Agricoltura: il Parlamento europeo approva la riforma della Pac

 

Plenaria - PHOTO © European Union 2013Ok degli eurodeputati, riuniti in plenaria a Strasburgo, ai quattro dossier legislativi che compongono la riforma della Politica agricola comune per il periodo 2014-2020 - pagamenti diretti, sviluppo rurale, organizzazione di mercato e regolamento orizzontale su gestione, funzionamento e monitoraggio della Pac - e ai mandati negoziali per la trattativa con la Commissione europea e con gli Stati membri. L'inizio del negoziato è previsto intorno all’11 aprile.

Principali proposte del Parlamento europeo per la Pac posr 2013

  • ripartizione delle risorse: nessun paese dovrebbe percepire meno del 65% della media Ue; per l'Italia significherebbe ricevere circa 44 milioni di euro annui in più a regime,
  • capping: un tetto pari a 300mila euro dovrebbe limitare gli aiuti concedibili a ciascuna impresa,
  • greening: all'interno del budget per i pagamenti diretti una parte delle risorse dovrebbe essere destinata al finanziamento di misure agroambientali, ma alla componente greening degli aiuti dovrebbero essere ammesse automaticamente le aziende con certificazione ambientale, quelle che praticano l'agricoltura biologica o rispettano pratiche agro-ambientali di sviluppo rurale e quelle che destinano alla coltivazione del riso il 75% della superficie coltivata,
  • agricoltore attivo: ciascuno stato dovrebbe poter stabilire i criteri per individuare i beneficiari della Pac, rispettando però una lista di soggetti che dovranno essere esclusi da tutti i paesi Ue,
  • viticoltura: il sistema dei diritti di impianto dei vigneti dovrebbe essere prorogato al 2030,
  • misure di mercato: i prezzi di riferimento degli strumenti dell'intervento pubblico e dell'ammasso privato dovrebbero essere aggiornati in funzione della produzione, dei costi dei fattori produttivi e delle tendenze dei mercati e il ricorso all'ammasso privato dovrebbe essere autorizzato anche in caso di variazioni dei costi medi di produzione,
  • prodotti di qualità: le norme sulla contrattazione e sulla programmazione produttiva contenute nel "pacchetto latte" dovrebbero essere estese a tutti i prodotti di qualità certificata e l'obbligo di indicare il paese di origine in etichetta per i prodotti ortofrutticoli venduti freschi dovrebbe essere reintrodotto.

Semplificazione

Un capitolo importante della riforma, nella versione dell'Europarlamento, è rappresentata dalla riduzione degli oneri burocratici.

Tra le proposte:

  • riduzione delle sanzioni,
  • introduzione di un sistema di allerta che avvisi gli agricoltori in caso di errori materiali di lieve entità,
  • possibilità di presentare domande multiannuali, con conferma annuale,
  • riduzione del numero di controlli da effettuare in loco,
  • sanzioni in caso di mancata applicazione del greening limitate all'entità del pagamento della componente ambientale, senza intaccare il pagamento di base,
  • redistribuzione a livello nazionale delle somme disimpegnate dai Programmi di sviluppo rurale regionali.

La versione definitiva della riforma della Pac dipenderà dall'esito del negoziato tra Pe, Commissione europea e Consiglio dei ministri dell'Agricoltura dell'Unione. Un aspetto decisivo, finora tralasciato in attesa di un accordo sul prossimo bilancio pluriennale è quello delle risorse che saranno destinate alla politica agricola.

Links

Proposte legislative sulla Pac della Commissione europea

Richieste di mandati negoziali della Comagri all'Assemblea plenaria del Parlamento europeo sulle proposte legislative di riforma della Pac

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