per gli interventi più complessi, si prevede di allungare l’applicazione della misura per gli IACP al 30 giugno 2023; e per i condomini fino al 31 dicembre 2022, a prescindere dalla realizzazione di almeno il 60% dei lavori”.

Si tratta insomma di una proroga che, nonostante non arrivi al 2023 come richiesto dal Parlamento, rappresenta comunque un passo in avanti rispetto alla legge di Bilancio che invece condizionava l’allungamento della misura allo stato di avanzamento dei lavori (SAL).

Oltre ad una proroga più snella, il compromesso trovato sul Recovery riguarda anche le risorse. Anche in questo caso il Governo alla fine ha deciso di stanziare più fondi rispetto a quelli già previsti dalla manovra (che comunque provenivano già dal Recovery). Parliamo di ben 8,26 miliardi di risorse aggiuntive che, sommate ai 10,26 miliardi già in essere, portano le risorse complessive del Recovery per il Superbonus a quota 18,51 miliardi di euro.

Col Superbonus riqualificato l’1% della superficie occupata da edifici privati

La scelta di prorogare senza condizioni il Superbonus e di stanziare oltre 8 miliardi in più, deriva del resto anche dall'obiettivo ambizioso dell’agevolazione che in questi mesi ha ricevuto il plauso un po' di tutti: imprese, Commissione europea, cittadini, associazioni ambientaliste.

L’obiettivo del Superbonus, si legge infatti nel documento, “è di aumentare in modo sostanziale il risparmio annuale generato dagli interventi di riqualificazione energetica. In termini di superficie sottoposta a riqualificazione energetica e sismica, si stimano circa 3 milioni di metri quadri riqualificati per anno, corrispondenti a circa l’1% della superficie complessivamente occupata da edifici residenziali”.

La misura del resto fa parte della seconda Missione del PNRR “Rivoluzione verde e transizione ecologica" che, tra le varie articolazioni, prevede infatti quasi 30 miliardi di euro per l'efficientamento energetico dell'edilizia pubblica e, tramite il Superbonus, privata.

Partenza a rilento per il Superbonus

Formalmente l’agevolazione è partita il 1° luglio 2020 ma, di fatto, si è dovuto attendere ottobre per avere a disposizione tutta la normativa necessaria per dare il via agli interventi. 

A rallentare ulteriormente i lavori si sono aggiunti poi i tempi dilatati per la concessione dei permessi edilizi causati dallo smart working della pubblica amministrazione.

La conferma è arrivata anche dal rapporto del Cresme "Il recupero e la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio: una stima dell'impatto delle misure di incentivazione" presentato alla Camera dei Deputati. La crescita dell’edilizia si è interrotta nel 2020, e secondo le stime del Cresme l'anno si chiuderà con un -7,4% come valore della produzione nelle costruzioni. La causa principale della contrazione è da ricercare non tanto nell'emergenza sanitaria quanto nel Superbonus 110% che ha causato un differimento dell'attività edilizia in attesa del pieno avvio del percorso attuativo.

Non a caso tutte le categorie interessate in questi mesi hanno chiesto di prorogare il Superbonus, per dare continuità alla misura per consentire alle famiglie di fare una programmazione degli interventi. Domande accolte dal Governo che adesso, con il Recovery Plan, ha esteso la misura di uno anno, senza più condizioni.

Questo sito web utilizza i cookie! Acconsenti ai nostri cookie, se continui ad utilizzare questo sito web.