Edilizia scolastica: nuovi fondi per asili nido e scuole dell'infanzia

 

Piano sistema integrato educazione e istruzione - Foto di max fischer da PexelsIl Consiglio dei Ministri, su proposta del ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi, ha deliberato l'adozione del Piano di azione nazionale pluriennale per la promozione del Sistema integrato di educazione e di istruzione per i bambini di età compresa tra zero e sei anni per il quinquennio 2021-2025.

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Dopo l'approvazione dell’intesa relativa al Piano pluriennale per il Sistema integrato 0-6, raggiunta lo scorso 17 luglio, il testo - come riporta una nota diffusa da Palazzo Chigi - è stato condiviso con il ministero dell’Economia e delle finanze, le Regioni e l’ANCI ed è stato approvato in sede di Conferenza unificata.

Il Piano di azione nazionale per la promozione del Sistema integrato 0-6 anni, per il quinquennio 2021/2025, prevede la ripartizione di un Fondo annuale pari a 309 milioni di euro e definisce in maniera dettagliata gli interventi che dovranno essere realizzati.

Il documento stabilisce che ciascuna Regione e Provincia autonoma assegni una quota del contributo statale annuale non inferiore al 7% agli interventi di formazione continua in servizio del personale educativo e docente e promozione dei coordinamenti pedagogici territoriali.

Inoltre, dovrà essere prevista l’assegnazione di una quota del contributo statale annuale, in questo caso non inferiore al 10% agli interventi per nuove costruzioni, ristrutturazione edilizia, restauro e risanamento conservativo, riqualificazione funzionale ed estetica, messa in sicurezza meccanica e in caso di incendio, risparmio energetico e fruibilità di stabili di proprietà delle amministrazioni pubbliche, spese di gestione, in quota parte, dei servizi educativi per l'infanzia e delle scuole dell'infanzia, in considerazione dei loro costi e della loro qualificazione.

Il decreto di riparto, a firma del ministro Bianchi, dovrà prevedere, per ciascuna Regione e Provincia autonoma, un contributo suddiviso in quota stabile, quota variabile e quota perequativa, quest'ultima prevista per finalità di riequilibrio territoriale.

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