Green Pass Covid: con passaporto vaccinale ritorno a libera circolazione UE entro l'estate

UE, certificato verde digitale Covid-19Il Comitato dei rappresentanti permanenti (Coreper) ha concordato un mandato per i negoziati con il Parlamento europeo sulla proposta di un Certificato Verde Digitale: lo strumento che faciliterà la libera circolazione in sicurezza durante la pandemia di Covid-19 e favorirà la ripresa del turismo in Europa.

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"Il certificato verde digitale viene fornito per facilitare la circolazione sicura e libera. È molto importante per i nostri cittadini, per le nostre società e per la ripresa delle nostre economie. Accolgo con favore questo primo passo. Ciò dimostra che siamo pronti a impegnarci in modo costruttivo con il Parlamento europeo e la Commissione per continuare a muoverci rapidamente su queste proposte, in modo che il certificato e il sistema siano pienamente operativi quest'estate", ha dichiarato António Costa, primo ministro del Portogallo.

Questi sono i principali emendamenti introdotti nei testi legislativi dal Consiglio:

  • il certificato verde digitale non è una precondizione per esercitare i diritti di libera circolazione e non è un documento di viaggio; al fine di sottolineare il principio di non discriminazione, in particolare nei confronti delle persone non vaccinate;
  • un nuovo articolo sulla dimensione internazionale del certificato verde digitale, che chiarisce il trattamento da riservare ai certificati rilasciati ai cittadini dell'Unione e ai loro familiari, nonché ai cittadini di paesi terzi regolarmente soggiornanti o residenti vaccinati in paesi terzi;
  • le disposizioni sulla protezione dei dati sono state rafforzate in tutto il testo del regolamento principale, in particolare sulla base del parere congiunto del Garante europeo della protezione dei dati e del Comitato europeo per la protezione dei dati;
  • una disposizione transitoria per garantire che gli Stati membri possano continuare a utilizzare i sistemi attualmente in vigore per un breve periodo di sei settimane dopo l'entrata in vigore del regolamento principale e fino a quando il quadro del certificato verde digitale non sarà pienamente operativo sul loro territorio;
  • una disposizione che consente all'Irlanda e agli altri Stati membri di accettare reciprocamente i certificati rilasciati a cittadini di paesi terzi sulla base della reciprocità.

L'intervento del commissario UE Reynders

Facilitare il ritorno alla libera circolazione all'interno dell'Unione europea in vista dell'estate, nel pieno rispetto dei principi di non discriminazione e protezione dei dati. Lo ribadisce il commissario europeo alla Giustizia, Didier Reynders, chiarendo al Parlamento europeo gli obiettivi alla base del certificato verde digitale.

Il commissario Reynders ha rassicurato gli eurodeputati su due fronti. In primis, la Commissione è pronta a completare i necessari lavori infrastrutturali tecnici entro la fine di giugno; in secondo luogo il 'green pass' non si tradurrà in una banca dati centrale creata a livello europeo.

La proposta della Commissione per creare un certificato verde digitale "di facile utilizzo, non discriminatorio, e sicuro" per evitare divisioni tra i Paesi membri dell’Unione europea e in grado di semplificare gli spostamenti dei cittadini europei è stata adottata dal Parlamento europeo - con 468 voti favorevoli, 203 contrari e 16 astensioni - lo scorso 25 marzo. Tuttavia, l'iniziativa solleva molti dubbi sul rischio di discriminazione.

La proposta di Bruxelles, che armonizza a livello comunitario le iniziative prese singolarmente da diversi Paesi nel corso dei mesi, non è ancora operativa. La plenaria adotterà il mandato negoziale del Parlamento, che può includere emendamenti alla proposta della Commissione, durante la prossima sessione plenaria (26-29 aprile), poi il risultato dei negoziati tra i co-legislatori dovrà essere approvato sia dal PE che dal Consiglio.

PE, con il 'passaporto vaccinale' no alle discriminazioni 

Diversi eurodeputati, durante il confronto con il commissario alla Giustizia, hanno messo in guardia contro il fatto che il certificato diventi una precondizione "de facto" per viaggiare in Europa, minando lo scopo previsto di facilitare la libertà di movimento nell'area Schengen. Per questo motivo, i membri del Parlamento hanno esortato la Commissione a rimanere vigile e preservare la libera circolazione di fronte a potenziali mosse da parte degli Stati membri.

Il documento, definito erroneamente 'passaporto vaccinale', non è un impedimento né un lascia passare: come ha spiegato il commissario Reynders servirà da un lato "a ripristinare gradualmente la libera circolazione nell'Unione e ad evitare frammentarietà", dall'altro "sarà un'opportunità per influenzare le norme mondiali e per fungere da esempio sulla base dei nostri valori europei come la protezione dei dati".

I deputati hanno, inoltre, sottolineato la mancanza di consenso sulla questione dell'immunità acquisita e hanno rilevato che la Commissione dovrà tenere conto di alcuni fattori come: 

  • i futuri sviluppi scientifici e gli standard internazionali durante la progettazione del certificato;
  • la relazione tra il certificato UE e le iniziative nazionali simili ma differenziate da Paese a Paese.

Sempre sul fronte sanità, il PE ha sottolineato l'importanza dell'accesso dei cittadini ai test PCR a prezzi accessibili, evitando in questo modo potenziali discriminazioni nei confronti di coloro che non sono stati vaccinati.

Il Garante europeo della protezione dei dati, Wojciech Wiewiórowski, ha presentato alla Commissione Libertà Civili del Parlamento Europeo (Libe) il parere congiunto dell'Autorità e del Comitato europeo per la protezione dei dati sulla proposta della Commissione.

