Cosa finanzia il fondo Complementare al Recovery

Fondo Complementare - Foto di Jimmy Chan da PexelsIl superbonus, in primis, ma anche il piano Transizione 4.0 e alcune opere infrastrutturali che potranno essere realizzate anche oltre i sei anni previsti dal Piano nazionale ripresa e resilienza. Il fondo Complementare al PNRR vale 30,6 miliardi ed ha regole di ingaggio simili al Recovery vero e proprio.

Cosa prevede il Recovery Plan di Draghi

Ai 191,5 miliardi di fondi europei del Piano nazionale ripresa e resilienza si aggiungono 30,6 miliardi del fondo Complementare, il cosiddetto Recovery domestico o come lo chiamano alcuni "fondone", in cui rientrano gli investimenti che non sono inclusi nel Recovery vero e proprio. 

Cos’hanno in comune Recovery e Fondo Complementare

Il Recovery domestico segue il modello del piano comunitario, anche per sfruttare le semplificazioni procedurali previste dal Next Generation EU.

Come il cugino europeo, indicherà chiaramente milestones e target per ogni progetto, e le opere finanziate saranno soggette ad un attento monitoraggio, proprio come previsto per quelle finanziate dal Piano nazionale ripresa e resilienza. 

Inoltre, utilizzerà le medesime procedure abilitanti del PNRR.

La differenza tra i due

L’unico elemento che differenzia in modo rilevante i due strumenti riguarda gli obblighi di rendicontazione: per il fondo Complementare, cioè, non è previsto nessun obbligo di rendicontazione a Bruxelles. Inoltre, in alcuni casi sarà data la possibilità di scadenze più lunghe rispetto al 2026. Per sapere di quali casi si tratti occorrerà aspettare l'approvazione definitiva del Recovery e del provvedimento che disciplina il fondo. 

Quali progetti saranno finanziati dal fondo Complementare?

Sono in totale 31 i progetti di investimento finanziati dal Fondo Complementare. Di questi gran parte riguardano gli interventi infrastrutturali, soprattutto per i trasporti. 

Vi rientra poi il piano Transizione 4.0, che oltre ai quasi 14 miliardi dal Recovery può contare su circa 5 miliardi dal Fondo Complementare.

A questi si aggiungono 4,72 miliardi dedicati al superbonus 110% per cui è prevista una proroga a fine 2023 e una serie di semplificazioni sul piano procedurale per ampliare la portata della misura e renderla più snella.

Consulta gli investimenti previsti dal Fondo Complementare

Nel complesso, gli interventi del Recovery domestico riguardano i seguenti ambiti:

  • servizi digitali e cittadinanza digitale – Piattaforma PagoPA e App “IO”;
  • tecnologie satellitari ed economia spaziale;
  • riqualificazione edilizia residenziale pubblica;
  • interventi per le aree del terremoto;
  • “Ecobonus e Sismabonus”;
  • infrastrutture e mobilità sostenibili (rinnovo flotte, bus, treni e navi verdi) per la sostenibilità ambientale dei porti e il miglioramento dell’accessibilità e della sicurezza delle strade;
  • investimenti strategici sui siti del patrimonio culturale, edifici e aree naturali e per altri interventi in materia;
  • salute, ambiente e clima; ospedale sicuro e sostenibile; ecosistema innovativo della salute;
  • case dei servizi di cittadinanza digitale; transizione 4.0; accordi per l’innovazione;
  • costruzione e miglioramento di padiglioni e spazi per strutture penitenziarie per adulti e minori;
  • contratti di filiera e distrettuali per i settori agroalimentare, pesca e acquacoltura, silvicoltura, floricoltura e vivaismo;
  • iniziative di ricerca per le tecnologie e percorsi innovativi in ambito sanitario e assistenziale.

Più risorse per il Fondo per lo sviluppo e la coesione

L’articolo 2 del decreto "Piano nazionale per gli investimenti complementari" incrementa inoltre la dotazione del Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC), periodo di programmazione 2021-2027, per un importo complessivo di 15.500 milioni di euro.

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