Fondi europei: restyling per la politica di promozione dei prodotti agricoli UE

Promozione prodotti agricoli - Photo credit: Foto di Ulrike Leone da Pixabay Nel corso del 2021 la Commissione europea lavorerà alla revisione della politica di promozione dei prodotti agricoli dell'UE nel mercato interno e nei paesi terzi. Anche questi fondi europei, infatti, dovranno contribuire agli obiettivi della strategia Farm to fork per una produzione e un consumo più sostenibili.

Farm to fork: cosa ne pensano agricoltori, imprese e ambientalisti

Secondo uno studio realizzato da Deloitte per conto dalla Commissione europea, tra il 2016 e il 2019 i fondi europei per la politica di promozione agroalimentare dell'UE sono stati gestiti in maniera efficiente, contribuendo all'obiettivo di sostenere la competitività e il consumo dei prodotti europei e coerentemente con altre politiche dell'Unione, comprese quelle in materia di salute, clima, ambiente e sviluppo. I programmi di promozione dell'agrifood, inoltre, hanno apportato un chiaro valore aggiunto dell'UE in termini di incremento della competitività del settore, in particolare per quanto riguarda le attività progettate e gestite direttamente dalla Commissione.

La politica di promozione dei prodotti agricoli UE funziona

Le misure di promozione sono pensate per aumentare la consapevolezza dei consumatori sui meriti dei prodotti agricoli e dei metodi di produzione dell'UE e facilitare il riconoscimento dei sistemi di qualità e di agricoltura biologica dell'UE, attraverso attività di informazione e sensibilizzazione svolte dai produttori e dalle organizzazioni di categoria o direttamente dalla Commissione europea.

Target che sono stati centrati, secondo lo studio di Deloitte, sia attraverso i programmi di promozione e le campagne sui media realizzati dai beneficiari dei fondi europei, che mediante le misure attuate dall'Esecutivo comunitario, come le fiere e le missioni di alto livello, che hanno migliorato l'accesso soprattutto ai mercati dei paesi terzi.

Le raccomandazioni per migliorare l'efficacia dei programmi di promozione

Per entrambi i filoni di azione vi sono margini di miglioramento, ad esempio nel sistema di monitoraggio e di valutazione degli interventi, con lo sviluppo di indicatori standardizzati, quantitativi e qualitativi, per valutare l'efficienza delle iniziative, ma anche sul fronte della semplificazione e dell'armonizzazione delle procedure di gestione dei programmi, in particolare dei programmi semplici. Tra le proposte, l'organizzazione delle attività di condivisione delle conoscenze con le autorità nazionali competenti e tra le autorità stesse e la digitalizzazione della prima fase di rendicontazione delle spese.

Secondo lo studio, occorre concentrarsi soprattutto sui mercati dei paesi terzi con il più alto potenziale di crescita, adattando le attività di sensibilizzazione al pubblico target, coinvolgendo opinion leader locali e combinando pubblicità tradizionale e sui social media, degustazioni, presenze in fiere e stand informativi.

Inoltre, con una maggiore condivisione delle conoscenze sarebbe possibile conseguire dei guadagni di efficienza significativi. Ad esempio, si potrebbe commissionare uno studio per ottenere una panoramica completa di tutte le iniziative governative e di attori privati portate avanti negli Stati membri, per posizionare l'intervento dell'UE in modo ancora più strategico nei diversi contesti nazionali. La complementarità tra i singoli programmi di promozione semplici e multipli e tra i programmi realizzati dai beneficiari negli Stati membri e le iniziative proprie della Commissione potrebbe inoltre essere aumentata tramite una banca dati interna di tutte le attività che permetta lo scambio di conoscenze e informazioni e l'identificazione delle possibili sinergie.

Il contributo dei programmi di promozione alla strategia Farm to fork

Queste valutazioni sono state commissionate dalla Commissione per alimentare, insieme ai risultati della consultazione pubblica sul tema che è stata realizzata nei mesi scorsi, il processo di revisione complessiva della politica UE di promozione dell'agroalimentare in agenda nel corso del 2021. La strategia Farm to fork, infatti, ha stabilito che anche questi programmi debbano contribuire a incoraggiare la produzione e il consumo sostenibili.

Per rafforzare il ruolo della politica di promozione nella transizione verso un settore agricolo europeo più verde, secondo lo studio, la DG Agri dovrebbe quindi definire le priorità strategiche di ciascun programma di lavoro annuale tenendo conto degli sviluppi in altri settori politici dell'UE pertinenti, allineandole agli obiettivi dell'UE in materia di clima, ambiente, salute e sviluppo e in particolare ai target del Green Deal e di Farm to fork, che spaziano dalla riduzione di pesticidi, fertilizzanti e antimicrobici al miglioramento del benessere animale. I programmi di promozione dovrebbero poi dare maggiore spinta al segmento del bio, per arrivare a destinare almeno il 25% della superficie agricola dell'UE alla produzione biologica entro il 2030.

Un'attenzione presente, in attesa della revisione della politica UE, già nel programma di lavoro presentato dalla Commissione per il 2021: dei 182,9 milioni di euro disponibili per le attività promozionali dei prodotti agroalimentari nel mercato interno e nei paesi terzi, 86 milioni di euro saranno investiti per finanziare campagne più in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo e con la strategia Farm to Fork, in particolare per informare i consumatori sull'agricoltura biologica, sull'agricoltura sostenibile e sull'impatto del settore agroalimentare su clima e ambiente.

Promozione prodotti agricoli: i bandi UE per campagne in Europa e nei paesi terzi

Consulta lo studio sulla politica UE di promozione dei prodotti agricoli

Photo credit: Foto di Ulrike Leone da Pixabay 

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