Fondi europei 2014-20 e React EU per accoglienza rifugiati da Ucraina

 

Elisa Ferreira - Photo credit: European Union, 2022 Photographer: Jennifer JacquemartLa Commissione ha autorizzato il pagamento di 3,5 miliardi di fondi europei REACT EU assegnati agli Stati membri a titolo di anticipo per aiutarli a gestire l'accoglienza dei profughi in fuga dalla guerra in Ucraina. Oltre 452 milioni all'Italia, tra i maggiori beneficiari dei fondi UE.

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L'aumento del pre-finanziamento a titolo di REACT EU rientra nel pacchetto di iniziative messe in campo da Bruxelles per massimizzare il contributo dei fondi europei della Politica di Coesione alla gestione dell'emergenza collegata alla guerra in Ucraina, sotto l'ombrello della Cohesion's Action for Refugees in Europe (CARE).

In che modo React EU e i fondi europei 2014-20 sostengono i rifugiati dall'Ucraina?

Finora la Commissione ha adottato tre iniziative per mobilitare la Politica di Coesione a supporto dell'accoglienza dei rifugiati.

CARE

La prima iniziativa, adottata l'8 marzo, si chiama CARE, acronimo di Cohesion’s Action for Refugees in Europe, e autorizza una flessibilità straordinaria nelle regole della Politica di Coesione 2014-2020 per consentire una rapida riassegnazione delle risorse ancora disponibili a sostegno dell'emergenza rifugiati. Oltre agli interventi di accoglienza e assistenza sanitaria, “gli Stati membri potranno utilizzare i fondi della Politica di Coesione per sostenere i rifugiati nella ricerca di un lavoro, nell'avvio o nel proseguimento dell'istruzione e nell'accesso all'assistenza all'infanzia” o per offrire “consulenza, formazione e assistenza psicologica”, ha spiegato il commissario per l'Occupazione e i diritti sociali, Nicolas Schmit.

Gli Stati membri e le regioni avranno quindi la possibilità di utilizzare le risorse del Fondo europeo per lo sviluppo regionale (FESR) e del Fondo sociale europeo (FSE) per finanziare qualsiasi tipo di misura rivolta alle persone in fuga dall'Ucraina e ciascuno dei due fondi potrà anche sostenere progetti che sarebbero normalmente finanziati dall'altro. In aggiunta a ciò, ha sottolineato la commissaria Ferreira, “l'eccezionale tasso di cofinanziamento UE del 100% applicato in risposta alla pandemia sarà prorogato di un anno”.

Infine, la spesa degli Stati membri per tutte le azioni rivolte alle persone in fuga dall'Ucraina sarà ammissibile al sostegno dell'UE retroattivamente a partire dalla data di inizio dell'invasione russa (24 febbraio 2022) e la rendicontazione e l'iter di adozione dei programmi saranno semplificati.

Il regolamento riguardante l'Azione di coesione a favore dei rifugiati in Europa - che modifica il Regolamento disposizioni comuni contenente la disciplina di tutti i fondi strutturali e d'investimento europei (fondi SIE) - è stato adottato dal Consiglio il 4 aprile, dopo il voto della plenaria del PE del 24 marzo, ed è entrato in vigore il 9 aprile, giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Consulta il testo del Regolamento UE 2022/562 del Parlamento europeo e del Consiglio del 6 aprile 2022 recante modifica dei regolamenti (UE) n. 1303/2013 e (UE) n. 223/2014 per quanto riguarda l’azione di coesione a favore dei rifugiati in Europa (CARE)

Prefinanziamento REACT EU

La seconda iniziativa è stata adottata dalla Commissione il 23 marzo e consiste nella proposta di aumentare il prefinanziamento per gli Stati membri nell'ambito di REACT EU, lo strumento ponte tra la Politica di Coesione 2014-2020 e la nuova programmazione dei fondi europei 2021-27

Nello specifico, l'Esecutivo UE ha proposto di aumentare il prefinanziamento dall'11% al 15% della quota REACT EU 2021 per tutti gli Stati membri e di portare tale percentuale al 45% per i Paesi più vicini al teatro di guerra, vale a dire Ungheria, Polonia, Romania e Slovacchia, e per gli Stati che a un mese dall'aggressione russa hanno ricevuto il maggior numero di arrivi dall'Ucraina in proporzione alla loro popolazione nazionale, pari a oltre 1% della loro popolazione (ovvero Austria, Bulgaria, Cechia ed Estonia).

