Incentivi de minimis per chi investe in startup e PMI innovative: superati i 100 milioni a aprile

 

Startup - Foto di cottonbro da PexelsSuccesso atteso per il regime fiscale agevolato rivolto alle persone fisiche che investono in startup o in PMI innovative: gli investimenti hanno infatti registrato un forte incremento nel mese di aprile, arrivando a superare i 102 milioni.

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Il decreto del Ministero dello Sviluppo economico del 28 dicembre 2020, in attuazione del decreto Rilancio, ha previsto un incentivo fiscale in "de minimis" per chi investe in startup e PMI innovative. Incentivo partito in sordina nel primo mese di attività ma i cui numeri hanno registrato un netto miglioramento ad aprile

Incentivi per chi investe in startup e PMI innovative

Il decreto ministeriale ha sbloccato un’impasse lunga quasi due anni: le agevolazioni per chi investe in imprese innovative, infatti, erano già previste dalla Legge di Bilancio 2019 sotto forma di maggiorazione rispetto alle agevolazioni fiscali previste dal decreto 178/2012.

Per la misura prevista dalla Manovra 2019 però non è mai arrivata la necessaria autorizzazione della Commissione europea in materia di aiuti di Stato. 

Il nuovo decreto apporta alcuni importanti correttivi, indispensabili per avere il via libera UE. Innanzitutto, il bonus del 50% dev’essere circoscritto entro i limiti del regime “de minimis”; inoltre, cambia la platea cui l’incentivo si rivolge: non più, come nella versione 2019, le società di capitali, ma le persone fisiche.

A chi si rivolge l'incentivo fiscale per chi investe in startup e PMI innovative

L'incentivo prevede una detrazione IRPEF del 50% destinata alle persone fisiche che investono nel capitale di rischio di startup innovative o PMI innovative, ai sensi del Regolamento “de minimis”, con regimi differenziati in base alle imprese target: 

  • se l’investimento è diretto a una o più startup, scatta un tetto di 100mila euro in ciascun periodo d’imposta; 
  • se si tratta di una o più PMI innovative, il tetto è di 300mila euro in ciascun periodo d’imposta. 

Oltre il limite previsto per chi investe nelle PMI innovative, sulla parte eccedente l'investitore può detrarre il 30% in ciascun periodo d'imposta.

Rientrando nel perimetro del de minimis, la startup innovativa o la PMI innovativa destinataria dell’investimento non può ottenere aiuti in “de minimis” per più di 200mila euro nell’arco di tre esercizi finanziari.

L’investimento, che può essere effettuato direttamente nel capitale sociale o anche indirettamente attraverso organismi di investimento collettivo del risparmio che investono prevalentemente in startup innovative o PMI innovative, deve essere mantenuto per almeno 3 anni. Saranno ammessi come conferimenti in denaro anche la compensazione dei crediti in sede di sottoscrizione di aumenti del capitale.

Come presentare la domanda

Per l'annualità 2020, la domanda deve essere trasmessa al MISE dal 1° marzo al 30 aprile 2021, tramite l’apposita piattaforma, prima di effettuare l’investimento nell’impresa beneficiaria da parte del soggetto investitore.  Per l’accesso, è necessario essere in possesso di Spid, della Pec dell’impresa beneficiaria, iscritta al Registro imprese ed attiva, e di una firma digitale.

Domande e risposte sugli incentivi de minimis per chi investe in startup e PMI innovative

Il 23 marzo il Ministero dello Sviluppo economico ha pubblicato le risposte alle domande frequenti sugli incentivi fiscali de minimis all’investimenti in startup e PMI innovative, chiarendo alcuni punti su modalità di presentazione della domanda, investimenti ammissibili e agevolazioni concedibili.

FAQ sugli investimenti ammissibili

La detrazione spetta solo sugli aumenti di capitale successivi alla costituzione societaria o si può fruire di questa anche per il conferimento iniziale di capitale sociale in start up innovativa?

Il decreto del 28 dicembre 2020 prevede che, prima dell'investimento, l'impresa beneficiaria presenti istanza di accesso al beneficio attraverso la piattaforma informatica dedicata. Tale disposizione preclude che l'investimento effettuato in sede di costituzione societaria possa ottenere il beneficio fiscale in oggetto poiché privo del requisito di cui sopra. L'unica eccezione riguarda gli investimenti effettuati tra il primo gennaio 2020 e la data di inizio di operatività della piattaforma (1 marzo 2021), per i quali è possibile presentare istanza sulla piattaforma successivamente all'effettuazione dell'investimento.