A tal proposito, i deputati hanno sottolineato la necessità di disporre di elevati standard in linea con le norme dell'UE sulla protezione dei dati e sulla privacy fin dalla progettazione delle soluzioni tecniche, nonché di definire chi è responsabile della raccolta e del trattamento dei dati.

Certificato Verde Digitale: cos'è e come funziona

Il certificato verde digitale conterrà informazioni fondamentali necessarie quali il nome, la data di nascita, lo Stato membro di rilascio e l'identificativo univoco del certificato. Oltre a ciò:

  • per un certificato di vaccinazione: prodotto vaccinale e fabbricante, numero di dosi, data di vaccinazione;
  • per un certificato di test: tipo di test (NAAT/RT-PCR o antigenico rapido), data e ora del test, centro di test e risultato;
  • per un certificato di guarigione: data del risultato positivo del test, soggetto che ha rilasciato il certificato, data di emissione, data di validità.

Il Green Pass sarà disponibile, gratuitamente, in formato digitale o cartaceo e includerà un codice QR per garantire la sicurezza e l'autenticità del certificato. Verrà predisposto dalla Commissione un gateway per garantire che tutti i certificati possano essere verificati e aiuterà gli Stati membri nell'attuazione tecnica della misura. Questi ultimi avranno sempre l'ultima parola nel decidere da quali restrizioni sanitarie possano essere esentati i viaggiatori. 

I Green Pass Covid possono essere rilasciati e utilizzati in tutti gli Stati membri dell'UE. Sono ammessi a riceverli gratuitamente tutti i cittadini dell'UE e i loro familiari, così come i cittadini di paesi terzi che si recano in uno Stato membro o vi risiedono e che hanno il diritto di viaggiare in altri Stati membri.

Essere vaccinati non costituirà una condizione preliminare per viaggiare: tutti i cittadini dell'UE, indipendentemente dal fatto che siano stati vaccinati o meno, godono del diritto fondamentale di libera circolazione sul territorio dell'Unione. Lo stesso principio si applica ai diritti dei cittadini di paesi terzi che soggiornano o risiedono in uno Stato membro dell'UE e hanno il diritto di spostarsi in un altro Stato membro.

Il funzionamento del 'green pass' è abbastanza lineare: al momento del controllo si procede alla scansione del codice QR e alla verifica della firma. Ogni organismo di rilascio (ad esempio un ospedale, un centro di test o un'autorità sanitaria) dispone della propria chiave di firma digitale e tutte le chiavi sono conservate in una banca dati protetta in ciascun Paese. Sarà poi compito di Bruxelles predisporre un gateway, mediante il quale le firme dei certificati potranno essere verificate in tutta l'UE.

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Sei domande sul passaporto vaccinale

I certificati avranno un periodo minimo di validità?

Il periodo di validità dipende dalle prove scientifiche e sarà determinato dai verificatori secondo le rispettive norme nazionali. Con l'emergere di nuove prove scientifiche, i periodi di validità dei certificati ai fini della non applicazione degli obblighi relativi alla salute pubblica potrebbero essere modificati.

Il regolamento proposto garantisce che i certificati rilasciati da altri Stati membri siano accettati secondo le stesse regole applicate a quelli rilasciati a livello nazionale. Il regolamento introduce inoltre alcuni principi di base, tra cui la fissazione del periodo massimo di validità del certificato di guarigione a 180 giorni.

Per quanto tempo sarà in vigore il certificato verde digitale?

Il sistema del certificato verde digitale è una misura temporanea. Sarà sospeso una volta che l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) avrà dichiarato la fine dell'emergenza sanitaria internazionale Covid-19.

Quale sarà il costo dei certificati verdi digitali?

I certificati saranno gratuiti. Gli Stati membri devono sostenere i costi di realizzazione dell'infrastruttura a livello nazionale. La Commissione erogherà, se necessario, finanziamenti per aiutare gli Stati membri a istituire le infrastrutture necessarie. La Commissione finanzierà la creazione di un gateway a livello dell'UE e aiuterà gli Stati membri nello sviluppo dei software che utilizzeranno i verificatori preposti alla scansione del codice QR.

Come viene garantita l'interoperabilità dei certificati verdi digitali?

L'interoperabilità è conseguita garantendo che i diversi tipi di certificati verdi digitali (stato vaccinale, risultati dei test, stato di guarigione) siano standardizzati secondo politiche, regole e specifiche stabilite di comune accordo. Ciò significa in pratica che un certificato rilasciato in uno Stato membro può essere verificato in un altro Stato membro.

Il certificato verde digitale sarà rilasciato ai cittadini di paesi terzi presenti sul territorio dell'Unione?

Sì. Il certificato verde digitale dovrebbe essere rilasciato ai familiari di cittadini dell'UE, indipendentemente dalla loro cittadinanza. La Commissione ha inoltre adottato una proposta complementare per garantire che il certificato verde digitale sia rilasciato anche ai cittadini di paesi terzi che risiedono in Stati membri o Stati associati Schengen e ai visitatori che hanno il diritto di spostarsi in altri Stati membri. 

Come saranno trattati i dati personali?

Poiché tra i dati personali contenuti nei certificati vi sono dati medici sensibili, sarà garantito un altissimo livello di protezione dei dati. I certificati conterranno solo una serie limitata di informazioni necessarie, che non potranno essere conservate dai paesi visitati. A fini di verifica, verranno controllate solo la validità e l'autenticità del certificato accertando da chi è stato rilasciato e firmato. Tutti i dati sanitari rimarranno negli Stati membri che hanno rilasciato il certificato. 

Consulta la sezione Q&A completa della Commissione europea sui 'green pass' Covid-19

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