Questo aumento totale del prefinanziamento da versare agli Stati membri, che vale in tutto circa 3,5 miliardi di euro, è stato approvato dal Coreper e dalla plenaria del PE il 6 aprile, confermato in via definitiva dal Consiglio e pubblicato in Gazzetta ufficiale europea il 12 aprile, per entrare in vigore il giorno successivo.

Il 28 aprile è arrivo il via libera di Bruxelles all'erogazione degli anticipi aggiuntivi agli Stati membri. L'Italia, con 452,1 milioni di euro, è - insieme a Polonia (562 milioni), Romania (450,1 milioni) e Spagna (434,2 milioni) - tra i principali destinatari degli importi autorizzati dalla Commissione.

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Finanziamento semplificato

Nel Regolamento sul prefinanziamento React EU rientra anche l'ultimo tassello del pacchetto di misure proposto dalla Commissione: l'introduzione di una nuova "opzione di costo semplificata" per coprire i bisogni immediati dei rifugiati come cibo, assistenza materiale di base, nonché i costi di alloggio e trasporto.

I 27 potranno quindi beneficiare di un importo settimanale predefinito (40 euro) da destinare a tutti coloro a cui è stata concessa protezione temporanea ai sensi della relativa direttiva UE e che si trovano in quello Stato membro. Questa opzione potrà essere utilizzata per un massimo di 13 settimane dall'arrivo di ogni persona nell'Unione e permetterà di concentrare gli sforzi amministrativi dei Paesi UE sull'accoglienza, anzichè sulla burocrazia connessa alla gestione dei fondi europei. 

Consulta il testo del Regolamento UE 2022/613 del Parlamento europeo e del Consiglio del 12 aprile 2022 recante modifica dei regolamenti (UE) n. 1303/2013 e (UE) n. 223/2014 per quanto riguarda l'aumento del prefinanziamento a titolo delle risorse REACT-EU e l'istituzione di un costo unitario

Quali sono le altre misure UE per l'emergenza umanitaria?

L'intervento dei fondi europei in risposta alla guerra in Ucraina non si limita tuttavia alla Politica di Coesione. Nella giornata dell'8 marzo la Commissione ha approvato lo stanziamento di 500 milioni di euro a carico del bilancio UE per affrontare le conseguenze umanitarie della guerra, fornire cibo, acqua, assistenza sanitaria e alloggi, e contribuire a soddisfare le esigenze di base delle persone più vulnerabili.

Inoltre, l'Esecutivo UE ha proposto di prorogare il periodo di attuazione dei Fondi per gli affari interni 2014-2020, in modo da mobilitare circa 420 milioni di euro di sostegno aggiuntivo. Proposta, quest'ultima, adottata dal Consiglio il 4 aprile insieme al regolamento CARE e alla modifica del Fondo Asilo, migrazione e integrazione (FAMI) per il periodo 2021-2027, che fornirà risorse supplementari per l'accoglienza delle persone in fuga dalla guerra in Ucraina grazie allo sblocco degli importi precedentemente destinati ad altri scopi, ma non ancora spesi.

Tra le altre misure rientrano poi gli orientamenti operativi per aiutare le guardie di frontiera degli Stati membri a gestire efficacemente gli arrivi alle frontiere con l'Ucraina e a ridurre i tempi di attesa, mantenendo nel contempo un elevato livello di sicurezza. Infine, l'UE ha deciso all'unanimità di attivare la direttiva sulla protezione temporanea per offrire chiarezza e sicurezza alle persone che ne hanno bisogno, accordando il diritto all'assistenza sociale, l'accesso al mercato del lavoro e all'istruzione.

“Con l'invasione russa dell'Ucraina la guerra è purtroppo tornata in Europa, e in questi momenti tragici dobbiamo aiutare l'Ucraina, ma anche i suoi vicini che ne subiscono le conseguenze. Stiamo già consegnando la nostra prima assistenza emergenziale. E nell'ambito dei 500 milioni di euro stanziati, stiamo preparando con urgenza un pacchetto di 330 milioni di euro per assistere sia coloro che sono rimasti in Ucraina, sia coloro che sono stati costretti a fuggire, specialmente bambini e persone anziane. Lavoreremo inoltre per obiettivi a più lungo termine, dalla sicurezza energetica alla ripresa economica alla resilienza”, ha dichiarato il commissario per il Vicinato e l'allargamento Olivér Várhelyi.

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