Inviato a Bruxelles il Piano PAC dell'Italia

 

Agricoltura - Photo credit: Foto di R0bin da Pixabay Il Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali ha presentato alla Commissione europea il Piano Strategico Nazionale per l’attuazione e il coordinamento dei programmi della PAC 2023-2027.

Dalla PAC al Recovery, tutte le risorse in arrivo per l'agricoltura

La programmazione degli oltre 51 miliardi della Politica agricola comune 2023-27, tra fondi europei e cofinanziamento nazionale, sarà realizzata attraverso il Piano strategico nazionale (PSN), che riunisce sia i pagamenti diretti del primo pilastro che le misure di sviluppo rurale del secondo. La riforma della PAC si basa infatti su un nuovo delivery model che permette agli Stati membri di gestire all'interno di una cornice organica tutti i fondi europei per l'agricoltura, per centrare gli obiettivi condivisi a livello dell'Unione attraverso misure declinate sulla base delle esigenze specifiche nazionali e regionali.

I pagamenti diretti, i fondi per lo sviluppo rurale e le organizzazioni comuni di mercato concorreranno quindi, all'interno di un Piano strategico unitario, al potenziamento della competitività delle imprese agricole e al perseguimento di una maggiore sostenibilità ambientale. Tra i principali obiettivi, anche il sostegno al ricambio generazionale in agricoltura, alla sicurezza e alla qualità del lavoro, al riequilibrio del valore lungo le filiere agroalimentari e la promozione di conoscenza, ricerca e innovazione.

I fondi PAC, ha spiegato il ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli, intervenendo in due occasioni presso le commissioni riunite Agricoltura della Camera e Territorio del Senato, operanno in sinergia con le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), con l'obiettivo di "sostenere il settore agroalimentare nei prossimi anni, in un processo di rafforzamento  della sostenibilità economica, ambientale e sociale delle imprese".

Il Piano strategico nazionale della PAC

Cosa sono i Piani strategici della PAC

Grande innovazione ed elemento chiave della riforma della Politica agricola comune, i Piani strategici stabiliscono in che modo ogni Stato membro utilizzerà le risorse del primo e del secondo pilastro sulla base di un'analisi delle rispettive condizioni di partenza, delle problematiche da affrontare e degli obiettivi specifici della PAC, che riguardano tematiche ambientali, sociali ed economiche, insieme a un target trasversale sull'aumento della conoscenza e dell'innovazione.

I Piani strategici devono inoltre tenere conto delle ambizioni del Green Deal europeo e più specificamente degli obiettivi quantificati nelle strategie Farm to fork e Biodiversità. Tra questi, una riduzione, entro il 2030, del 50% dell'uso e del rischio di pesticidi, di almeno il 20% dell'uso di fertilizzanti e del 50% delle vendite di antimicrobici utilizzati per gli animali allevati e l'acquacoltura. In più, un target del 25% dei terreni agricoli dedicati all'agricoltura biologica e l'accesso del 100% della popolazione alla banda larga veloce nelle zone rurali entro il 2025.

Per centrare questi obiettivi la nuova Politica agricola prevede una nuova architettura verde che si basa su una condizionalità rafforzata, sulle misure climatiche e ambientali dello sviluppo rurale e sugli ecoschemi, un nuovo meccanismo - obbligatorio per gli Stati membri, ma facoltativo per gli agricoltori - che premia con pagamenti supplementari chi adotta pratiche benefiche per il clima e l'ambiente che vanno oltre i vincoli già richiesti. 

In base all'accordo sulla nuova PAC raggiunto a fine giugno tra i 27 e il Parlamento, a questi ecoschemi dovrà andare almeno il 25% delle risorse dei pagamenti diretti, mentre la quota di risorse FEASR destinate alle misure agro-climatico-ambientali dei PSR dovrà essere pari almeno al 35%.

La nuova PAC 2023/27 conferma per i pagamenti diretti un meccanismo basato su più livelli, prevedendo in particolare:

  • un pagamento di base disaccoppiato calcolato sulla superficie (sostegno al reddito di base per la sostenibilità – BISS),
  • un nuovo intervento per mitigare la concentrazione delle risorse sulle aziende di maggiori dimensioni (sostegno redistributivo complementare del reddito per la sostenibilità – CRISS),
  • un ulteriore sostegno supplementare destinato ai giovani agricoltori di età massima compresa tra 35 e 40 anni (pagamento giovani agricoltori)
  • gli eco-schemi, pagamenti aggiuntivi collegati a pratiche agricole benefiche per clima, ambiente e benessere animale. 

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Quanto vale il Piano PAC italiano

Fronte risorse, il budget complessivo del PSN è composto da 40 miliardi di fondi europei e circa 11 miliardi di cofinanziamento nazionale e regionale

Più in dettaglio, su base annua sono previsti:

  • 3,6 miliardi per i pagamenti diretti;
  • 323,9 milioni per l'Ocm vino;
  • 250 milioni per l'Ocm ortofrutta;
  • 34,6 milioni per l'Ocm olio d'oliva;
  • 5,2 milioni per l'Ocm miele.

