Recovery Plan: a maggio indicazioni dettagliate sulla governance

Recovery plan, la squadra del premier DraghiIl Piano nazionale ripresa e resilienza di Draghi dà indicazioni ancora abbozzate sulla governance: la regia sarà di Palazzo Chigi e MEF, con il coinvolgimento dei ministeri e degli enti locali. I dettagli dovrebbero arrivare con un apposito provvedimento a maggio. Nel frattempo, maggioranza e parti sociali pressano per avere un ruolo.

Cosa prevede il Recovery Plan di Draghi: mission, progetti e riforme

In vista della stesura definitiva del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), che dovrà essere inviato alla Commissione europea entro il 30 aprile, resta aperta la partita sulla governance. Partita che sembra coinvolgere sempre più giocatori, dai partiti di maggioranza alle parti sociali, ognuno interessato ad avere un posto nella governance del piano.

A definire i dettagli sarà un decreto che il Consiglio dei ministri dovrebbe licenziare a maggio e che con ogni probabilità condurrà ad un confronto acceso per decidere chi è dentro e chi è fuori.

I partiti di maggioranza - che Draghi ha incontrato nei giorni scorsi per discutere del Piano - avrebbero fatto pressing per avere un posto nella governance. Proposta arrivata anche dalle parti sociali, che al termine dell'incontro del 20 aprile con il premier hanno chiesto una valutazione delle ricadute economiche ed occupazionali delle misure del Recovery Plan, con una presenza nella governance per verificare e monitorare lo stato d’attuazione del Pnrr.

Cosa sappiamo finora sulla governance del Recovery

In base all'ultima versione del Piano, i meccanismi di governance dovrebbero essere basati sul centro di controllo al Ministero dell'Economia, interlocutore unico per le verifiche sull’attuazione, e su una cabina di regia politica a Palazzo Chigi la cui composizione finale è ancora al centro delle discussioni fra i partiti.

Le schede del PNRR non entrano ancora nel dettaglio, ma abbozzano una gestione su più livelli. L'attuazione sarà affidata alle strutture operative coinvolte, vale a dire i ministeri e gli enti locali e territoriali, cui spetterà la realizzazione degli investimenti e delle riforme entro i tempi concordati, oltre alla gestione regolare, corretta ed efficace delle risorse.

Delle attività di monitoraggio, rendicontazione e trasparenza si occuperà il MEF, cui spetterà da un lato il compito di monitorare e controllare i progressi nell'attuazione di riforme e investimenti, dall'altro fungerà da punto di contatto unico per le comunicazioni con la Commissione europea. 

I 15 funzionari della squadra Draghi

In base alle indicazioni delle scorse settimane circa i componenti dei vari livelli di governance, il ministro Franco ha scelto Carmine Di Nuzzo, dirigente della Ragioneria dello Stato, come coordinatore dell'unità di missione, da cui dipenderanno il coordinamento e la rendicontazione del Piano. Insieme a Di Nuzzo c'è Federico Giammusso, capo della segreteria tecnica del ministro dell' Economia.

Il premier Draghi, invece, affida a Marco Leonardi, docente alla Statale di Milano, la guida del Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica presso la presidenza del Consiglio dei ministri e da quella sede si occuperà anche del Recovery Plan.

Per il ministro del Sud e della Coesione territoriale sono al lavoro sul PNRR, oltre ovviamente alla ministra Mara Carfagna, l'avvocato dello Stato Giacomo Aiello, il capo di gabinetto e consigliere di Stato Giulio Veltri, il capo dell'Ufficio legislativo Piercamillo Falasca, consigliere del ministro, analista economico. 

Il ministro Enrico Giovannini, per sbrogliare la difficile matassa delle Infrastrutture, ha schierato il capo della struttura tecnica di missione Giuseppe Catalano e quello della segreteria tecnica Mauro Antonelli, creando parallelamente un comitato ad hoc per mettere a punto il programma degli investimenti e seguire successivamente le fasi di monitoraggio e di attuazione.

Al dicastero della Transizione Ecologica è proprio il ministro Roberto Cingolani a seguire in prima persona il dossier, insieme a Rosaria Romano, per il capitolo rinnovabili ed efficienza energetica, e Gilberto Dialuce, con Laura D'Aprile per l'economia circolare. Su questo fronte, è stato avviato un forte coordinamento con i referenti della task-force del Mef per le materie della transizione energetica e con gli esperti di McKynsey.

Per rivoluzionare la Pubblica amministrazione italiana, il ministro Renato Brunetta ha scelto Marcella Panucci, capo di gabinetto ed ex direttore generale di Confindustria. Questa riforma, che accompagnerà i lavori sul Recovery Plan, verrà portata avanti d'intesa con Palazzo Chigi e gli altri ministeri interessati, a partire da quello della Giustizia.

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