Nel campo "Esercizio finanziario" va inserito l'esercizio finanziario in cui è stato effettuato l'investimento (es: 2020) o l'esercizio finanziario attuale (es: 2021)?

L'esercizio finanziario nel quale è stato effettuato l'investimento.

Le detrazioni possono riguardare conferimenti diversi da quelli in denaro?

No, le agevolazioni si applicano esclusivamente ai conferimenti in denaro, effettuati in sede di aumento del capitale sociale di una startup o di una PMI innovativa già costituita (o in sede di costituzione di società esclusivamente per gli investimenti effettuati tra il primo gennaio 2020 e il primo marzo 2021). Inoltre, sono agevolati solo i conferimenti iscritti alla voce del capitale sociale e della riserva sovrapprezzo delle azioni o quote della start-up o della PMI innovativa.

Non possono, quindi, essere agevolati i conferimenti in denaro a fondo perduto iscritti in altre voci del patrimonio netto, diverse dal capitale sociale e dalla riserva da sovraprezzo.

Qual è il momento di effettuazione dell’investimento?

Il periodo di imposta in cui il conferimento si intende effettuato, che coincide normalmente con quello in cui il conferente ha diritto ad operare la detrazione come soggetto IRPEF. In caso di sottoscrizioni di aumenti di capitale, l’investimento si considera effettuato alla data del deposito per l’iscrizione nel registro imprese della delibera di aumento del capitale sociale della startup o della PMI innovativa ovvero – se successiva – alla data in cui viene depositata per l’iscrizione nel registro delle imprese l’attestazione da parte degli amministratori dell’avvenuto aumento del capitale sociale ai sensi dell’articolo 2444 del codice civile per le società per azioni e 2481-bis, ultimo comma, per le società a responsabilità limitata.

Per quanto riguarda, poi, l’ipotesi di conferimento agevolato derivante dalla conversione di obbligazioni convertibili, lo stesso si intende effettuato alla data di efficacia della conversione.

FAQ sulle agevolazioni concedibili

L’incidenza sul plafond “de minimis” si applica sia ai soggetti investitori che all’impresa beneficiaria?

Il plafond “de minimis” di 200.000 euro nell’arco di tre esercizi finanziari riguarda unicamente l’impresa beneficiaria. Per l’investitore si applicano i limiti di cui all’art. 3, commi 1 e 2 del Decreto 28 dicembre 2020.

In caso di investimento in startup innovative pari a 100.000 euro, il plafond “de minimis” viene eroso per 100.000 euro o per 50.000 euro?

Il calcolo sul plafond “de minimis” viene fatto in base alla detrazione di cui fruirà l’investitore, nell’esempio fatto pari a 50.000 euro.

E’ sempre valido il regime di cui all’art. 29 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito con modificazioni dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221 (che prevede una detrazione al 30%) o deve per forza essere utilizzato il regime di cui all’art. 29 bis (che prevede una detrazione al 50% nei limiti del “de minimis”)?

I due regimi sono entrambi validi ed attivi, nel primo caso si applica la regolamentazione disciplinata dal decreto 7 maggio 2019, nel secondo caso quella dettata dal Decreto 28 dicembre 2020. Se ricorrere all’incentivo al 30% o all’incentivo fiscale al 50% in “de minimis” è una libera scelta dell’impresa sulla base delle caratteristiche e delle condizioni dell’impresa stessa e del soggetto investitore (es: incapienza fiscale del soggetto investitore o superamento del plafond “de minimis” da parte della società destinataria dell’investimento).

FAQ su modalità e termini per la presentazione delle domande

Quali sono le modalità operative di presentazione delle domande di agevolazioni?

Le modalità di presentazione delle domande di agevolazioni sono definite dalla circolare n. 1.2021 del 25 febbraio 2021.

L’impresa destinataria dell’investimento è rappresentata legalmente da una persona fisica: deve accreditarsi presso la piattaforma informatica prima di inserire la domanda?

