Sport: cos'è e come funziona il bonus attività fisica adattata

 

Bonus sport - Foto di Yan KrukovÈ tutto pronto per l'avvio del credito d’imposta per l’attività fisica adattata. Con il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze pubblicato il 16 giugno in Gazzetta Ufficiale sono state definite le regole attuative del bonus. Ecco a chi spetta e come richiederlo.

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In particolare, il decreto del 5 maggio 2022 definisce le modalità attuative del tax credit relativo alle spese sostenute per fruire di attività fisica adattata (AFA) introdotto dalla legge di Bilancio 2022.

Per il via alle domande di accesso al bonus bisognerà attendere. Sarà l’Agenzia delle Entrate, entro novanta dalla data di entrata in vigore del decreto MEF, a mettere a disposizione il modello telematico e le relative istruzioni.

Bonus attività fisica adattata: a chi è rivolto il credito d'imposta?

Il credito d'imposta spetta alle persone fisiche che, dal 1° gennaio al 31 dicembre 2022, sostengono spese documentate per lo svolgimento di attività fisica adattata.

Il contributo spetta entro il limite complessivo di spesa pari a 1,5 milioni di euro per l'anno 2022

Il bonus riconosciuto non potrà essere cumulato con altre agevolazioni fiscali riconosciute sulle stesse spese, e ai fini dell’utilizzo sarà necessario indicare l’importo del credito d’imposta nella dichiarazione dei redditi 2023. L’importo non utilizzato nella dichiarazione dell’anno di riferimento potrà essere fruito in quelli successivi.

Come ottenere il bonus per l'AFA?

Ai fini del riconoscimento del credito d'imposta, le persone fisiche devono inoltrare la propria istanza all'Agenzia delle Entrate, in via telematica, entro il termine che sarà previsto con un provvedimento del Fisco da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto attuativo

Nella domanda di contributo, i soggetti richiedenti dovranno indicare l'importo della spesa agevolabile sostenuta nell'anno 2022 per fruire di attività fisica adattata.

Una volta inviata l'istanza, l'Agenzia dovrà determinare la percentuale di credito d’imposta spettante a ciascun richiedente, sulla base del rapporto tra l'importo delle risorse stanziate e le spese agevolabili. Per conoscere questa percentuale, quindi, bisognerà aspettare un provvedimento ad hoc del direttore delle Entrate.

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