Tutto ciò che c’è da sapere sui bonus per la ricostruzione post-sisma. La guida del Fisco

 

Photocredit: JoyceLW from PixabayCome posso usare il sismabonus e l’ecobonus assieme gli incentivi per la ricostruzione? Come calcolo le agevolazioni? Come funziona lo sconto in fattura e la cessione del credito nel post-sisma? Sono alcuni dei punti chiariti dal Fisco nella nuova guida dedicata ai territori colpiti da eventi sismici.

Proseguono i chiarimenti dell’Agenzia delle entrate su come usare il sismabonus e l’ecobonus nelle aree terremotate alla luce di quanto previsto dal decreto Rilancio, tenendo conto degli altri incentivi pubblici per la ricostruzione post-sisma.

Dopo il vademecum scritto a quattro mani assieme al Commissario al sisma 2016 dedicato al superbonus, infatti, qualche giorno fa è stata la volta di quello redatto con il Dipartimento Casa Italia della Presidenza del Consiglio.

Strutturata su 39 domande e 39 risposte, infatti, la guida “Incentivi fiscali sismabonus ed ecobonus nei territori colpiti da eventi sismici. Quesiti e soluzioni affronta ad ampio raggio tutti i bonus che possono essere usati nella ricostruzione post-sisma, facendo anche esempi pratici sul calcolo delle agevolazioni sismabonus e ecobonus per le zone terremotate.

La prima parte del documento infatti fornisce risposte ai quesiti di ordine generale. La seconda offre invece chiarimenti sulle singole misure, mentre l’ultima parte affronta ulteriori quesiti.

Come usare la cessione credito e lo sconto in fattura?

Interessante è ad esempio la parte dedicata alle due modalità alternative (alle detrazioni in dichiarazione dei redditi) per godere dei bonus: lo sconto in fattura e la cessione del credito. La risposta a un quesito (il n. 14) riporta il caso in cui un contribuente usufruisca congiuntamente delle agevolazioni fiscali e del contributo per la ricostruzione e voglia utilizzare però la cessione del credito o lo sconto in fattura. In questo caso, infatti, la guida specifica che dovrà tenere separate le due rendicontazioni.

Il quesito n. 14 precisa che occorre distinguere la parte imputabile al contributo per la ricostruzione da quella che, invece, eccede il contributo stesso, ossia le spese che rimangono a carico del contribuente, per cui si richiede l’agevolazione fiscale. 

Inoltre - aggiungono dal Fisco - è necessaria l’emissione di SAL (Stato Avanzamento Lavori) minimi al 30%, indicando le quote di spesa assistite dal contributo per la ricostruzione e dai bonus fiscali.

Come usufruire della maggiorazione del 50%?

La guida chiarisce anche le nozioni di eccedenza e alternatività relative alla fruizione delle agevolazioni fiscali e dei contributi per la ricostruzione:

  • In caso di spesa eccedente il contributo per la ricostruzione, il valore dell’aliquota massima ammessa in detrazione è pari infatti al valore ordinario del 110%. 
  • Diversamente, se il contribuente rinuncia al contributo per la ricostruzione, può fruire in termini incrementati dell’agevolazione fiscale nella misura maggiorata del 50% riguardante il limite di spesa

Ma è importante sapere - spiega l’Agenzia - come calcolare l’importo eccedente il contributo per la ricostruzione. In questo caso la risposta arriva dal quesito n. 4 che chiarisce il punto con un esempio pratico. Se ad esempio per un determinato intervento, il cui costo è pari a 100.000 euro, viene erogato un contributo per la ricostruzione di 60.000 euro, sulla spesa rimasta a carico del contribuente, pari a 40.000 euro, può essere calcolata la detrazione del 110% (pari a 44.000 euro).

Calcoli diversi, invece, quando il contribuente decide di fruire delle agevolazioni fiscali in alternativa al contributo per la ricostruzione (il cd. superbonus rafforzato). In questo caso, infatti, la norma prevede un incremento degli importi massimi detraibili nella misura del 50% in più, essendo, dunque, aumentato il limite di spesa e non l’aliquota di detrazione

Anche in questo caso la guida contiene un esempio numerico: “il contribuente - si legge infatti nel testo - può calcolare il superbonus su un limite di spesa pari a 45.000 euro (30.000 + 50%) per la sostituzione dell’impianto termico e di 144.000 euro (96.000 + 50%) per interventi antisismici. In alternativa, qualora il contribuente non intenda rinunciare al contributo, applica la detrazione pari al 110% sulla parte di spesa eccedente il predetto contributo, nei limiti previsti, rispettivamente, di 30.000 euro e di 96.000 euro”.

Photocredit: JoyceLW from Pixabay

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