Lazio: presentato il Fondo di Venture Capital ex POR I.3 FESR 2007-2013

 

Regione Lazio - Immagine di SinigaglNumerosa e di elevato profilo la partecipazione stamane a Roma all'evento di lancio del Fondo di capitale di rischio da 20 milioni di euro, introdotto dalla Regione a valere sul Programma Operativo Regionale - POR FESR I.3 con l'obiettivo di migliorare l'efficienza del mercato dei capitali e favorire la diffusione del venture capital sia dal lato delle imprese che degli investitori.

Oltre al Presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, erano presenti:

  • Pasquale D’Alessandro - Commissione Europea - DG Regio
  • Stefano Cetica - Assessore Bilancio e Programmazione Regione Lazio
  • Giancarlo Cremonesi - Presidente CCIAA di Roma
  • Aurelio Regina - Presidente Unindustria
  • Maurizio Flammini - Presidente Federlazio
  • David Sabatini - Responsabile Ufficio Finanza ABI
  • Anna Gervasoni - Direttore Generale AIFI
  • Gianpaolo Di Dio - Senior Partner FII
  • Cinzia Felci - Direttore Programmazione Economica, Ricerca e Innovazione Regione Lazio.

Nel corso dell'evento sono state illustrate le caratteristiche del Fondo e le tre tipologie di operazioni previste:

  1. azioni di Seed Capital, cioè di supporto nel periodo antecedente lo start up;
  2. azione di Start-Up Capital, quindi il sostegno nella fase di avvio dell’attività, precedentemente alla commercializzazione dei prodotti e/o servizi offerti dall’azienda;
  3. azioni di Expansion Capital, ovvero finanziamenti finalizzati a favorire la crescita di un'impresa esistente.

L'investimento del Fondo, esclusivamente in Pmi, sarà compreso tra 200mila e 1,5 milioni di euro, ma lo statuto del Fondo prevede che per le operazioni di seed capital la prima soglia possa essere inferiore.

La principale novità di questo strumento finanziario sta nella previsione dei cosidetti Co-Investitori privati, rappresentati da banche, Sgr, società finanziarie, grandi imprese, business angel e fondazioni bancarie che parteciperanno con propri mezzi nelle operazioni, contribuendo ad aumentare le probabilità di successo dell'iniziativa. A stimolare la partecipazione di questi soggetti c'è un sistema di Risk mitigation, per cui i proventi da disinvestimenti, per quanto riguarda i soli strumenti di equity e quasi-equity, sono riservati in via prioritaria ai Co-Investitori.

Tempio di AdrianoIl Lazio è tra le prime regioni in Italia a dotarsi di uno strumento pubblico di venture capital, per cui è stata necessaria una specifica autorizzazione della UE, con questo particolare meccanismo di coinvolgimento di altri investitori privati. Il Direttore Cinzia Felci ha annunciato in chiusura al suo intervento che un'altra regione del nord italia ha richiesto la collaborazione del suo staff per attivare uno strumento analogo sul loro territorio.

Nel Lazio intanto si ipotizza che potranno essere effettuate circa 25-30 operazioni. Il termine per ottenere i capitali dal fondo è il 15.05.2015, ma ovviamente bisognerà muoversi sin da ora per riuscire ad ottenere i finanziamenti. Le richieste di intervento da parte delle imprese saranno raccolte con procedura a sportello.

I potenziali coinvestitori che saranno autorizzati ad operare insieme al Fondo potranno presentare le proprie manifestazioni di interesse a partire dalle ore 10.00 di domani, 8 febbraio 2011, alla Filas - Finanziaria laziale di sviluppo.

Per le imprese i tempi di istruttoria delle operazioni sono fissati in 90giorni, ma potranno essere dimezzati se il co-investitore fornirà a Filas le sue valutazioni.

Vale la pena infine di evidenziare, perchè si tratta di un costo che - specie per operazioni di piccole dimensioni - spesso frena l'attività dei venture capitalist, che una quota pari al 4,0% del Fondo potrà essere utilizzata per contribuire alla copertura dei costi di esplorazione da parte dei co-investitori, la cosidetta attività di scouting delle opportunità di investimento. La concessione di detti contributi avverrà in regime “de minimis” per un importo pari al 50% dei costi ammissibili sostenuti fino a prima della fase di due diligence (ad esclusione delle spese legali ed amministrative) e con un tetto massimo di € 10.000 per ciascuna impresa.

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