Per lo sviluppo rurale, infine, sono disponibili 9,7 miliardi di euro per il settennato, cui si aggiungono 910 milioni di euro derivanti da Next Generation UE. Anche le risorse per lo sviluppo rurale saranno gestite attraverso una programmazione unitaria, ma il PSN conferma il ruolo di Autorità di gestione delle Regioni, che potranno così declinare localmente le politiche agricole sulla base delle esigenze specifiche,  ad eccezione della gestione del rischio, che sarà attuata a livello nazionale.

Le scelte dell'Italia per il Piano strategico PAC

Il confronto nel Tavolo di partenariato nazionale sulla programmazione di queste risorse è partito nell'aprile scorso per concludersi a fine 2021 e arrivare il 7 gennaio alla presentazione del PSN a Bruxelles

Le azioni del Piano strategico devono concorrere ai target concordati a livello UE, che nella versione definitiva dei regolamenti PAC sono nove, più un obiettivo trasversale relativo a AKIS (Sistema della conoscenza e digitalizzazione):

  • sostenere un reddito agricolo sufficiente e la resilienza del settore agricolo in tutta l'Unione al fine di rafforzare la sicurezza alimentare a lungo termine, e la diversità agricola, nonché garantire la sostenibilità economica della produzione agricola nell'Unione;
  • migliorare l'orientamento al mercato e aumentare la competitività delle aziende agricole, sia a breve che a lungo termine, compresa una maggiore attenzione alla ricerca, alla tecnologia e alla digitalizzazione;
  • migliorare la posizione degli agricoltori nella catena del valore;
  • contribuire alla mitigazione dei cambiamenti climatici e all'adattamento agli stessi, anche riducendo le emissioni di gas a effetto serra e migliorando il sequestro del carbonio, nonché promuovere l'energia sostenibile;
  • promuovere lo sviluppo sostenibile e un'efficiente gestione delle risorse naturali, come l'acqua, il suolo e l'aria, anche riducendo la dipendenza dalle sostanze chimiche
  • contribuire ad arrestare e invertire il processo di perdita della biodiversità, migliorare i servizi ecosistemici e preservare gli habitat e i paesaggi;
  • attirare e sostenere i giovani agricoltori e i nuovi agricoltori e facilitare lo sviluppo imprenditoriale sostenibile nelle zone rurali;
  • promuovere l'occupazione, la crescita, la parità di genere, compresa la partecipazione delle donne all'agricoltura, l'inclusione sociale e lo sviluppo locale nelle zone rurali, comprese la bioeconomia circolare e la silvicoltura sostenibile;
  • migliorare la risposta dell'agricoltura dell'Unione alle esigenze della società in materia di alimentazione e salute, compresi alimenti di alta qualità, sani e nutrienti prodotti in modo sostenibile, ridurre gli sprechi alimentari nonché migliorare il benessere degli animali e contrastare le resistenze antimicrobiche.

L'orientamento del Ministero è stato quello di perseguire questi obiettivi utilizzando in maniera integrata i vari strumenti (pagamenti accoppiati, ecoschemi, politiche di sviluppo rurale), così da compensare il taglio delle risorse per i pagamenti di base, alla luce delle quote obbligatorie per gli eco-schemi e per il pagamento ridistributivo (rispettivamente 25% e 10% dei fondi del primo pilastro), e sostenere in maniera specifica i settori maggiormente penalizzati, a cominciare da riso, zootecnia, olio e grano.

Ecoschemi, misure agro-climatico-ambientali e agricoltura biologica

Il PSN dell'Italia riserva circa 10 miliardi di euro, tra primo e secondo pilastro, al perseguimento di una maggiore sostenibilità ambientale in agricoltura.

In questo quadro si collocano i cinque eco-schemi nazionali, sui 23 previsti a livello UE, a cui sarà destinato il 25% del budget dei pagamenti diretti:

  • Pagamento per la riduzione degli antibiotici in allevamento e il benessere animale: si tratta di un ecoschema per la zootecnia a due livelli, di cui il primo volto alla riduzione del farmaco, il secondo relativo agli allevamenti estensivi con pagamento a capo per il pascolo;
  • Premio per la produzione integrata certificata;
  • Pagamento per inerbimento delle colture permanenti;
  • Pagamento per colture agro-ecologiche, finalizzato a sostenere gli agricoltori che si impegnano ad avvicendare le colture principali (cereali), con colture miglioratrici (leguminose) o che introducono colture a perdere di interesse apistico (senza utilizzo di fitofarmaci);
  • Pagamento per la coltivazione di essenze floreali e specie mellifere, destinato al mantenimento di aree ad elevato interesse ecologico (EFA - Ecological Focus Area), a tutelare il paesaggio e a sostenere l'apicoltura.