No. L’impresa, il cui rappresentante legale sia una persona fisica, può accedere ordinariamente alla piattaforma attraverso le credenziali SPID del rappresentante legale stesso. L’accreditamento presso il MiSE è obbligatorio solo se l’impresa richiedente non è amministrata da una persona fisica, ma è amministrata da una o più persone giuridiche o enti diversi da persone fisiche.

Per godere del beneficio fiscale in “de minimis” occorre inoltrare la domanda al MiSE tramite la piattaforma informatica?

Sì, è necessario che il legale rappresentante dell’impresa inoltri istanza esclusivamente tramite la piattaforma dedicata. Le istanze inviate con modalità diverse non sono considerate valide e non verranno accolte.

Qualora la startup non intenda ricorrere al beneficio fiscale in “de minimis”, l’adempimento relativo all’istanza da inoltrare al MISE va effettuato anche per gli investimenti delle agevolazioni fiscali del 30% fino ad un milione per le persone fisiche e del 30% fino ad un 1,8 milione per le persone giuridiche?

No, per gli investimenti su cui si richiede l’agevolazione al 30% non è necessario inoltrare istanza sulla piattaforma “de minimis”, ma è necessario attenersi alle disposizioni del decreto 7 maggio 2019 che disciplina tale incentivo. Tali investimenti non rientrano nel cumulo “de minimis” per l’impresa beneficiaria.

La domanda può essere presentata anche da una società costituenda?

No, ai fini della presentazione della domanda non solo la startup o PMI innovativa deve essere già costituita, ma deve anche essere regolarmente iscritta nell’apposita sezione speciale del Registro delle imprese alla data di trasmissione dell’istanza.

Ai fini dell’inserimento dell’istanza nella piattaforma cosa è necessario possedere?

E’ necessario essere in possesso della seguente strumentazione:

  • SPID del legale rappresentante;
  • indirizzo PEC valido dell’impresa beneficiaria;
  • indirizzo PEC valido del soggetto investitore;
  • firma digitale del legale rappresentante.

L’investitore non ha un indirizzo PEC, può utilizzare quello di un’altra persona?

No, l’Amministrazione deve avere certezza che le comunicazioni arrivino al destinatario e la PEC - avente valore legale di una raccomandata con avviso di ricevimento – informa dell’avvenuta o mancata consegna del messaggio, con l’ora e la data preciso dell’invio e della ricezione.

In caso di più investitori persone fisiche come si fa ad inserire la domanda nella piattaforma?

Poiché la detrazione fiscale riguarda ciascun singolo investitore, occorre inserire una domanda per ciascun investitore. Quindi l’impresa beneficiaria può presentare più di un'istanza, per ciascun diverso soggetto investitore che effettua l’investimento nella stessa, fermo restando che non può superare i massimali di aiuto stabiliti dal Regolamento “de minimis”. Rimangono inoltre in ogni caso fermi i massimali di investimento e di agevolazione fiscale stabiliti dal decreto del 28 dicembre 2020, che ciascun soggetto investitore è tenuto a rispettare per fruire del beneficio.

La detrazione in “de miminis” vale anche per investitori persone giuridiche? 

No, il regime di cui al decreto 28 dicembre 2020 riguarda solo gli investimenti effettuati da persone fisiche.

Il punto sulle agevolazioni

A marzo gli investimenti destinati a startup e PMI innovative finora agevolati attraverso l'incentivo hanno raggiunto quota 27 milioni di euro. Nel primo mese di operatività della misura sono state ammesse circa 1.688 operazioni di investimento, per le quali sono state concesse agevolazioni per oltre 13 milioni di euro.

Numeri decisamente in rialzo ad aprile, quando da 27 milioni si è passati a oltre 102 milioni di euro. Al 30 aprile le operazioni di investimento complessivamente ammesse sono state 7.567, rispetto alle 1.688 di fine marzo, mentre le agevolazioni concesse sono passate dai 13 milioni di fine marzo ai 46 milioni di euro di fine aprile.

Le imprese che hanno presentato le richieste sono complessivamente 1.164 e sono prevalentemente presenti nelle regioni Lombardia, Piemonte e Lazio. Gli incentivi sono stati finora maggiormente richiesti da startup e PMI innovative che operano prevalentemente nei settori dell’ICT, del manifatturiero e dei servizi di consulenza e ricerca e sviluppo.

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