Contributi per il caro materiali: firmato il DM per il Fondo da 100 milioni

 

Photocredit: Peter Lomas en Pixabay Nuovo step operativo per gli incentivi 2021 alle imprese edili per contrastare il caro materiali causato dal Covid. Qualche giorno fa, infatti, è stato firmato il decreto con i criteri per accedere al Fondo da 100 milioni. Atteso a fine ottobre, invece, il provvedimento che individuerà gli scostamenti di prezzo.

Cosa prevede il dl Sostegni bis

Dovrebbe essere in fase di pubblicazione il decreto ministeriale firmato il 30 settembre dal ministro alle infrastrutture, Enrico Giovannini, che contiene i criteri per il riparto dei 100 milioni del Fondo creato dal decreto Sostegni bis (dl 73-2021) per aiutare le imprese edili che operano nei cantieri pubblici, colpite dall'aumento dei prezzi delle materie prime.

Ancora in fase di definizione invece il decreto che mapperà le variazioni percentuali dei principali materiali da costruzione, registrate nei primi sei mesi del 2021.

I due provvedimenti fanno parte della strategia messa in campo dal governo per evitare che l'aumento dei prezzi delle materie prime paralizzi i cantieri pubblici (soprattutto ora, alla vigilia delle opere da finanziare con il PNRR), portando ad un collasso delle imprese appaltatrici.

Vigile l’ANCE che, oltre a chiedere misure analoghe anche per l'edilizia privata, mette in guardia sui tempi troppo lunghi della procedura per i cantieri pubblici e chiede concretezza nel provvedimento che fotograferà l’aumento dei prezzi. 

Dl Sostegni bis: il meccanismo di compensazione per le aziende appaltatrici di opere pubbliche

Negli ultimi mesi tra gli effetti negativi causati dalla pandemia figura anche l'impennata dei prezzi delle materie prime che stanno zavorrando molte imprese del settore edile, con ricadute potenzialmente nocive anche sulla realizzazione delle opere pubbliche. “Al fine di assicurare il giusto equilibrio contrattuale ed evitare ritardi nella realizzazione di dette opere”, spiega quindi il MiMS, nella legge di conversione del decreto Sostegni bis è stato “introdotto un meccanismo di compensazione a favore delle aziende appaltatrici di opere pubbliche” che funziona nel modo seguente.

“Per i contratti in corso di esecuzione”, il ministero “rileverà entro il 31 ottobre 2021, con proprio decreto, le variazioni percentuali, in aumento o in diminuzione, superiori all’8%, relative al primo semestre 2021 dei prezzi dei principali materiali da costruzione”.

Una volta mappati gli aumenti dei prezzi e pubblicato il decreto, gli appaltatori potranno presentare apposita istanza di compensazione rivolgendosi direttamente alla stazione appaltante entro 15 giorni dalla data di pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale.

“Per far fronte alle compensazioni - prosegue il ministero - ciascuna stazione appaltante potrà utilizzare nei limiti del 50% le somme accantonate per imprevisti nel quadro economico di ogni progetto”.

Dato che l'aumento dei prezzi dei materiali da costruzione ha interessato il 2021, le compensazioni riguarderanno le “lavorazioni eseguite e contabilizzate dal direttore dei lavori dal primo gennaio del 2021 fino al 30 giugno del 2021”, calcolate in base alla “data dell'offerta”. Le compensazioni, specifica inoltre l’emendamento, saranno determinate “al netto delle compensazioni eventualmente già liquidate o riconosciute in relazione al primo semestre dell'anno 2021”.

Dl Sostegni bis: Fondo da 100 milioni per aumento prezzi edilizia 2021

“In caso di insufficienza delle risorse, le stazioni appaltanti potranno” però attingere anche ad un ulteriore bacino di risorse e cioè un Fondo da 100 milioni di euro appositamente costituito e su cui il 30 settembre è stato firmato il decreto ministeriale.

Oltre a prevedere infatti la possibilità di usare anche “le somme derivanti dai ribassi d'asta, qualora non ne sia prevista una diversa destinazione in base alle norme vigenti, nonchè le somme disponibili relative ad altri interventi ultimati di competenza della medesima stazione appaltante e per i quali non siano stati eseguiti i relativi collaudi”, l'emendamento prevede anche la creazione presso il MiMS di questo Fondo ad hoc.

Due i criteri di riparto del Fondo previsti nel DM di prossima pubblicazione. Da un lato infatti il plafond è stato suddiviso in tre parti sostanzialmente uguali: 33 milioni sia per le grandi, sia per le medie imprese e 34 milioni per le piccole. Una mossa che non convince molti analisti, considerando la preminenza di piccole imprese anche negli appalti pubblici.

Dall’altro il decreto prevede al contempo (come un secondo criterio vero e proprio) che ciascuna impresa concorra “alla distribuzione delle risorse (...) esclusivamente in ragione della propria qualificazione (...), a prescindere dall’importo del contratto aggiudicato”.

Quanto alle tempistiche, il decreto prevede che la richiesta di accesso al Fondo da parte dei soggetti tenuti all'applicazione del codice degli appalti, possa avvenire entro 60 giorni dalla pubblicazione del DM in Gazzetta ufficiale.

La cessione del credito superbonus 110% crea extra debito? L’Eurostat prende tempo

Ampliamento dei contributi anche all'edilizia privata?

Nonostante il pressing delle imprese, per ora gli incentivi contro il caro materiali interessano solo i cantieri pubblici, ad eccezione delle aree del sisma del 2016 dove l’ordinanza 118-2021 ha aumentato il contributo pubblico di ricostruzione anche per case e siti produttivi.

In attesa di vedere se nei prossimi provvedimenti saranno stanziati soldi anche per i cantieri privati, intanto l’ANCE rileva alcune criticità nella norma su quelli pubblici. A preoccupare i costruttori sono soprattutto tre aspetti. Da un lato i tempi troppo lunghi per ricevere le compensazioni. “Chi si è visto costretto, sin dall'ultimo trimestre 2020, a riconoscere alle ditte fornitrici rilevanti adeguamenti contrattuali potrà ipotizzare di ottenere un qualche ristoro (forse anche solo parziale) non prima di marzo 2022!”, scrive infatti il vice presidente dell’ANCE, Edoardo Bianchi, dalle colonne del Sole24Ore.

Dall’altro il timore che il provvedimento che mapperà l’aumento dei prezzi sia redatto sulla base di “criteri vagamente statistici” capaci di registrare “variazioni assolutamente disancorate dalla realtà”.

In ultimo il fatto che la tutela per l'aumento dei materiali interessi ad oggi solo il primo semestre 2021

Consulta la Legge di conversione del dl 73-2021, pubblicata sulla GURI n. 176 del 24.07.2021 (L. 106-2021)

Consulta il testo coordinato del decreto legge 73-2021, pubblicato sulla GURI n. 176 del 24.07.2021

Photocredit: Peter Lomas en Pixabay 

Per leggere il contenuto prego
o

Questo sito web utilizza i cookie! Acconsenti ai nostri cookie, se continui ad utilizzare questo sito web.