Dl Infrastrutture: incentivi Resto al Sud anche per le isole minori

 

Resto al Sud - Photo credit: IslandVitaIn Gazzetta ufficiale il decreto n. 121-2021 che rende disponibili le agevolazioni per l'avvio di nuove imprese nel Mezzogiorno - già estese al cratere sismico - anche nei Comuni delle isole minori del Centro e Nord Italia.

Legge di Bilancio 2021: agevolazioni Resto al Sud fino a 55 anni

L'allargamento di Resto al Sud alle isole minori, annunciato a giugno dalla ministra per il Sud e la Coesione territoriale in occasione del Tavolo istituzionale permanente del CIS S. Stefano-Ventotene, è stato formalizzato con il decreto Infrastrutture approvato in Consiglio dei Ministri il 2 settembre e ora approdato in Guri.

"È una esigenza che mi è stata rappresentata da più parti - ha spiegato in occasione del Tavolo istituzionale la ministra - e che ritengo strategica nel più ampio pacchetto di interventi a disposizione delle isole minori per i prossimi anni”, tra cui un piano da 200 milioni di euro previsto dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) per la transizione ecologica e l’economia circolare delle isole.

L'obiettivo dell'estensione di Resto al Sud anche ai progetti imprenditoriali da realizzare nelle isole minori delle regioni italiane che non rientrano nei territori target della misura, ha precisato la ministra, è “realizzare in concreto il principio costituzionale della piena eguaglianza, consentendo a tutti i cittadini italiani di disporre di pari diritti e pari opportunità, a prescindere dalla zona geografica di residenza".

I territori insulari ammessi alle agevolazioni sono quelli dei comuni di Campo nell'Elba, Capoliveri, Capraia, Giglio, Marciana, Marciana Marina, Ponza, Porto Azzurro, Portoferraio, Portovenere, Rio, Ventotene, localizzati nelle isole minori del Centro-Nord.

Per approfondire: Dl infrastrutture: via ai Fondi progettazione e perequazione infrastrutturale

Resto al Sud, come funziona

Ideato per sostenere l'avvio di nuove iniziative imprenditoriali da parte di giovani fino a 35 anni residenti o disponibili a stabilirsi nelle Regioni del Mezzogiorno e lo sviluppo delle neo imprese già costituite negli stessi territori da giovani imprenditori, il regime di aiuto Resto al Sud è stato successivamente ampliato al cratere sismico del Centro Italia (Lazio, Marche, Umbria), con il target allargato prima ai soggetti di età inferiore ai 46 anni e ai liberi professionisti e poi, con la manovra 2021, fino a un'età massima di 55 anni.

Le proposte imprenditoriali possono riguardare:

  • attività produttive nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura
  • fornitura di servizi alle imprese e alle persone
  • turismo
  • attività libero professionali (sia in forma individuale che societaria).

La misura copre il 100% dei costi di avvio delle nuove iniziative imprenditoriali, per il 50% in forma di finanziamento bancario assistito dal Fondo di garanzia per le PMI e per il 50% in forma di contributo a fondo perduto, fino a un massimo di 50mila euro per ogni richiedente e fino a 200mila euro nel caso di società composte da quattro soci.

A queste agevolazioni il decreto Rilancio ha aggiunto un ulteriore contributo a fondo perduto a copertura del fabbisogno di circolante per i soggetti già beneficiari di Resto al Sud che hanno completato il programma di spesa oggetto del finanziamento. L'aiuto ammonta a 15mila euro per le attività di lavoro autonomo e libero-professionali esercitate in forma individuale e ad un massimo di 40mila euro per le società.

Le domande di agevolazione devono essere presentate a Invitalia, che le valuta in ordine cronologico di arrivo.

Cosa c'è nel dl Rilancio per il Mezzogiorno

Consulta il decreto Infrastrutture n. 121-2021 nella Gazzetta ufficiale del 10 settembre 2021

Photo credit: IslandVita

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