Decreto Certificati bianchi: ci siamo quasi

Decreto Certificati bianchi - Foto di Burak K da PexelsL’Arera ha inviato il suo parere al ministro della Transizione ecologica sull’atteso decreto Certificati bianchi. Il provvedimento, in standby da mesi, determina gli obiettivi quantitativi di risparmio energetico per il 2021-2024, da conseguire attraverso i titoli di efficienza energetica (TEE).

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Si tratta di un provvedimento molto atteso, non solo per via dei tempi dilatati - doveva essere pubblicato a dicembre - ma anche perché serve a sanare un vuoto normativo che genera pesanti ripercussioni sugli operatori, con ingenti perdite economiche ed elevato rischio di sanzioni.

Il calo dei certificati bianchi nel 2020

In base alla fotografia dell’ultimo report GSE, lo scorso anno sono stati riconoscuti circa 1,7 milioni di Titoli di Efficienza Energetica, pari a circa 0,57 Mtep di risparmi energetici ottenuti. 

Si tratta di un calo del 41% rispetto all’anno precedente, così importante da insufficienti a garantire l’adempimento dell’obbligo minimo per il 2020.

Il decreto Certificati bianchi

Il decreto che regola il meccanismo dei titoli di efficienza energetica, meglio noto come decreto Certificati bianchi, dovrebbe introdurre disposizioni per rilanciare il meccanismoregolamentare i nuovi obblighi di efficienza energetica nel periodo 2021-2024, prevedendo al contempo l’adeguamento dell’obbligo 2020 all’orizzonte temporale ridotto a causa degli effetti dell’emergenza pandemica sull’anno d’obbligo 2019.

Il nuovo decreto Certificati Bianchi disciplina una serie di misure con cui affrontare le maggiori criticità: ad esempio, introducendo semplificazioni nella presentazione dei progetti, allargando la platea di interventi ammissibili e dando la possibilità di chiedere valutazioni preventive. 

“Si tratta di una norma importante che sblocca un sistema in stallo, risolve criticità dell’attuale meccanismo rendendo più semplici le procedure e rimodula gli obiettivi del 2020, la cui scadenza per l’assolvimento è prevista il 31 maggio 2021 anche alla luce della scarsa liquidità del mercato dovuta alle conseguenze dell’attuale emergenza sanitaria”, ha spiegato il sottosegretario alla Transizione ecologica Vannia Gava a fine marzo.

“Sui certificati bianchi stiamo recuperando il tanto tempo che si è inspiegabilmente perso fino ad oggi”, ha sottolineato Gava annunciando nel corso della Conferenza Stato-Regioni del 26 marzo che “il decreto ‘Determinazione degli obiettivi quantitativi di risparmio energetico per gli anni dal 2021 al 2024 sarà trasmesso nei prossimi giorni ad Arera e alla Conferenza unificata e potrà poi vedere finalmente la luce”. 

Il 15 aprile si è sbloccato un altro passaggio: l’Arera ha dato il suo parere al ministro della Transizione Ecologica sul provvedimento, come emerge dal resoconto dell’attività del Collegio dell’Autorità. 

Nel frattempo, l’aggiornamento della normativa in materia di certificati bianchi è stato assegnato alla commissione Industria del Senato che sul tema svolgerà due audizioni nel corso della prossima settimana: il 20 aprile saranno ascoltati i rappresentanti di RSE, ARERA ed ENEA, mentre il 22 aprile sarà la volta dei rappresentanti della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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