Sace: export in ripresa in autunno, soprattutto per alcuni settori

 

Uno studio di Sace fa il punto sulle esportazioni italiane e stima una ripresa dell’export per l’autunno, trainata da farmaceutico e agroalimentare e indirizzata anzitutto verso Germania e Cina.

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In attesa del Rapporto Sace 2020 sull’export atteso per la fine giugno, la società del Gruppo CDP fa un primo bilancio sulle conseguenze della pandemia sulle esportazioni italiane, pubblicato sul Corriere della Sera.

Il coronavirus sta avendo ed avrà, infatti, gravi ripercussioni sul commercio internazionale che nel 2020 si ridurrà notevolmente rispetto allo scorso anno. 

Un danno anche per l’Italia - che da tempo ormai vede nell’export una delle componenti più dinamiche del proprio Pil - e che secondo Sace potrebbe aggirarsi su un crollo del 5%-10% a seconda dei comparti.

In autunno la ripresa

Fin qui nulla di inaspettato, considerando il lockdown che in questi mesi sta interessando mezzo pianeta. Le stime di Sace, però, guardano con timido ottimismo all'autunno, quando la società prevede una ripresa delle nostre esportazioni, soprattutto nei settori dell'agroalimentare e della farmaceutica.

Una tendenza che, se confermata e agganciata adeguatamente dalle imprese italiane, potrebbe portare ad un ribaltamento della situazione nel 2021, quando l’export potrebbe tornare a crescere fino al 5%-10%.

Non si tratta chiaramente di un’impresa facile, dato che “le imprese italiane dovranno crescere mentre la domanda arretra”, chiosa Alessandro Terzulli, capo economista Sace, dalle colonne del Corriere, nè tanto meno omogenea.

A partire per primi dovrebbero essere la farmaceutica (in cui l’Italia vanta produzioni di eccellenza anche grazie alla presenza di multinazionali del farmaco che nel nostro Paese trovano competenze altamente qualificate e che da anni possiedono stabilimenti produttivi) e le apparecchiature mediche. 

Bene anche l'agroalimentare dove però, sottolinea Sace, molto dipenderà dal rapporto qualità-prezzo.

A contenere le perdite potrebbe essere anche il comparto della meccanica strumentale (per il quale il nostro Paese è il quinto esportatore a livello mondiale) che però potrebbe risentire, rispetto a farmaceutico e agroalimentare, del calo degli investimenti.

Per quanto riguarda i mercati di sbocco, invece, Sace punta sulla Germania, ma anche su Cina, Vietnam e Filippine. Timide speranze riguardano anche gli Stati Uniti dove però bisognerà attendere molto, probabilmente il prossimo anno.

Ottimismo viene anche dagli Emirati Arabi Uniti e dall’Arabia Saudita, e da alcuni stati dell'America Latina come il Perù, la Colombia e in parte il Cile, particolarmente rilevanti per le aziende italiane delle infrastrutture. 

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Previsioni più fosche per gli altri settori

Una serie di settori, invece, molto difficilmente riusciranno a recuperare verso la fine dell’anno le perdite causate dalla pandemia. Si tratta anzitutto del turismo, ma anche dei trasporti e della logistica, così come per l'automotive.

Previsioni cupe interessano anche i settori principi del Made in Italy come il design, la moda o la gioielleria che richiedono un certo grado di fiducia da parte dei consumatori.

Per i mercati, invece, Sace individua le difficoltà maggiori per l’Africa (in cui la situazione potrebbe essere più a rischio se i contagi aumentassero), parte dei BRICS (con Brasile, Russia e Sudafrica in testa) e anche alcuni stati europei che non saranno tra i primi a ripartire.

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L'incognita pandemia

A pesare su tutto, poi, resta chiaramente l'andamento della pandemia, ad oggi altamente imprevedibile.

Le stime di Sace si basano su previsioni non del tutto pessimistiche e che partono dal presupposto di una ripresa in autunno se l’andamento della curva epidemiologica constasse a essere in discesa.

Chiaramente se ciò non avvenisse, le previsioni dell'Organizzazione mondiale del commercio e del Fondo monetario internazionale - più fosche rispetto a quelle di Sace - potrebbero avvicinarsi al vero.

A quel punto i numeri stimati dal WTO e dal FMI sul commercio internazionale, rispettivamente al -12,9% e al -11%, potrebbero trasformarsi in realtà.

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