Contratto di espansione per imprese con 100 addetti

 

Contratto di espansione - Photo credit: Foto di Ronald Carreño da Pixabay Con l'entrata in vigore del decreto Sostegni bis (dl n. 73-2021), la platea dei beneficiari dello strumento si allarga alle PMI con almeno 100 dipendenti.

I chiarimenti INPS sul contratto di espansione

Il contratto di espansione è stato introdotto dal decreto Crescita come uno strumento a sostegno dei processi di reindustrializzazione e riorganizzazione delle grandi imprese con un organico superiore a 1.000 unità, attraverso un mix di interventi: il prepensionamento dei lavoratori che si trovino a non più di 60 mesi dal conseguimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata, l'accesso alla cassa integrazione straordinaria per quelli che non possono usufruire dello scivolo di cinque anni, la formazione per i dipendenti le cui competenze devono essere aggiornate e nuove assunzioni di risorse umane qualificate e specializzate in linea con le nuove esigenze dell'azienda.

La legge di Bilancio 2021 ha allargato, solo per l'anno in corso, la platea dei beneficiari alle aziende con almeno 500 dipendenti, soglia che scende a 250 addetti per l'accesso allo scivolo pensionistico. L'estensione della misura alle PMI con 100 addetti - sollecitata da tempo dalle parti sociali per affrontare le transizioni occupazionali che presumibilmente si verificheranno con il venire meno della cassa integrazione Covid gratuita e del blocco dei licenziamenti - trova ora posto nel decreto Sostegni bis, il dl n. 73-2021 pubblicato in Gazzetta ufficiale il 25 maggio, insieme a nuove risorse per finanziare l'allargamento della platea.

La soglia dimensionale per l'accesso allo strumento scende a 100 addetti, con un incremento della spesa di 101,7 milioni per l'anno 2021, 225,5 milioni per l'anno 2022, 50,5 milioni per il 2023 e 30,4 milioni per il 2024.

Il contratto di espansione in sintesi

Il contratto di espansione presuppone l'adozione di un Piano di riconversione dell’azienda che espliciti:

  • numero e profili professionali dei lavoratori da assumere per realizzare il processo di reindustrializzazione o riorganizzazione aziendale,
  • cronoprogramma delle nuove assunzioni e durata a tempo indeterminato dei contratti di lavoro, compreso il contratto di apprendistato professionalizzante,
  • riduzione complessiva media dell'orario di lavoro e numero dei lavoratori in organico interessati dalla CIGS, prevista per un periodo massimo di 18 mesi,
  • numero dei lavoratori che si trovino a non più di 60 mesi dal conseguimento del diritto alla pensione di vecchiaia e che possono accedere allo scivolo di 5 anni, percependo dall'azienda, a fronte della risoluzione del rapporto di lavoro e fino al raggiungimento del primo diritto a pensione, un'indennità mensile (che può comprendere anche la NASpI, se spettante), commisurata al trattamento pensionistico lordo maturato dal lavoratore al momento della cessazione del rapporto di lavoro.

Per i lavoratori che non possono accedere all'agevolazione all'esodo sono previsti piani di formazione e riqualificazione per l'acquisizione di competenze tecniche diverse da quelle in cui sono adibiti, anche mediante la sola applicazione pratica.

L'accesso alla misura è subordinato a una procedura di consultazione finalizzata a stipulare in sede governativa il contratto di espansione con il Ministero del Lavoro e con i sindacati, previa verifica del progetto di formazione e di riqualificazione, del numero delle nuove assunzioni e della copertura finanziaria. 

Per approfondire: Contratto di rioccupazione, sgravi contributivi, licenziamenti: le novità nel testo del Sostegni bis

Consulta il testo del decreto-legge n. 73-2021 Sostegni bis in Gazzetta ufficiale

Photo credit: Foto di Ronald Carreño da Pixabay 

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