Lombardia: 67mln di euro per i Contratti di Quartiere
Prende quindi il via la fase cosiddetta "concorsuale", dove vengono individuate le proposte che meglio rispondono agli obiettivi (già dichiarati e individuati in 4 "assi di intervento") di:
- risparmiare risorse energetiche e naturali,
- attivare le energie già presenti sul territorio e nella comunità per realizzare una maggiore coesione sociale,
- accrescere le potenzialità dei quartieri delle aree urbane a rischio di esclusione sociale, garantendo allo stesso tempo maggior sicurezza ai quartieri stessi e incentivando iniziative di rivitalizzazione economica per le imprese artigiane e di servizio per i commercianti al dettaglio.
Il provvedimento stabilisce che si possono presentare proposte esclusivamente di partenariato pubblico-privato, nella forma dell'Associazione Temporanea di Scopo - ATS. Rientrano in questa categoria Enti pubblici e privati come:
- Cooperative,
- Organizzazioni di volontariato,
- Associazioni senza scopo di lucro,
- Associazioni di promozione sociale,
- Associazioni di solidarietà familiare,
- Fondazioni,
- Enti di patronato,
- Enti ecclesiastici,
- Enti di diritto pubblico e privato che operano in ambito sociale,
- Enti accreditati in ambito sanitario o socio-sanitario,
- Organizzazioni sindacali,
- Associazioni di categoria,
- Associazioni di inquilini,
- Enti non profit,
- Camere di Commercio e/o Unioncamere,
- grandi, medie, piccole e micro imprese, singole o associate, appartenenti al settore del commercio,
- imprese artigiane singole o associate.
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