Rispetto all'elenco ipotizzato nei mesi scorsi manca il premio per l'agricoltura biologica, che viene individuata come tecnica di produzione privilegiata per concorrere al raggiungimento di tutti gli obiettivi ambientali previsti dalle diverse strategie europee e verrà sostenuta – sia fronte conversione che lato mantenimento – con 2,5 miliardi nell'ambito del secondo pilastro della PAC. L'obiettivo – andando oltre quanto previsto dalla strategia Farm to Fork - è arrivare al 25% di superficie destinata alla produzione biologica entro il 2027, anzichè entro il 2030, a fronte dell'attuale 16%.

Per approfondire: Italia anticipa target Farm to fork su agricoltura biologica

Gli eco-schemi opereranno in sinergia con 26 interventi agro-climatico-ambientali contenuti nel secondo pilastro, con una dotazione di circa 1,5 miliardi di euro, con gli interventi a favore della forestazione sostenibile (finanziati con 500 milioni di euro), con una serie di investimenti produttivi, non produttivi e infrastrutturali a finalità ambientale (con un budget di 650 milioni di euro) e con le azioni ambientali previste nell’ambito degli interventi settoriali delle Organizzazioni comuni di mercato, in sinergia con gli investimenti ambientali del PNRR.

Al miglioramento delle condizioni di benessere animale ed al contrasto del fenomeno della resistenza antimicrobica vanno in tutto 1,8 miliardi tra eco-schemi del primo pilastro, interventi di sviluppo rurale e PNRR.

Convergenza interna e pagamento redistributivo

Altro nodo chiave è quello della convergenza interna, che deve essere assicurata entro il 2026. Il Piano prevede una progressiva perequazione del livello di sostegno al reddito per avvicinarlo alla media nazionale e aumentare la quota di risorse dei pagamenti diretti destinata alle aree rurali intermedie, con problemi di sviluppo, montane e ad alcune zone collinari interne.   

Il PSN vede poi l'introduzione del pagamento ridistributivo, finora non previsto dall'Italia e ora finanziato obbligatoriamente con almeno il 10% della dotazione complessiva dei pagamenti diretti. Per l'Italia si tratta di oltre 360 milioni di euro, che verranno ridistribuiti focalizzando l’attenzione sulle aziende medio-piccole.

Pagamenti accoppiati e OCM

Come gli eco-schemi, anche i pagamenti accoppiati dovrebbero contribuire a compensare gli squilibri provocati dal taglio dei pagamenti di base. Il budget è fissato a livello UE a un massimo del 13% delle risorse destinate ai pagamenti diretti, ma può essere incrementato di un ulteriore 2% per sostenere colture proteiche.

Il PSN dell'Italia riserva una dotazione annua di circa 70 milioni di euro al Piano proteine vegetali, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dell’Italia dall’estero e conseguire un miglioramento della sostanza organica nel suolo.

Per quanto riguarda le Organizzazioni Comuni di Mercato, il Piano si concentra sui settori vitivinicolo, ortofrutticolo, olivicolo e apistico, attraverso interventi volti a garantire una maggiore integrazione con le filiere e a rafforzare le posizioni di mercato, migliorando la qualità delle produzioni e riducendo l'impatto ambientale.

Ricambio generazionale e Condizionalità sociale

Il PSN riserva particolare attenzione al sostegno ai giovani agricoltori, cui andranno - tra primo e secondo pilastro della PAC - un miliardo e 250 milioni di euro.

Per approfondire: Dai giovani agricoltori agli ecoschemi, le novità sui pagamenti diretti PAC

La nuova PAC prevede anche il rispetto del requisito di condizionalità sociale, che l'Italia punta ad attuare già dal 2023, due anni prima della scadenza UE del 2025. I confronti con le altre amministrazioni interessate, a partire dal Ministero del Lavoro, sono già in corso, e tra le misure dovrebbe rientrare una nuova piattaforma nazionale per comunicare i dati dei controlli effettuati in materia di regolarità dei rapporti di lavoro e sicurezza sui luoghi di lavoro. Irregolarità su questi fronti, ha anticipato Patuanelli, comporterebbero una decurtazione dell'importo dei contributi.

Anche il rafforzamento dei servizi di consulenza aziendale contribuirà a migliorare le condizioni di impiego e a facilitare il rispetto degli obblighi in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Attraverso il sostegno al sistema della conoscenza (AKIS) a servizio della competitività e della sostenibilità, le imprese saranno supportate anche nell’adozione di tecniche e tecnologie produttive più sostenibili e innovative e potranno beneficiare di una maggiore integrazione tra consulenza, formazione, informazione e gruppi operativi per l’innovazione.

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Gestione del rischio

Un budget di 3 miliardi di euro è infine destinato all'obiettivo di aumentare l'adesione agli strumenti di gestione del rischio, superando gli attuali divari territoriali e settoriali. Alle assicurazioni agricole agevolate si aggiungerà quindi un nuovo Fondo di mutualità nazionale per gli eventi catastrofali, cui contribuiranno direttamente gli agricoltori attraverso una trattenuta pari al 3% dell'importo dei pagamenti diretti e il cofinanziamento pubblico a carico del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR).

Per approfondire: Assicurazioni agricole: in arrivo un Fondo di mutualità nazionale

Photo credit: Foto di R0bin da Pixabay 

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