Erc starting grant: bene i ricercatori italiani, ma solo la metà lavora in Italia

 

Photocredit: Welcome to all and thank you for your visit ! ツ da Pixabay Ancora una volta i finanziamenti europei per la ricerca premiano i ricercatori italiani che sono il secondo gruppo nazionale per borse Erc vinte, ma sottolineano l'emorragia di talenti dal nostro sistema della ricerca, che sconta anche una scarsa capacità di attrazione per i ricercatori esteri.

Come funziona lo European Research Council (Erc)?

La fotografia emerge dai risultati del bando 2021 della sovvenzione starting grant dello European Research Council (Erc), il programma finanziato nell’ambito di Horizon Europe che eroga sovvenzioni a ricercatori di alto livello che operano ai confini della conoscenza e le cui scoperte possono costituire la base di industrie, mercati e innovazioni sociali del futuro.

Parliamo insomma di un pezzo rilevante del futuro della ricerca europea, a maggior ragione visto che la linea “starting grant” si rivolge ai giovani ricercatori che vogliono avviare una propria équipe o un proprio programma di ricerca.

Ebbene, i risultati del bando Erc starting grant 2021 ci dicono che i giovani ricercatori italiani sono molto bravi, tanto da essere il secondo gruppo nazionale per borse vinte dopo i tedeschi (che però godono anche del fatto che quelli tedeschi sono anche i centri di ricerca che hanno vinto di più), ma che lavorano soprattutto all’estero. Dei 397 finanziamenti assegnati, infatti, ai ricercatori italiani ne vanno ben 58, come si è visto dietro i tedeschi (67) ma davanti ai francesi (44).

La fotografia cambia però se si analizzano i dati delle istituzioni che ospitano i ricercatori che hanno vinto i grants. In questo caso infatti, l’Italia scende al quinto posto con 28 progetti vincitori, ben distante dalla Germania (72 progetti), dalla Francia (53 progetti) e dal Regno Unito (46 progetti). 

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Le università e i centri di ricerca italiani che hanno vinto l’Erc starting grant 2021

I 28 progetti Erc ospitati in Italia, sono distribuiti complessivamente tra 17 università e centri di ricerca.

A guidare la classifica dei poli con il maggior numero di grants assegnati (4) c’è l’Università degli studi di Padova seguita da quella di Milano (3 grants). Con due grants a testa ci sono poi: l’Università di Bologna, l’Università di Pavia, la Sapienza di Roma, Università di Firenze, la Ca' Foscari di Venezia e la Bocconi. E infine le altre (la Normale di Pisa, la Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia, la Fondazione Human Technopole, la Federico II di Napoli, la Humanitas University, il Politecnico di Bari, l’Università degli Studi di Perugia, l’Università di Genova e l’Università di Modena e Reggio Emilia).

Interessante infine il dato sul genere. Quest’anno infatti a tirare la carretta, se così si può dire, sono state soprattutto le ricercatrici a cui si devono 15 dei 28 grants complessivi. Un dato migliore di quello generale, che vede solo il 43% dei grants assegnati alle donne.

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